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LA FORZA DI UNA COMUNITA’. Incontro con il Sindaco Michele Carbone.

Di In Economia
Luglio 24, 2026
File d f a cb a b

– Un assicuratore amico –

Leadership, responsabilità e senso di appartenenza. Un incontro con il Sindaco MICHELE CARBONE per raccontare cosa significa guidare una città mettendo al centro le persone.

 

Ci sono interviste che nascono dalla curiosità.

Altre dall’ attualità.

Questa, invece, nasce da una scelta precisa.

Da qualche tempo, con la rubrica “Un Assicuratore Amico”, ho deciso di incontrare persone che, attraverso il proprio lavoro, possano lasciare un messaggio capace di andare oltre il ruolo che ricoprono.

Non cerco personaggi da intervistare.

Cerco persone che, con il loro esempio, possano offrire uno spunto di riflessione a chi legge.

È questo il motivo per cui ho scelto di incontrare Michele Carbone, Sindaco di San Giorgio a Cremano.

Non per parlare di politica, ma di leadership.

Non di schieramenti, ma di responsabilità.

Non di promesse, ma di comunità.

Viviamo in un tempo in cui spesso il rapporto tra cittadini e istituzioni appare distante. Per questo ho voluto confrontarmi con chi interpreta il proprio ruolo partendo da un principio molto semplice: essere presente tra le persone.

La prima domanda è stata quasi inevitabile.

Qual è il valore che una città come San Giorgio a Cremano non dovrebbe mai perdere?

La risposta è arrivata senza esitazioni.

«”Il valore della solidarietà e della comunità. Essere comunità significa riconoscersi e aiutarsi l’uno con l’altro, come una grande rete di sostegno.”»

Una risposta che racconta un’idea precisa di città.

Non una semplice somma di strade, edifici e servizi, ma una comunità che cresce quando le persone imparano a sentirsi parte dello stesso percorso.

Amministrare una città significa però anche prendere decisioni difficili.

Quando gli ho chiesto quale fosse oggi la responsabilità più grande che sente sulle proprie spalle, la risposta è stata altrettanto chiara.

«”Una comunità ha bisogno di essere curata, attenzionata e accompagnata, sia nella quotidianità che nei processi evolutivi che ci attendono nei prossimi anni.”»

Parole che restituiscono l’idea di una guida chiamata non solo a gestire l’ordinario, ma ad accompagnare un territorio nel suo sviluppo.

Naturalmente non mancano i momenti complicati.

Nel ricordare le esperienze che più lo hanno segnato, Michele Carbone ha parlato della gestione dell’emergenza Covid e della difficile decisione di sgomberare quattordici famiglie da una villa occupata abusivamente, una scelta impopolare ma necessaria per garantire la sicurezza delle persone.

Ed è proprio qui che emerge una caratteristica fondamentale della leadership.

Non è scegliere la strada più semplice.

È assumersi la responsabilità delle decisioni quando diventano inevitabili.

Abbiamo poi affrontato un tema che considero fondamentale in qualsiasi relazione: la fiducia.

Alla domanda su come si costruisca nel tempo il rapporto tra istituzioni e cittadini, la sua risposta è stata tanto semplice quanto concreta.

«”La fiducia si costruisce con la lealtà reciproca, con l’esempio e con la presenza. Il no va detto e motivato, il sì va spiegato.”»

Sono parole che non riguardano soltanto un sindaco.

Riguardano chiunque abbia la responsabilità di guidare persone: un imprenditore, un insegnante, un dirigente, un genitore.

Perché la fiducia non nasce dalle parole.

Nasce dalla coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa.

Uno dei passaggi che più mi ha colpito riguarda il concetto di sicurezza.

Troppo spesso la associamo esclusivamente all’ordine pubblico.

Michele Carbone ne ha dato invece una lettura molto più ampia.

Una città è davvero sicura quando le persone si prendono cura le une delle altre.

Quando nessuno si sente solo.

Quando il bene comune viene percepito come qualcosa che appartiene a tutti.

È una visione che mette al centro la responsabilità condivisa.

Perché nessuna istituzione, da sola, può costruire una comunità forte senza la partecipazione dei cittadini.

Il messaggio rivolto ai giovani è stato altrettanto significativo.

«”Non dimenticatevi mai di nessuno, soprattutto delle persone più fragili.”»

Un invito che richiama il valore dell’inclusione e dell’attenzione verso chi rischia di restare indietro.

Infine gli ho chiesto quale sarebbe, tra cinque anni, la frase più bella che vorrebbe sentire dai cittadini.

La risposta è stata sincera.

Essere eletti è importante.

Essere riconfermati significa che il lavoro svolto è stato riconosciuto e apprezzato.

Ma il momento che più mi è rimasto dentro è arrivato alla fine della nostra conversazione.

Prima di salutarci, Michele Carbone ha rivolto un appello semplice.

Prendiamoci cura del bene comune.

Ogni parco.

Ogni panchina.

Ogni giostrina.

Ogni luogo di incontro.

Perché appartengono a tutti noi.

La riflessione di un Assicuratore Amico

Da assicuratore incontro ogni giorno persone che proteggono ciò che hanno costruito: una famiglia, una casa, un’impresa, un progetto.

Questa conversazione mi ha ricordato che esiste una forma di protezione ancora più grande.

Quella che nasce quando una comunità sceglie di prendersi cura di sé stessa.

La sicurezza non è fatta soltanto di norme, controlli o strumenti.

Inizia quando ognuno di noi sente che il bene comune è anche una responsabilità personale.

Forse è proprio questo il messaggio più importante che porto a casa da questo incontro.

Le comunità migliori non sono quelle dove qualcuno fa tutto.

Sono quelle dove ciascuno fa la propria parte.

Perché la vera leadership non consiste nell’essere davanti agli altri.

Consiste nel riuscire a farli camminare insieme.