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L’essenziale introduzione del tie-break, centra US Open

Di In Sport, Tennis
Agosto 17, 2026

Prima dell’invenzione del tie-break, la formula adottata in gran parte dei tornei, prevedeva la classica regola del set vinto con due game di scarto, con in caso di parità, i vantaggi con il normale svolgimento del game, con partite che rischiavano costantemente di arrivare ai vantaggi con punteggi altissimi e durate di gioco imprevedibilmente lunghe. La creazione del tie-break punta proprio a garantire la partita sempre ad alta intensità, con un flusso di gioco adeguato al livello dei giocatori, riducendo anche gli infortuni dei tennisti.  Inoltre con l’allargamento negli anni del tabellone, si poteva andare incontro al rischio di non riuscire a far giocare tutte le partite programmate per un determinato giorno.

Il gioco del tennis subì molti mutamenti in termini di punteggi, a partire dagli anni 40. Il tentativo era sempre quello di provare a ridurre i match giocati e ciò porto ai tanti cambiamenti che però mai convinserò del tutto l’USTA (United States Tennis Association).

Un tentativo recente, prima del cambiamento che portò all’attuale svolgimento delle partite, fu di Jimmy Van Alen. L’ex tennista statunitense organizzò a Newport un torneo con le proprie regole, che consistevano in un match che non necessitava dei set, o meglio dire che si giocava in un unico set di 31 game. Van Alen nel 1965 invitò a partecipare i migliori giornalisti e tennisti per la sperimentazione del torneo volto all’introduzione delle sue nuove regole. Oltre ai 31 game da raggiungere per aggiudicarsi il match, in caso di parità venne introdotto proprio il tie-break a 9 punti.

La prima introduzione del tie-break, in un torneo Grande Slam, avvenne cinque anni dopo. Dove l’USTA, prendendo spunto da Van Alen, introdusse lo spareggio con però la suddivisione al meglio di cinque dei set.