Assen, Ducati in difficoltà e Bezzecchi perde il primo posto della classifica mondiale.
MotoGP, dopo lo splendido weekend di Brno chiuso con due primi e due terzi posti nella Sprint e nel GP con posizioni invertite tra il “Cannibale”, il numero 93 della Ducati Lenovo Team, Marc Marquez e Pecco Bagnaia il team ufficiale della Ducati ad Assen non è andato oltre a un sesto posto nella Sprint e un settimo nel gara lunga. La buona notizia per il team guidato da Luigi Dall’Igna e da Davide Tardozzi è che Marc Marquez è arrivato ad Assen a -40 punti da Marco Bezzecchi e ha lasciato l’Olanda a -40 da Jorge Martin, il nuovo leader della classifica. Il centauro spagnolo doveva limitare i danni e ci è riuscito poichè il divario dalla vetta è rimasto praticamente invariato. Marquez ha montato la gomma soft al posteriore nella gara lunga per essere efficace nei primi giri e il parapiglia che si è creato ha costretto Marco Bezzecchi all’errore che lo ha portato a uscire di scena nelle primissime battute di gara.
Luigi Dall’Igna, Direttore generale di Ducati corse: “Per il team ufficiale, si è rivelato un GP sostanzialmente anonimo, non siamo mai davvero diventati protagonisti come il nostro ruolo ci ha abituato, e come ci viene richiesto. Marc Marquez ha corso con orgoglio e ha chiuso settimo in una gara in cui è stato addirittura in terza posizione. I campioni sono fatti così, lottano in ogni situazione e contro ogni pronostico. Si è meritato con la sua generosità di non perdere punti in campionato e anche Pecco ha confermato di aver ritrovato il suo spirito combattivo. Meritava di continuare la sua serie di risultati positivi”. Come team ufficiale non siamo riusciti a emergere da protagonisti. Marc Marquez e Bagnaia hanno lottato, Di Giannantonio è stato formidabile e Alex straordinario. Il nostro sport offre spazio a tutti e dopo Assen ci ritroviamo con una classifica generale completamente aperta, con anche alcuni nuovi contendenti. Una gara vivace che ha prodotto risultati straordinari, raddoppiando quelli della Sprint Race, i miei sinceri complimenti vanno al team di Davide Brivio. La Ducati oggi è ben rappresentata da un formidabile Di Giannantonio e da uno straordinario Alex Marquez, non solo per le posizioni in cui hanno tagliato il traguardo, ma per il cuore e il carattere che hanno dimostrato con le loro prestazioni. Marc si è classificato solo settimo in una gara disputata con orgoglio, in cui a un certo punto era addirittura in terza posizione. Ma è proprio questo che contraddistingue i campioni: uomini che lottano per ogni posizione, contro ogni previsione, e che offrono sempre uno spettacolo. Tutto è andato per il meglio, per così dire, perché alla fine il suo distacco in classifica rimane invariato, e giustamente, oserei dire, vista la sua generosità sportiva. Per non parlare di Pecco, costretto al ritiro mentre era in quarta posizione. Anche lui ha lottato brillantemente finché ha potuto e meritava sicuramente di continuare la sua serie di risultati positivi, frutto del suo rinnovato spirito combattivo. Diggia si dimostra sempre veloce e ormai è un dato di fatto, terzo nella Sprint Race e quarto domenica, è il miglior pilota Ducati al traguardo e, non dimentichiamolo, anche nella classifica generale. Dopo una partenza incerta, ha recuperato con pazienza e alla fine ha dimostrato cosa significa crederci, lottando con le unghie e con i denti per riconquistare la posizione che occupava prima della penalità. Semplicemente spettacolare. E Alex Marquez, un vero guerriero. Una prestazione eccezionale da parte sua: dopo tutto quello che ha passato, arrivare proprio alle calcagna di Diggia è qualcosa che sembra provenire da un’altra epoca. Un brillante quinto posto che, in realtà, fino all’ultimo giro era un quarto. Per noi è trascorso un weekend nella media, qualcosa a cui non siamo proprio abituati e che non dovrebbe lasciare un segno troppo profondo, o almeno non più del necessario. In effetti, bisogna prendere questi giorni con la giusta consapevolezza, senza mai arrendersi, traendo le giuste conclusioni e guardando semplicemente avanti con un atteggiamento positivo verso la prossima sfida”.
