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Ballottaggi amministrativi, la mappa dei vincitori tra destra e sinistra e l’analisi del voto

Di In Politica
Giugno 11, 2026
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Domenica 7 e lunedì 8 giugno si sono svolti i ballottaggi nei 42 comuni, fra cui sei capoluoghi di provincia, chiamati a scegliere il sindaco tra i due candidati che avevano ottenuto più consensi al primo turno delle elezioni amministrative. Dopo gli importanti successi nelle città metropolitane di Venezia e Reggio Calabria, con Simone Venturini e Francesco Cannizzaro che hanno conquistato la fascia tricolore, il centrodestra si è ripetuto anche ad Arezzo, Macerata, Lecco, Viareggio e Vigevano.

I successi del centrodestra

A trionfare nel capoluogo toscano è stato Marcello Comanducci, esponente di Fratelli d’Italia, che con il 55,7% dei voti, contro il 44,2% dello sfidante del campo largo Vincenzo Ceccarelli, ha permesso alla coalizione moderata di mantenere la guida della città aretina dopo le due legislature di Alessandro Ghinelli.

Restando in Toscana, regione notoriamente “rossa”, come suggeriscono anche le recenti vittorie del centrosinistra alle elezioni regionali a Prato e Pistoia, il centrodestra ha ottenuto un importante successo elettorale anche a Viareggio, dove la contesa era tutta al femminile. A spuntarla, per una manciata di voti, è stata Sandra Grilli, diventata il primo sindaco donna della città del Carnevale grazie al 50% dei suffragi, contro il 49% dell’avversaria del centrosinistra Federica Maineri.

Anche i cittadini di Macerata hanno scelto la continuità, confermando il sindaco uscente Sandro Parcaroli che, con il 54,3%, si è imposto sullo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli.

In Lombardia, invece, il centrodestra ha conquistato il comune di Lecco con Filippo Boscagli che, come avvenuto a Viareggio, grazie al 52% dei voti è riuscito a imporsi di misura sul sindaco uscente Mauro Gattinoni, sostenuto dal campo largo, fermatosi al 48%.

Storia a parte quella di Vigevano, dove il centrodestra si è presentato diviso. Paolo Previde Massara, medico chirurgo, candidato di Forza Italia e sostenuto anche dalla lista civica LAB, ha ottenuto il 57,3%, rimontando l’iniziale svantaggio che lo separava dalla candidata del centrosinistra Rossella Buratti. Massara ha dovuto fare i conti anche con l’ostracismo di Futuro Nazionale, il nuovo soggetto politico fondato dal generale Roberto Vannacci, che aveva invitato i propri elettori a non votare il rappresentante del partito azzurro.

Le vittorie del centrosinistra

Dall’altra parte, invece, il centrosinistra si è affermato ad Agrigento, Chieti e Trani, che si tingono di rosso e si aggiungono agli altri centri già guidati dal fronte progressista.

Ad Agrigento la maggioranza degli elettori ha scelto Michele Sodano che, con il 72,3% dei voti, si è imposto nettamente sul candidato del centrodestra Dino Alonge.

A Chieti, invece, il candidato del campo largo Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura nonché commissario straordinario per la ricostruzione post-sisma nel Centro Italia e a Ischia, ha battuto lo sfidante del centrodestra Cristiano Sicari con il 52,3% dei voti contro il 47,7%.

A Trani, infine, Marco Galiano, sostenuto dal Partito Democratico, da Alleanza Verdi e Sinistra e da Italia Viva, ha ottenuto il 51,1% dei consensi e ha preso il posto del sindaco uscente Amedeo Bottaro. Una vittoria di misura, considerando che il candidato del centrodestra Angelo Guarriello si è fermato al 48,9%, ma comunque significativa per l’affermazione del centrosinistra in una piazza politicamente rilevante.

Le dichiarazioni dei leader

Attraverso i suoi account social, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è espressa così in merito ai risultati delle elezioni amministrative: “Complimenti e auguri di buon lavoro a tutti i sindaci eletti nei ballottaggi, di ogni schieramento. I risultati confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori”, ha aggiunto la leader di Fratelli d’Italia. “Avanti così, con serietà e concretezza”.

