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Taylor Swift contro Trump

Di In Politica
Agosto 08, 2026
Taylow swift

Taylor Swift passa dalle parole ai fatti. La popstar avrebbe fatto rimuovere la sua musica da alcuni contenuti pubblicati sui social dall’area comunicativa di Donald Trump, trasformando ancora una volta il rapporto tra la cantante e il presidente in un caso destinato a far discutere.

Al centro della vicenda c’è soprattutto “august”, uno dei brani più conosciuti dell’album folklore, pubblicato da Swift nel 2020. La canzone era stata utilizzata in un video con Donald e Melania Trump pubblicato dall’account Team Trump su TikTok.

Il contenuto era accompagnato anche da una frase provocatoria rivolta direttamente alla cantante, lasciando intendere, con evidente ironia, che Taylor sarebbe stata felice di vedere una sua canzone utilizzata in quel contesto.

La risposta, però, sarebbe arrivata attraverso il copyright.

Dopo la pubblicazione, infatti, l’audio del video è stato silenziato e la musica di Swift non è più risultata disponibile. Un dettaglio apparentemente tecnico che, in realtà, assume un significato preciso: l’artista non sembra intenzionata a permettere che le proprie canzoni vengano utilizzate liberamente per accompagnare messaggi politici con i quali non vuole essere associata.

Non sarebbe successo solo con “august”

La questione non sembrerebbe limitata a un singolo brano.

Anche altri contenuti legati al Team Trump avrebbero utilizzato canzoni di Taylor Swift, tra cui “Opalite” e “Father Figure”. Anche in questi casi, gli audio sarebbero successivamente diventati indisponibili.

La vicenda assume quindi un peso maggiore. Non si tratta semplicemente di una canzone scelta per accompagnare un video, ma della possibilità che un’artista eserciti i propri diritti per impedire che il proprio lavoro venga associato a una determinata comunicazione politica.

Ed è proprio questo l’aspetto più interessante della storia.

Una guerra che dura da anni

Lo scontro tra Taylor Swift e Donald Trump non nasce oggi.

Per molto tempo Swift aveva mantenuto una posizione piuttosto riservata sulla politica. Negli ultimi anni, però, la cantante ha iniziato a esporsi sempre più apertamente, soprattutto durante le campagne elettorali americane.

Nel 2020 aveva espresso il proprio sostegno a Joe Biden, mentre nel 2024 aveva appoggiato pubblicamente Kamala Harris.

Trump, dal canto suo, ha più volte criticato Swift pubblicamente. Il rapporto tra i due è diventato progressivamente uno dei tanti scontri tra il mondo dello spettacolo americano e l’ex presidente, con la cantante trasformata nel corso degli anni in una figura particolarmente influente anche al di fuori della musica.

Swift non è infatti soltanto una popstar.

È una delle artiste più potenti dell’industria musicale mondiale, con una fanbase enorme e una capacità straordinaria di influenzare il dibattito pubblico. Ogni sua dichiarazione, ogni gesto e persino ogni scelta apparentemente secondaria possono trasformarsi rapidamente in una notizia internazionale.

Perché il copyright è importante

La parte più significativa della vicenda riguarda proprio il diritto d’autore.

Utilizzare una canzone famosa all’interno di un video pubblicato sui social non significa necessariamente avere il diritto di utilizzarla in qualsiasi contesto. Esistono licenze e accordi che regolano l’utilizzo della musica, e l’ambito politico può diventare particolarmente delicato.

Per un’artista, impedire l’utilizzo di una propria canzone in una comunicazione politica può quindi essere molto più di una presa di posizione simbolica.

Significa stabilire con chiarezza come e dove la propria musica può essere utilizzata.

Nel caso di Taylor Swift, questo assume un’importanza ancora maggiore perché le sue canzoni sono diventate parte integrante della cultura pop contemporanea. Associarle a un candidato, a un presidente o a una campagna politica può influenzare inevitabilmente la percezione del pubblico.

Il silenzio di Taylor

Un altro elemento curioso è che Taylor Swift, almeno in questa vicenda, non avrebbe scelto di rispondere direttamente con un lungo messaggio sui social.

Nessun grande discorso. Nessun botta e risposta pubblico.

La risposta sarebbe arrivata in maniera molto più discreta: attraverso la rimozione dell’audio.

Ed è forse proprio questo a rendere la vicenda ancora più interessante.

In un’epoca in cui ogni controversia diventa immediatamente una battaglia sui social, Swift avrebbe scelto una strada diversa, lasciando che fossero i suoi diritti sulla musica a parlare al posto suo.

Una questione più grande della semplice canzone

Il caso solleva anche una domanda che va oltre Taylor Swift e Donald Trump: un artista dovrebbe poter decidere chi può utilizzare la propria musica per rappresentare un messaggio politico?

La risposta, dal punto di vista dei diritti, dipende naturalmente dalle licenze e dagli accordi che regolano l’utilizzo dei brani.

Ma dal punto di vista simbolico la questione è molto più complessa.

La musica può diventare immediatamente parte di un messaggio. Una canzone scelta per un video può modificare il tono di una scena, rafforzare un’immagine e persino contribuire a costruire l’identità di una campagna.

Per questo motivo, per artisti di enorme popolarità come Taylor Swift, il controllo sull’utilizzo della propria musica rappresenta anche una forma di controllo sulla propria immagine pubblica.

Taylor Swift sceglie da che parte stare

La vicenda conferma quindi qualcosa che ormai è diventato evidente: Taylor Swift non è più disposta a rimanere completamente fuori dal dibattito politico americano.

La cantante ha costruito negli anni un rapporto sempre più diretto con il proprio pubblico e, quando decide di prendere posizione, il suo peso mediatico è enorme.

In questo caso, però, la sua posizione sembra essere stata espressa senza bisogno di proclami.

Una canzone è comparsa in un video.

Poi è sparita.

E quel semplice silenzio dell’audio è diventato, inevitabilmente, una nuova puntata dello scontro tra due delle figure più riconoscibili della scena americana: Taylor Swift e Donald Trump.