Bezzecchi, brutto KO ad Assen che gli costa la vetta della classifica mondiale. In Olanda si è visto un dominio totale Aprilia, Ogura ha vinto davanti (la prima affermazione nella Classe Regina) a Fernandez e Martin, con il nuovo leader del mondiale che ha “approfittato” dell’incidente del compagno di box per risalire la classsifica. Bezzecchi ha incassato invece il terzo zero consecutivo nella gara lunga, dopo un volo da brividi e il trasferimento in ospedale, per fortuna senza fratture né lesioni. Un periodo nero per Bez, (prima Balaton, steso alla prima curva dal compagno di squadra in una carambola da film; poi Brno con la squalifica seguita allo schiaffo rifilato a un marshall dopo la caduta nella sprint e poi il volo olandese), è necessaria una svolta immediata. Con Assen, Bezzecchi perde la leadership iridata: Jorge Martin gli passa davanti in classifica con 7 punti di vantaggio, mentre Fabio Di Giannantonio sale a -16 e Ai Ogura entra definitivamente nella partita a -25. Marc Marquez, quinto a -40, fa sempre paura. Per chi aspira al titolo, la regola è semplice e crudele, si deve vincere quando si può vincere e nelle giornate complicate bisogna almeno portare a casa punti.
Massimo Rivola, CEO del reparto corse dell’Aprilia: “A Bezzecchi ultimamente è capitato di tutto, ha bisogno di staccare. Ad Aprilia, come costruttore, è ovviamente mancata una moto. Credo ci fosse l’occasione per avere quattro Aprilia davanti, quindi è un peccato non essere riusciti a realizzare quello che avremmo potuto. Bezzecchi lo manderemo in vacanza una settimana, ha sicuramente bisogno di staccare, perché nell’ultimo periodo gli è capitato veramente di tutto. Quindi ci sta che possa sentirsi un po’ sotto pressione. Detto questo non doveva commettere l’errore, anche perché l’ha fatto in un punto dove puoi farti veramente male. La cosa curiosa è che l’incidente è avvenuto proprio alla curva 15, in uno dei punti in cui le Aprilia sembravano fare maggiormente la differenza rispetto alle moto della concorrenza. Semplicemente, era troppo veloce. Onestamente penso che l’Aprilia non fosse così competitiva solo alla curva 15. In tutti i tratti molto veloci del circuito l’Aprilia di solito dimostra di avere qualcosa di speciale, ma dobbiamo dare il massimo con tutte e quattro le moto, non solo con tre. Se per Bezzecchi le cose sono andate male, è stato molto solido invece il weekend di Martin, che ha conquistato la sua prima pole position per i colori dell’Aprilia e poi ha concluso la gara in terza posizione, ritrovando un podio che gli mancava dalla domenica trionfale del marchio veneto al Mugello. Penso che Jorge abbia fatto un giro fantastico nelle qualifiche, conquistando la sua prima pole con noi. Considerando che la sua condizione fisica non è affatto al 100%, penso che abbia fatto una gara eccezionale, con una partenza perfetta, e che abbia guidato la gara per moltissimi giri. Non avrebbe potuto fare di meglio. Sappiamo che Ai (Ogura), in particolare, è fortissimo nel finale di gara, e Jorge è stato molto intelligente ad accontentarsi del terzo posto, senza correre rischi inutili per resistere. Quindi, davvero un ottimo lavoro da parte sua. Penso che in questa weekend gara abbia dato il massimo di cui era capace, e si è visto che venerdì e persino sabato mattina non era così a suo agio con la moto rispetto agli altri tre. Quindi, con quello che ha fatto ha dimostrato che quando è il momento di dare il massimo, fa la cosa giusta, e questo è un aspetto molto importante per le sue prospettive in campionato. I piloti della Trackhouse Racing hanno letteralmente dominato alla “Cattedrale”, facendo doppietta sia nella Sprint che nella gara lunga, con Raul Fernandez ed Ogura a spartirsi i successi. Tra le altre cose, il 25enne nipponico ora può anche trasformarsi in un terzo incomodo nella corsa al titolo, visto che è quarto, a soli 25 punti da Martin. Sono sinceramente felice per loro. Ho sempre detto che volevo vedere il giorno in cui sarebbero riusciti a batterci e ce l’hanno fatta, per due giorni di fila. Abbiamo bisogno di loro, abbiamo bisogno che siano veloci, perché se sono veloci è probabile che impariamo qualcosa anche da loro e così diventiamo più veloci anche noi”.