Proseguono le indagini sulla morte di Daniela Florea, la donna di 36 anni trovata senza vita nel suo appartamento nel quartiere Barriera di Milano, a Torino. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio e ha già iscritto una persona nel registro degli indagati, anche se al momento gli investigatori non hanno reso nota la sua identità.
Il corpo della donna è stato scoperto nella notte di lunedì, nascosto all’interno del cassettone di un letto contenitore e avvolto in un lenzuolo bianco. Le modalità del ritrovamento fanno escludere l’ipotesi di una morte accidentale o di un malore e rafforzano quella di un delitto seguito dal tentativo di occultare il cadavere per ritardarne la scoperta.
Daniela Florea, originaria della Romania, viveva da anni a Torino e si era trasferita nell’appartamento solo pochi mesi fa, dopo la separazione dall’ex compagno, padre del figlio. Lavorava come addetta alle pulizie all’ospedale Regina Margherita e da alcuni giorni non si presentava al lavoro. A dare l’allarme è stato un cugino, insospettito dal fatto di non riuscire più a contattarla.
Nel condominio nessuno aveva notato particolari anomalie. I vicini avevano pensato che la donna fosse partita per le vacanze estive, anche perché da giorni non si vedevano né lei né il suo cane, un piccolo esemplare bianco molto legato alla padrona. Proprio la scomparsa dell’animale rappresenta uno degli elementi su cui si stanno concentrando gli investigatori.
L’appartamento è stato trovato in ordine e senza segni di effrazione, particolare che porta gli inquirenti a ritenere che Daniela abbia aperto volontariamente la porta a una persona di sua conoscenza. Dopo l’omicidio, chi l’ha uccisa avrebbe nascosto il corpo nel letto contenitore prima di allontanarsi, forse portando con sé anche il cane.
Gli accertamenti si stanno concentrando sulla vita privata della vittima e sui suoi rapporti personali. L’ex compagno, con il quale i rapporti sembravano essere rimasti sereni per garantire la crescita del figlio, è stato ascoltato a lungo dagli investigatori, ma non è l’unica persona al centro delle verifiche.
Secondo le testimonianze raccolte, Daniela conduceva una vita molto regolare e ogni sabato era solita fare colazione nello stesso bar insieme al figlio, all’ex compagno e al cane. Una residente della zona ha riferito di aver incontrato proprio l’ex compagno nel pomeriggio di lunedì davanti a quel locale e di avergli chiesto notizie della donna, che non si vedeva da qualche giorno. L’uomo l’avrebbe rassicurata dicendo che Daniela stava bene.
Nei giorni in cui si ritiene sia avvenuto il delitto, il bambino si trovava con il padre. Lo stesso uomo sarebbe stato visto nelle ore precedenti all’intervento dei soccorsi nei pressi dell’abitazione insieme al figlio e al cane della vittima.
Nelle prossime ore sarà determinante l’autopsia, che dovrà stabilire con precisione le cause della morte e l’orario del decesso, elementi ritenuti fondamentali per ricostruire la dinamica dell’omicidio e individuare il responsabile.