Agosto, da qualche anno, è sempre stato “un mese fermo” in F1, ma in passato le si correva sfidando le alte temperature. Il caldo è sempre stato un fattore determinante per gli ingegneri per dare ai piloti quelle garanzie ideali per arrivare al meglio delle performance. Il 7 agosto 1982, sul circuito di Hockenheim, in Germania, la Formula 1 ha vissuto attimi tragici a causa dell’incidente accaduto a Didier Pironi. Il francese della Ferrari durante le qualifiche, sotto una pioggia battente ha tamponato la Renault guidata da Alain Prost. Il fattaccio è avvenuto a causa di un’errata interpretazione del gesto di Derek Daly: il pilota ha cercato di evitare la vettura del francese e il pilota della Ferrari 126 C2 ha tamponato il conducente della Renault a quasi 240 km\h.
L’impatto è stato violentissimo e la Ferrari si è sollevata in aria andando a cappottare diverse volte prima di fermarsi. Un incidente crudo, maestoso e drammatico. Didier Pironi è rimasto all’interno dell’abitacolo in condizioni gravi. Per oltre 20 minuti i commissari hanno cercato di estrarre il francese e dopodiché è stato trasportato all’ospedale di Heidelberg dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico a causa delle fratture alle gambe, al braccio e traumi vari nel corpo. A causa di questo incidente la carriera del francese è terminata a soli 30 anni. A vincere il campionato piloti è stato Keke Rosberg, ma la Ferrari ha vinto quello costruttori. 5 anni dopo, precisamente il 23 agosto 1987, Didier Pironi è morto a causa di un incidente durante una gara offshore al largo dell’Isola di Wight, nel Regno Unito: il suo catamarano si è capovolto ad alta velocità. Un epilogo amaro per il francese e per la sua storia sportiva: iniziata dal litigio con Gilles Villeneuve, poi morto in pista, e con l’incidente sempre nel 1982. Il francese era un pilota molto forte e le possibilità di conquista del campionato piloti erano elevate visto che la Ferrari 126 C2 era una monoposto competitiva.