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Attentato a Sigfrido Ranucci, proseguono le indagini sul mandante

Di In Cronaca
Luglio 18, 2026

Proseguono le indagini sull’attentato contro Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore della trasmissione televisiva Report. L’episodio risale alla sera del 16 ottobre 2025, quando un ordigno esplose davanti alla sua abitazione a Campo Ascolano, nel comune di Pomezia, alle porte di Roma.

L’esplosione distrusse l’automobile del giornalista e danneggiò quella della figlia, parcheggiata nelle vicinanze. La deflagrazione provocò danni anche al cancello dell’abitazione e a un edificio vicino. Le persone presenti nella zona rimasero illese.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma, ha portato alla fine di giugno 2026 all’arresto di quattro persone. Gli investigatori le indicano come presunti componenti del gruppo incaricato di preparare ed eseguire l’azione. Le contestazioni comprendono la detenzione e l’uso di un ordigno esplosivo, il danneggiamento e la minaccia, con l’aggravante del metodo mafioso.

Gli accertamenti riguardano i movimenti degli indagati, i contatti telefonici, le immagini raccolte e il materiale acquisito durante le perquisizioni. Alcuni arrestati hanno scelto la facoltà di restare in silenzio durante gli interrogatori. Uno di loro ha successivamente rilasciato dichiarazioni spontanee, respingendo collegamenti con il giornalista.

Nel mese di luglio l’inchiesta ha coinvolto anche Valter Lavitola, imprenditore ed ex giornalista editore. La Procura lo considera il presunto mandante e gli contesta il reato di strage. Lavitola ha respinto ogni accusa durante l’incontro con i magistrati.

Gli inquirenti stanno analizzando telefoni, dispositivi elettronici, appunti e comunicazioni per ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte e individuare il possibile movente. Le responsabilità personali saranno stabilite durante il procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.