– Un assicuratore Amico –
Targa italiana, targa estera, veicolo che scappa, danni all’auto o lesioni: essere coinvolti in un incidente con un mezzo non assicurato non significa necessariamente restare senza risarcimento. Ma bisogna sapere subito cosa fare e, soprattutto, a chi rivolgersi
Targhe polacche, controlli, assicurazioni inesistenti.
Ne abbiamo parlato tanto.
Poi, dopo l’ultimo articolo, è arrivata una domanda molto più semplice.
“Va bene tutto. Ma se domani uno di questi veicoli mi viene addosso e scopro che non è assicurato, chi mi paga?”
Ed è probabilmente la domanda più importante di tutte.
Perché possiamo discutere di norme, controlli, REVE, targhe straniere e nuove regole quanto vogliamo.
Ma quando hai l’auto danneggiata davanti agli occhi, magari qualcuno si è anche fatto male, tutta la teoria finisce.
E comincia il problema vero.
La prima cosa da sapere è questa.
Se chi provoca l’incidente non è assicurato, non significa automaticamente che il danneggiato rimanga senza risarcimento.
Il nostro ordinamento prevede strumenti specifici proprio per queste situazioni.
Ma attenzione: non esiste una sola procedura valida per tutti.
Dipende da chi ti ha investito.
Dipende dalla targa.
Dipende dal fatto che il veicolo sia stato identificato oppure sia fuggito.
E dipende anche dai danni che hai subito.
Caso 1. Ti tampona un’auto italiana e scopri che non è assicurata
È il caso probabilmente più semplice da spiegare.
Il veicolo è identificato.
Hai la targa.
Sai chi lo guidava.
Ma quando vengono effettuate le verifiche scopri che quel mezzo non aveva una RC Auto valida al momento dell’incidente.
Qui entra in gioco il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito da Consap.
Il Fondo interviene espressamente nei sinistri provocati da veicoli non assicurati e può risarcire sia i danni alla persona sia i danni alle cose. La pratica viene istruita e liquidata da un’impresa assicurativa designata dall’IVASS in funzione, tra l’altro, della regione e dell’epoca in cui è avvenuto il sinistro.
Quindi no, non è vero che se l’altro non ha l’assicurazione nessuno ti paga.
Esiste un sistema pensato proprio per evitare che la vittima di un incidente debba sopportare le conseguenze dell’irresponsabilità altrui.
Ma chi paga materialmente?
Questo è un punto che spesso genera confusione. Non arriva un bonifico direttamente da un fantomatico “Fondo”.
Il danneggiato presenta la richiesta secondo la procedura Consap e la gestione viene affidata alla compagnia designata competente per quel territorio.
Consap mette a disposizione sul proprio sito un sistema che, indicando tipologia del sinistro, data, regione e danni subiti, permette di generare il modulo corretto. La richiesta va poi trasmessa all’impresa designata e a Consap secondo le modalità previste. �
Consap
E c’è anche un altro aspetto interessante.
Dopo aver indennizzato il danneggiato, il sistema può rivalersi sul responsabile.
Consap spiega che il Fondo, dopo aver rimborsato l’impresa designata, può procedere al recupero delle somme nei confronti dei responsabili del sinistro.
In altre parole, il fatto che esista il Fondo tutela la vittima. Non protegge chi ha deciso di circolare senza assicurazione.
Caso 2. L’auto non è assicurata e tu ti sei anche fatto male.
Qui bisogna separare immediatamente due questioni, il danno alla macchina e il danno alla persona.
Se il veicolo responsabile è identificato ma non assicurato, il Fondo prevede il risarcimento di entrambi.
E questo significa che non dobbiamo guardare soltanto alla carrozzeria.
Un incidente può comportare cure, accertamenti, giorni di inabilità, postumi e altre conseguenze che dovranno essere documentate e valutate.
Per questo, se ci sono lesioni, una delle cose peggiori da fare è minimizzare inizialmente e preoccuparsene giorni dopo senza aver documentato correttamente quanto accaduto.
Se stai male, la priorità è la salute. E la documentazione sanitaria diventerà poi fondamentale anche nella ricostruzione del danno.
