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Verso le politiche 2027: Conte, Schlein e il futuro del centrosinistra

Di — In Politica
Settembre 17, 2026
Elly Schlein Giuseppe Conte

Le elezioni politiche 2027 si avvicinano e gli istituti demoscopici, in questo periodo, stanno dando le prime proiezioni sulle intenzioni di voto degli italiani. Il centrodestra, la coalizione che attualmente è al governo della nazione dall’ottobre 2022, con alla guida Giorgia Meloni, ha battuto ogni record di stabilità e ambisce ad ottenere il bis nella prossima tornata elettorale.

Dall’altra parte c’è un centrosinistra confuso, senza un programma di governo e diviso su vari temi come, ad esempio, l’invio delle armi all’Ucraina, l’aumento della spesa militare – questione che in Parlamento ha diviso anche lo stesso Partito Democratico – e anche sulle proposte sociali, come il salario minimo e la patrimoniale, non c’è proprio una linea chiara. Non che la controparte sia unita su tutto e non ci siano divergenze tra i vari partiti, ma, a differenza del cosiddetto campo largo, il centrodestra ha dalla sua parte una coesione storica, praticamente trentennale, e soprattutto le idee chiare sulla figura del(la) leader.

Un punto fondamentale al di là dei programmi, e sul quale il fronte progressista intende passare la palla agli elettori attraverso le primarie. Come ribadito dal Presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, alla tradizionale festa dell’Unità celebratasi nei giorni scorsi a Reggio Emilia e riportato da Il Manifesto: “Le primarie non appartengono alla nostra tradizione, stiamo omaggiando una tradizione del Pd. Abbiamo detto ai nostri elettori che avrebbero deciso loro la guida, mica possiamo chiuderci in una stanza per decidere. E poi chi dovrebbe chiudersi per decidere?”

La sfida per la leadership del centrosinistra

A giocarsi il ruolo di leader del centrosinistra, oltre all’avvocato del Popolo, sono la segretaria dem Elly Schlein e i due capi di AVS, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. A chiamarsi fuori dalle primarie, pur essendo un convinto sostenitore di questo strumento popolare, è l’ex premier e segretario di Italia Viva Matteo Renzi.

Pertanto, gli outsider che potrebbero emergere dalle consultazioni interne potrebbero essere alcuni degli attuali sindaci eletti con il Campo Largo, come la prima cittadina di Genova Silvia Salis, oppure Gaetano Manfredi e Roberto Gualtieri, rispettivamente al timone di Napoli e Roma.

Sempre dalla capitale, nelle scorse settimane, è emerso il nome di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, e ancora l’ex sindaco di Bergamo Giorgio Gori o Ernesto Maria Ruffini, ex amministratore delegato di Equitalia e delle Agenzie delle Entrate.

Conte il favorito per guidare il centrosinistra ma…

Attualmente, i sondaggi riportati dall’agenzia di stampa Adnkronos danno in testa Giuseppe Conte, al 38,8%, mentre la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, è al 24,7%. Il leader del Movimento 5 Stelle suscita più carisma e dà più sicurezza, sia come figura anti-Meloni che come capo di un governo riformista, visto il suo curriculum, che vede già due esperienze alla guida di Palazzo Chigi.

L’ex premier, tuttavia, rischia di vedersi frenare dal fondatore del suo partito, Beppe Grillo, il quale potrebbe lanciare sulla scena politica il Movimento Zero Stelle, un’altra sua creatura politica, data già al 3% dai sondaggi e che potrebbe scompigliare ancora di più il campo largo e rendere le politiche del 2027 ancora più imprevedibili, visto che la destra è divisa attualmente da Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

Giuseppe conte image photo

Le mosse che dovrebbe adottare Elly Schlein per prendersi la guida del centrosinistra