Di diverso avviso la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein che, come riportato da Sky Tg24, si è invece espressa così: “Vedo che Giorgia Meloni continua ad avere problemi con la calcolatrice. Che si tratti di ammettere i troppo scarsi investimenti sulla sanità pubblica di questo governo o i risultati delle amministrative, il tentativo è sempre lo stesso: capovolgere la realtà. Quanto a noi, avevamo detto che i conti li avremmo fatti alla fine. Su 18 capoluoghi al voto, tra primo turno e ballottaggi, al centrosinistra vanno 8 sindaci e al centrodestra 6 sindaci. Belle vittorie ad Agrigento, dove governavano loro, a Chieti e a Trani. Già al primo turno, tra i comuni sopra i 15mila abitanti, il centrosinistra ha vinto in 37 e il centrodestra in 25, cui si aggiungono numerosi comuni conquistati in questo secondo turno, come la splendida vittoria di Molfetta. Al di là della propaganda di Meloni e Salvini, anche in questa tornata elettorale i numeri fotografano una chiara affermazione dell’alleanza progressista, con il Pd primo partito in gran parte del Paese. I miei migliori auguri di buon lavoro a tutti i sindaci e le sindache eletti”.

Esulta invece il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini che, nonostante la fuga di molti esponenti verso Futuro Nazionale, ha commentato con ottimismo la vittoria del centrodestra sul suo account X: “Macerata, Lecco, Arezzo e tanti altri Comuni vinti dal centrodestra e dalla Lega: buon lavoro ai sindaci e a tutti i nuovi eletti!”.

Sulla vittoria di Sandro Parcaroli a Macerata, il leader del Carroccio ha poi scritto: “Sandro, ti faccio i miei complimenti, sei stato grande. Questo è il risultato che mi rende più orgoglioso degli ultimi anni”, ha detto Salvini. “Verrò presto a Macerata e metterò le tende fuori dallo Sferisterio, come promesso in campagna elettorale. Macerata è l’unico posto in cui mi sono speso in campagna per il ballottaggio. Ora Sandro prenditi una bella vacanza, te lo meriti”.

Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, come riportato da Sky Tg24, commentando i risultati delle amministrative ha auspicato la costruzione di un’alternativa di governo.

“Il risultato delle elezioni amministrative conferma un dato politico chiaro: il centrosinistra è in buona salute, cresce e conquista nuovi consensi nei territori. Nei 18 capoluoghi al voto elegge 10 sindaci contro i 6 del centrodestra, migliorando il risultato delle amministrazioni uscenti e dimostrando di essere una proposta credibile e competitiva. Dove il centrosinistra si presenta unito, con programmi concreti e candidati radicati nei territori, vince. È un messaggio politico che va oltre il voto amministrativo e che parla al Paese: esiste una domanda crescente di cambiamento di fronte a una destra incapace di dare risposte sul caro vita, sulla sanità pubblica, sui salari e sulla crisi sociale. Questi risultati ci incoraggiano a proseguire il lavoro per costruire un’alternativa forte e credibile al governo Meloni. Dobbiamo lavorare con determinazione a una prospettiva di governo fondata sulla giustizia sociale, sulla transizione ecologica, sul diritto alla salute, sul lavoro e sulla riduzione delle disuguaglianze. La destra non è invincibile. Quando il centrosinistra è unito e parla ai bisogni reali delle persone, può vincere e governare”.

Analisi del voto

Le elezioni amministrative sono notoriamente un termometro utile per testare l’umore dell’elettorato e proiettarsi, almeno in linea di massima, verso le future elezioni politiche che, come è risaputo, si terranno nel 2027, tenendo sempre in considerazione la storia e le peculiarità dei singoli territori.

In questa tornata è mancato l’effetto referendum, una delle variabili più attese e auspicate dai leader del campo largo. Tuttavia, una consultazione popolare, soprattutto su un tema caldo e delicato come quello costituzionale, è ben diversa da una competizione elettorale. Nei referendum, infatti, spesso si invertono i fronti, come abbiamo visto a marzo, quando la riforma Nordio è stata bocciata anche da politici e cittadini di centrodestra e sostenuta da altrettanti esponenti e simpatizzanti della sinistra che rivendicavano la separazione delle carriere come uno storico cavallo di battaglia.

I protagonisti di queste ultime elezioni amministrative sono stati invece i candidati civici, come avvenuto a Messina, dove è stato confermato il pupillo di Cateno De Luca, Federico Basile.

Mentre i due schieramenti tradizionali hanno mantenuto le proprie roccaforti o conquistato comuni importanti, come Venezia e Reggio Calabria, le liste civiche hanno ottenuto ben 11 affermazioni.

Un trend in costante crescita, quello del civismo, motivato dal fatto che l’elettorato locale conosce bene la storia personale dei candidati e il loro impegno sul territorio. Con questa scelta si riduce anche il fenomeno dell’astensionismo che, al contrario, tende ad aumentare nelle elezioni di rango superiore, come le politiche, dove anche a causa delle liste bloccate una consistente fetta di cittadini preferisce non recarsi alle urne.