Caso 3. Ti investono e scappano Qui cambia tutto.
Perché non abbiamo semplicemente un veicolo non assicurato.
Abbiamo un veicolo non identificato.
Il Fondo interviene anche in questa situazione, ma le regole per i danni alle cose sono diverse. Consap chiarisce che, quando il veicolo responsabile rimane non identificato, i danni alla persona sono risarcibili. Per i danni alle cose, invece, il risarcimento è previsto quando dall’incidente siano derivate anche gravi lesioni alla persona, individuate in un’invalidità permanente superiore al 9%, e viene applicata una franchigia di 500 euro.
Questa distinzione è fondamentale perché dire semplicemente “È scappato? Paga il Fondo” sarebbe sbagliato.
Se trovi semplicemente l’auto danneggiata e non sai chi sia stato, ad esempio, Consap chiarisce che quella fattispecie non dà automaticamente diritto al risarcimento del Fondo.
Ed ecco perché identificare il veicolo, quando possibile, può cambiare radicalmente la pratica.
Caso 4. E se invece ha una targa polacca?
Ed eccoci al punto dal quale siamo partiti.
Immaginiamo che l’incidente avvenga a Napoli.
Tu hai una macchina italiana.
L’altro veicolo ha targa polacca.
Non devi trattare quella pratica come un normale incidente tra due veicoli italiani.
Per i sinistri avvenuti in Italia e provocati da un veicolo immatricolato all’estero, l’organismo competente è l’Ufficio Centrale Italiano – UCI. Lo confermano sia Consap sia lo stesso UCI.
Ed è una differenza enorme rispetto al normale sinistro RC Auto.
L’UCI gestisce il percorso previsto per gli incidenti causati in Italia dai veicoli con targa estera e indica quali informazioni devono essere trasmesse per consentire l’identificazione del mezzo e la gestione della richiesta.
Targa e nazionalità del veicolo estero, data e luogo dell’incidente, marca e modello e tutti gli altri elementi utili disponibili.
E c’è un’altra cosa che molti automobilisti non sanno.
Quando nell’incidente è coinvolto un veicolo immatricolato all’estero non si applica il normale risarcimento diretto presso la propria compagnia previsto per i casi che ne possiedono i requisiti.
Lo chiarisce espressamente l’UCI.
Quindi avere una targa polacca davanti cambia concretamente anche il percorso del sinistro.
E se la targa estera risulta irregolare o non corrisponde al veicolo?
Il Fondo di Garanzia contempla espressamente anche il caso di veicoli esteri con targa non corrispondente o non più corrispondente allo stesso veicolo, prevedendo l’intervento sia per i danni alla persona sia per quelli alle cose.
Ed è proprio per questo che, davanti a una targa straniera, non conviene mai improvvisare.
Prima bisogna capire che veicolo abbiamo realmente davanti, quale sia la sua situazione e quale organismo sia competente per quella specifica fattispecie.
Caso 5. Targa estera, ma l’assicurazione c’è.
Targa straniera non significa automaticamente veicolo non assicurato.
Se un veicolo estero regolarmente immatricolato e assicurato provoca un incidente in Italia, rimane comunque il percorso UCI per la richiesta di risarcimento relativa al sinistro con targa estera.
Quindi il problema non è:
“Ha una targa polacca?”
La domanda corretta è “Qual è la situazione assicurativa e amministrativa di quel veicolo?”
È una differenza enorme.
Ed è anche il motivo per cui dobbiamo stare attenti a non trasformare la battaglia contro le irregolarità in una criminalizzazione indistinta di qualsiasi automobile con targa straniera.
Cosa fare nei primi minuti dopo l’incidente.
Questa, secondo me, è la parte dell’articolo che vale la pena salvare sul telefono.
Se le condizioni di sicurezza lo consentono, fotografa tutto.
La posizione dei veicoli.
I danni.
La targa.
Il modello dell’auto.
Il luogo.
La segnaletica.
Eventuali documenti che vengono mostrati.
E, se possibile, identifica subito eventuali testimoni.
