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ISCS: l’istituto per il Credito Sportivo e Culturale. La banca dello Sport in Italia

Di In Sport
Agosto 15, 2026
Istituto credito sportivo

Gli anni ’60: la nascita del Mercato Comune Europeo nel 1957, il boom economico che tocca i suoi picchi tra il 1958 e il 1963, la diffusione del fenomeno dei consumi di massa, i cambiamenti sociali. Un’epoca che ha permesso all’Italia uscita dalla disastrosa Seconda Guerra Mondiale di trasformarsi da paese rurale a grande potenza industriale, europea e mondiale, con livelli di crescita di PIL che raggiunsero il 6%.

L’aumento generale dei consumi e della ricchezza media nella popolazione permise anche di focalizzare gli investimenti anche in questioni che, soprattutto al tempo, potevano risultare di secondo ordine. Nel 1957 nasce infatti l’Istituto per il Credito Sportivo, in qualità di ente di diritto pubblico con personalità giuridica e gestione autonoma, voluto dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, il quale di fatto tolse il diritto alla Banca Nazionale del Lavoro (BNL). L’Istituto negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per gli investimenti pubblici e privati nel settore sportivo, conoscendo però una profonda crisi a partire dal declino del Totocalcio, fonte di finanziamento dello sport in Italia tramite i suoi introiti, dovuto alla liberalizzazione delle scommesse in Italia a partire dal 1998.

Da quel momento si sono susseguite riforme, come quella del 2005 che ha allargato l’azione all’ambito culturale, con la denominazione Istituto per il Credito Sportivo e Culturale che sarà, però, resa ufficiale solo 2025. Diverse problematiche, inoltre, legate alla governance hanno richiesto diverse volte l’amministrazione straordinaria e nomine di commissari. Alla presidenza dell’istituto è passato anche l’attuale Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

Al giorno d’oggi, il Presidente, nominato dal Ministro per lo Sport e i Giovani, in accordo con il MEF e il Ministro della Cultura, è Beniamino Quintieri dal 2023, mentre l’AD è Antonella Baldino.

L’istituto, che dal giugno 2024 risulta una società per azioni, dichiara un capitale da più di 800 milioni di euro, del quale il Ministero dell’economia e delle finanze detiene l’80% e quindi il sostanziale controllo.

L’ICSC risulta quindi l’unica banca italiana di promozione e sviluppo dedicata allo Sport e alla Cultura, la quale opera nell’interesse pubblico per generare crescita economa, sostenibilità e inclusione sociale. L’istituto è il riferimento nazionale in ambiti di finanziamenti per impianti, infrastrutture e percorsi di innovazione sportivi.

L’istituto bancario svolge prevalentemente due tipologie di attività:

  • Attività ordinarie: finanziamenti bancari
  • Attività definite speciali: gestione, separata e gratuita, di fondi Speciali di titolarità dello Stato per la concessione di agevolazioni ai finanziamenti sotto forma di contributi in conti interessi e di garanzie.

L’ICSC ha finanziato più di 45 mila impianti sportivi in Italia ed ha investito più di 170 milioni di euro nella cultura dal 2021. In particolare, nel settore Sport, la clientela è rappresentata principalmente da Enti Territoriali, da organismi sportivi, imprese e Enti del settore no-profit.

L’utilizzo dei Fondi ICSC in ambito sportivo si sono dimostrati uno strumento estremamente efficace per facilitare l’accesso al credito e favorire la realizzazione di investimenti impiantistici, sia da parte di soggetti di natura pubblicistica sia privatistica. Con risparmio di risorse pubbliche rispetto a quelle necessarie utilizzando contributi a fondo perduto in conto capitale, sono stati realizzati cospicui investimenti in infrastrutture sportive e responsabilizzati i soggetti investitori ad una gestione economicamente sostenibile.