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Roma, si costituisce il “cecchino di Prati” che ha ferito Cristina Stillitano

Di — In Cronaca
Settembre 17, 2026
Operazione della Polizia di Stato e dei Carabinieri a Roma per l'omicidio Piscitelli


Svolta nelle indagini sugli spari contro la giornalista e scrittrice Cristina Stillitano, ferita nei giorni scorsi nel quartiere Prati, a Roma. Un 50enne romano, disoccupato, si è costituito in caserma accompagnato dal suo avvocato Giampaolo Balzarelli e ha ammesso durante l’interrogatorio di aver premuto il grilletto.
L’uomo avrebbe utilizzato una carabina ad aria compressa per sparare il piombino che ha colpito Stillitano. Al termine dell’interrogatorio con il pubblico ministero, il 50enne è stato denunciato a piede libero per lesioni. I carabinieri si sono quindi recati nella sua abitazione per sequestrare l’arma che sarebbe stata utilizzata per gli spari.
La giornalista era stata colpita mentre si trovava in strada. Il pallino metallico era rimasto conficcato nel tricipite e nella mattinata di mercoledì 16 settembre è stata sottoposta a un intervento chirurgico per rimuoverlo.
Le indagini erano partite immediatamente dopo il ferimento. I carabinieri hanno perlustrato l’area e il Ris ha ricostruito, attraverso rilievi tridimensionali, la traiettoria del proiettile. Durante i sopralluoghi sono stati sequestrati diversi piombini e sono state rilevate tracce riconducibili anche ad altri episodi avvenuti nella zona.
Gli investigatori hanno inoltre passato al setaccio le attività commerciali specializzate nella vendita di armi ad aria compressa. L’analisi dei registri delle armerie della zona avrebbe consentito di risalire all’acquisto di una carabina, effettuato nei primi giorni di settembre da un uomo residente proprio in via della Giuliana.
Il caso potrebbe essere collegato ad altri episodi segnalati nei giorni precedenti nel quartiere Prati. Sarebbero almeno sei le persone, quattro donne e due uomini, che hanno raccontato di essere state prese di mira nella stessa area.
Tra loro anche Angela Perrone, commercialista residente nel quartiere, che si sarebbe rivolta ai carabinieri dopo aver riconosciuto analogie con quanto raccontato da Stillitano. Venerdì 11 settembre, mentre percorreva via della Giuliana, la donna avrebbe avvertito un improvviso spostamento d’aria all’altezza della cintura e, contemporaneamente, una fitta al polpaccio. Il colpo le avrebbe lasciato un livido.
La confessione del 50enne rappresenta ora un elemento centrale per ricostruire la dinamica degli episodi e stabilire se l’uomo possa essere collegato anche agli altri casi segnalati nella zona.