Di questo possibile marasma, Elly Schlein dovrebbe farne tesoro e cercare di imporre la sua leadership, in modo da rendere la corsa verso Palazzo Chigi tutta al femminile per la prima volta nella storia. Dopo aver analizzato in precedenza le cinque mosse che dovrebbe fare Giorgia Meloni per riconfermarsi alle prossime politiche, adesso è la volta della Schlein.
La segretaria del partito, chiave del centrosinistra, dovrà necessariamente passare dalla capacità di tenere insieme le diverse anime della coalizione, cercando di dare una direzione politica chiara sui temi principali dell’imminente campagna elettorale. Benché sia stata messa in discussione molto spesso la leadership di Elly Schlein, ricordiamoci il 24,04% che il Pd ha ottenuto alle elezioni europee del 2024, frutto della svolta a sinistra dell’attuale segreteria, che ha restituito un volto più identitario e raccolto le simpatie degli elettori più giovani.

Elly Schlein dovrà essere brava a trovare una linea, se non comune, quantomeno condivisa e credibile sulla politica estera e sull’economia, passando per il rapporto con il governo Meloni e con gli elettori. Inoltre, la segretaria del Partito Democratico, o chiunque sarà alla guida del centrosinistra, dovrà mettersi al pari dei leader del centrodestra e radicare la presenza sul territorio, tornando in piazza e nei mercati e utilizzando gli strumenti attraverso i quali un leader politico può cercare di mantenere un contatto diretto con gli elettori e comprendere le loro esigenze.

Da questi step passeranno il futuro e la credibilità del campo largo e, dopo le elezioni del 2027, si vedrà se questa comunione d’intenti sia un’unione per battere le destre o se sia una ricetta credibile anche nel governare.

Il futuro politico del centrosinistra

Nel periodo antecedente alle elezioni di qualsiasi livello è possibile fiutare la direzione del vento e farsi un’idea sull’esito della tornata elettorale. Tutto, in genere, dipende dalla condotta dell’amministrazione uscente e dalla forza delle liste. Per quanto riguarda il 2027, resta tutto un grande enigma.

La Repubblica italiana, sin dalla sua nascita, si è retta sempre sulle coalizioni, dal centrismo di De Gasperi fino all’attuale bipolarismo, che ormai sta diventando stantio e che nuovi soggetti politici, come Futuro Nazionale, ne stanno minando gli equilibri.

A fare la politica sono le persone e la mancanza di cultura in questo fondamentale settore della società si sente, ma tra le tante assenze nello scacchiere politico manca una seria alternativa di centro, che non si crea per non rompere gli attuali equilibri, ma questo potrebbe essere argomento di un’altra analisi.

Il fronte progressista deve necessariamente darsi una mossa, se non vuole combinarsi nei prossimi anni ad essere uno spettatore politico e fare alleanze o patti con la destra moderata. Uno scenario simile a quello ungherese, dove, in occasione delle elezioni parlamentari dello scorso 12 aprile, i partiti progressisti e liberali hanno dato il loro appoggio a Péter Magyar, che ha così messo fine all’era Orbán dopo 16 anni.

Un’eventuale debacle del centrosinistra alle elezioni del 2027 rischierebbe di aprire una seria crisi politica che, col tempo, trasformi il bipolarismo in una sfida tra destra moderata ed estrema destra. Il rischio, in questo scenario, è quello di assistere a una trasformazione del bipolarismo, in quanto, nella realtà in atto, come dimostrano i sondaggi in Italia e i successi all’estero di movimenti come AfD, questa parte politica si sta facendo portavoce delle istanze delle classi più deboli.

Un pensiero oggettivo condiviso anche da diversi osservatori e analisti, come il direttore dell’Unità Piero Sansonetti, che nei giorni scorsi ha espresso questa preoccupazione durante la trasmissione 4 di Sera, condotta da Mario Giordano.

In quest’ottica, le prossime elezioni politiche rischiano di diventare un’autentica cesura e i prossimi mesi saranno decisivi per un cambio di rotta.

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