Quest’ultimo passaggio non è affatto secondario. L’ IVASS ricorda che nei sinistri con soli danni alle cose i testimoni devono essere indicati fin dalla denuncia o comunque nel primo atto formale inviato all’impresa. Una loro identificazione tardiva può creare problemi all’ammissibilità della testimonianza.
Se ci sono feriti, naturalmente, prima vengono i soccorsi.
E se sorgono dubbi sui documenti, sulla targa, sull’identità del conducente, sulla copertura assicurativa o qualcuno tenta di allontanarsi, l’intervento delle autorità può diventare ancora più importante.
E quel caso in cui “Mi ha mostrato il certificato. Quindi sono tranquillo?”
Non necessariamente.
Un documento che appare regolare non deve essere confuso con la certezza assoluta della situazione assicurativa.
Per i veicoli italiani, Consap mette a disposizione il proprio Centro di Informazione attraverso il Portale Unico per ottenere informazioni sulla copertura assicurativa del veicolo responsabile di un sinistro.
Per un veicolo estero che provoca un incidente in Italia, invece, Consap precisa che il Centro di Informazione non è competente e indirizza il danneggiato all’UCI.
Ancora una volta, italiano ed estero non seguono necessariamente la stessa strada.
E allora il CID?
Compilare correttamente il modulo di constatazione amichevole resta molto utile per raccogliere e cristallizzare le informazioni sull’incidente quando le circostanze lo consentono.
Ma attenzione a un altro equivoco.
Avere un CID compilato non significa automaticamente poter utilizzare la procedura di risarcimento diretto con la propria compagnia.
Se emerge che il veicolo italiano responsabile non era assicurato, entra in gioco la procedura del Fondo.
Se il responsabile ha targa estera, entra in gioco il percorso UCI.
Il documento aiuta a ricostruire il fatto.
Non cambia da solo le regole che stabiliscono chi deve gestire il risarcimento.
Quindi qui, una piccola checklist da ricordare.
Dopo un incidente con una situazione assicurativa dubbia, servono soprattutto:
targa, conducente, veicolo, fotografie, testimoni, dinamica, luogo, ora e documentazione sanitaria se qualcuno si è fatto male.
Più informazioni raccogli subito, meno dovrai cercare di ricostruire dopo.
E nei casi dubbi eviterei soprattutto una frase che sentiamo ancora troppo spesso.
“Non preoccuparti, poi ci mettiamo d’accordo.”
Quando l’assicurazione non c’è, la targa è straniera oppure i documenti presentano anomalie, quel “poi” può diventare molto complicato.
Quindi chi ti paga?
Possiamo finalmente rispondere alla domanda iniziale.
Se il responsabile ha un veicolo italiano identificato ma non assicurato, può intervenire il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, attraverso l’impresa designata competente.
Se il veicolo scappa e rimane non identificato, può intervenire ancora il Fondo, ma con regole differenti soprattutto per i danni alle cose.
Se l’incidente avviene in Italia con un veicolo immatricolato all’estero, il riferimento è l’Ufficio Centrale Italiano, ferma restando la necessità di individuare la specifica fattispecie assicurativa e amministrativa del mezzo.
Se ci sono lesioni, non guardiamo soltanto al danno dell’automobile: la tutela riguarda anche la persona e la documentazione sanitaria diventa essenziale.
La polizza dell’altro non è un dettaglio.
E forse è questa la lezione più importante dopo settimane passate a parlare di targhe polacche.
Quando saliamo in macchina diamo per scontato che tutti quelli che incontriamo abbiano rispettato le stesse regole che abbiamo rispettato noi.
Purtroppo non è sempre così.
E quando accade un incidente scopriamo improvvisamente quanto possa essere importante una cosa alla quale, fino a cinque minuti prima, non avevamo mai pensato.
L’ assicurazione dell’altro.
Per fortuna esistono strumenti che possono tutelare chi subisce un danno.
Ma bisogna conoscerli.
Bisogna raccogliere subito le informazioni giuste.
E soprattutto bisogna imboccare la procedura corretta fin dall’inizio.
E porsi l’unica domanda vera.
Se quest’auto non è assicurata, cosa devo fare?
Una buona polizza.
Luca Chiaravalle
Un Assicuratore Amico