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Liguria infarto in vacanza, 19enne salvata con un trapianto

Di In Cronaca
Settembre 07, 2026
Liguria

Liguria ha un infarto in vacanza, una studentessa messicana di 19 anni salvata con un trapianto di cuore.

Liguria un infarto in vacanza, studentessa 19enne salvata con un trapianto di cuore

Regina, studentessa messicana di 19 anni iscritta al primo anno di Medicina a Monterrey e temporaneamente in Francia con il Programma Erasmus, colpita da un infarto causato da un’anomalia congenita delle coronarie mentre si trovava in Liguria. La salvezza a Torino, dove è stata sostenuta prima con la circolazione extracorporea (Ecmo) e poi con una pompa microassiale di ultima generazione fino al trapianto urgente all’ospedale Molinette.

Il malore si è verificato all’improvviso nelle acque delle Cinque Terre, in Liguria. La ragazza è riuscita a tornare a stento a riva, ma il suo cuore aveva già cominciato a cedere. Poi la corsa all’ospedale di La Spezia, dove le condizioni sono precipitate fino all’arresto cardiaco. Per mantenerla in vita è stata collegata all’Ecmo, un sistema di assistenza extracorporea che per un certo tempo può svolgere fuori dal corpo ciò che cuore e polmoni non riescono più a fare. Trasferita a Genova, all’ospedale San Martino, la diagnosi ha dato un nome al malore: uno shock cardiogeno dopo un infarto destruente provocato da un’anomalia congenita del decorso delle arterie coronarie.

Il danno al muscolo cardiaco era irreversibile, la sola possibilità era un trapianto urgente. Nella Terapia Intensiva della Cardiochirurgia delle Molinette (responsabile dottoressa Anna Trompeo) la giovane è stata inserita in lista d’attesa urgente. Per darle il tempo che il suo cuore non poteva più garantire, l’équipe ha impiantato una pompa microassiale di ultima generazione. Una tecnologia silenziosa, ma decisiva: il ponte tra una vita che rischiava di spegnersi e un cuore che doveva ancora arrivare.

Liguria un infarto in vacanza, studentessa 19enne salvata con un trapianto di cuore

Sono state circa due settimane di attesa. Per la ragazza, immobilizzata in Terapia Intensiva. Per i genitori, arrivati dal Messico. Per i medici. Giorni scanditi da parametri, controlli e telefonate. Poi, finalmente, la chiamata: in Calabria era disponibile un cuore compatibile. Un’équipe della Cardiochirurgia torinese è partita per il prelievo dell’organo, mentre a Torino la paziente veniva preparata per l’intervento. “E’ stata un’emozione fortissima (ricorda il professor Massimo Boffini), comunicare alla paziente e ai suoi genitori che era stato trovato il cuore. Un pianto liberatorio, da parte sua e dei suoi genitori. In quelle lacrime c’erano la paura di tutti i giorni precedenti e la speranza che per la prima volta diventava concreta”.

Il trapianto, eseguito dal professor Mauro Rinaldi (direttore della Cardiochirurgia delle Molinette) con i professori Massimo Boffini e Antonino Loforte e l’anestesista Alberto Orsello, durato circa 8 ore, si è concluso con successo. Il cuore donato ha ripreso subito a battere nel torace della giovane. I supporti meccanici, fino a quel momento indispensabili, hanno potuto essere rimossi. “Ho eseguito centinaia di trapianti di cuore (racconta il professor Rinald), ma questo in particolare è stato veramente emozionante: vedere battere il cuore nuovo nel torace di questa giovane paziente significava restituirle la vita a migliaia di chilometri di distanza da casa e ridare serenità ai suoi genitori”.

Il decorso postoperatorio è stato regolare. Dopo tre settimane, la giovane è stata dimessa dalla Cardiochirurgia. I cardiochirurghi torinesi hanno già attivato i contatti con il Centro Trapianti di Cuore di Monterrey e con il Centro specialistico di Houston, dove proseguirà il follow-up. Ora, a un mese dall’intervento, si prepara ora a tornare in Messico con un cuore nuovo. “Un vero miracolo della vita (commenta Livio Tranchida, direttore generale Città della Salute). Ho assistito in prima persona in sala operatoria al trapianto, alla straordinaria complessità di questa operazione, all’impegno profuso dai nostri professionisti e all’impiego di tecnologie di ultimissima generazione. Grazie a tutti”.

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