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BOLLO AUTO ABOLITO? EH NO. NON È PROPRIO COSÌ.

Di — In Economia
Settembre 18, 2026
BOLLO AUTO ABOLITO? EH NO. NON È PROPRIO COSÌ.

. Un Assicuratore Amico .

Il Governo annuncia l’abolizione strutturale di una delle tasse più odiate dagli italiani. Ma il provvedimento approvato prevede, per ora, un’esenzione nel 2027 e con precisi requisiti. Proviamo allora a separare l’annuncio da ciò che sappiamo già con certezza.


«Finalmente hanno abolito il bollo auto».

È probabilmente quello che molti italiani hanno pensato nelle ultime ore.

D’altronde, basta aprire i social. “Abolito il bollo.” “Via una delle tasse più odiate dagli italiani.” “Una promessa mantenuta.”

E, diciamocelo, è una notizia che fa piacere.

Il bollo è probabilmente una delle tasse meno amate dagli automobilisti italiani e qualsiasi intervento capace di alleggerire le spese di una famiglia merita attenzione.

Ma proprio perché riguarda le nostre tasche, forse vale la pena andare oltre il titolo di un post.

Perché il bollo è stato davvero abolito?

Eh no. O almeno, non ancora nei termini assoluti che la parola “abolizione” potrebbe far pensare.
E qui comincia la parte interessante.

E ALLORA COSA È STATO DAVVERO DECISO?
Bene, il 16 settembre il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che contiene, tra le altre misure, l’esenzione dal bollo per una parte consistente dei veicoli.


Il provvedimento riguarda solo il 2027.

Per le automobili interessa quelle con potenza fino a 80 kW, circa 109 CV, mentre sono interessati anche motocicli e ciclomotori secondo le condizioni previste dalla norma. L’esenzione riguarda un solo veicolo per persona.

Non c’è un limite ISEE e il Governo stima una platea complessiva di circa 14,5 milioni di veicoli, con oltre il 70% delle autovetture potenzialmente interessato dalla soglia di potenza indicata.

Quindi attenzione.
La misura esiste. Il risparmio esiste. E per milioni di italiani sarà concreto.
Non avrebbe senso negarlo.
Ma neppure raccontarlo come se, da domani, il bollo auto fosse semplicemente scomparso per tutti.

E SE HO DUE AUTOMOBILI?

Qui arriva una delle precisazioni che nei titoli inevitabilmente si perde.

L’agevolazione riguarda un solo mezzo.
Se una persona possiede più automobili che rispettano i requisiti, il testo prevede che l’esenzione venga applicata a quella con la potenza più bassa, a parità di potenza, interviene un ulteriore criterio basato sull’importo della tassa. Anche per motocicli e ciclomotori sono previste specifiche regole di selezione.

Tradotto: due auto in famiglia non significano automaticamente due bolli cancellati.


E naturalmente, se la propria automobile supera gli 80 kW, l’esenzione prevista dal provvedimento non si applica.

Sono dettagli m a quando dobbiamo mettere mano al portafoglio, i dettagli diventano improvvisamente molto interessanti.

MA MELONI HA DETTO CHE SARÀ STRUTTURALE.. Certo ed è giusto dirlo.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha presentato la misura parlando esplicitamente di abolizione “in modo strutturale”.


Anche esponenti della maggioranza hanno ribadito che l’intenzione è quella di rendere permanente l’intervento.


Allora dov’è il problema?


Nel distinguere quello che è stato deciso oggi da quello che il Governo dichiara di voler garantire domani.


Il provvedimento approvato disciplina attualmente l’esenzione per il 2027. Per renderla permanente negli anni successivi serviranno le relative coperture e gli ulteriori interventi annunciati, anche attraverso la prossima Legge di Bilancio.

E qui voglio essere molto chiaro. Non sto dicendo che il bollo tornerà nel 2028.
E non sto dicendo nemmeno che il Governo non manterrà l’impegno assunto.
Potrebbe benissimo diventare una misura strutturale, come dichiarato dalla premier.

Sto dicendo una cosa molto più semplice.

Oggi possiamo raccontare come certo ciò che è già stato approvato. Il resto, per correttezza, dobbiamo ancora verificarlo quando diventerà norma.

Semplice.
Non è una questione di destra o di sinistra.


È la differenza tra un annuncio politico e un provvedimento già definito nei suoi effetti.

QUANTO COSTA L’OPERAZIONE? Ehh..
La misura non è naturalmente gratuita per le casse pubbliche.
Il bollo produce entrate destinate alle Regioni e il mancato gettito per il 2027 viene quantificato in circa 2,3 miliardi di euro.

E si legge, che il Governo ha indicato come copertura anche economie derivanti dal PNRR, cioè risorse che, secondo quanto spiegato dall’esecutivo, non risultano utilizzate né giuridicamente vincolate. È prevista la compensazione delle Regioni per il gettito perso.


Ed anche qui si è aperto un confronto politico.

Diverse Regioni guidate dal centrodestra hanno accolto positivamente la misura. Gli esponenti regionali dell’opposizione hanno invece contestato modalità e sufficienza delle compensazioni.

Saranno i successivi atti e i conti pubblici a permettere di valutare concretamente come funzionerà la copertura.


E nel Frattempo però NOI FACCIAMO IL PIENO.

Ed è forse questo il punto che personalmente, per così dire, trovo più interessante.

Nello stesso decreto si interviene anche sul carburante.
Il taglio delle accise sul gasolio viene prorogato, ma progressivamente ridotto.

Dal 18 settembre lo sconto complessivo indicato è di 12,2 centesimi al litro, per poi dimezzarsi a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre.

E allora mi pongo una semplicissima domanda.
Non da politico.
Da automobilista.

Ma se vogliamo aiutare davvero chi prende l’auto ogni mattina per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, raggiungere clienti, muoversi per necessità… quanto pesa il bollo una volta all’anno e quanto pesa il carburante per gli altri 364 giorni?

Non ho intenzione di suggerire che una misura escluda necessariamente l’altra.
E non esiste neppure una risposta uguale per tutti.

Chi percorre pochi chilometri può beneficiare soprattutto dell’eliminazione di una spesa fissa.
Chi ne percorre decine di migliaia ogni anno può avere una percezione completamente diversa.


Ma proprio per questo sarebbe interessante discutere non soltanto di quale tassa viene cancellata, ma di quanto costa realmente oggi possedere e utilizzare un’automobile.

Carburante.
Assicurazione.
Manutenzione.
Pedaggi.
Parcheggi.
E, naturalmente, il bollo.

Anche perché il problema delle famiglie non è il nome della tassa.
È quanto rimane nel portafoglio alla fine del mese.

QUINDI… BOLLO ABOLITO?
Ad oggi, 18 settembre 2026, possiamo dirlo così..


Per il 2027 è stata approvata un’esenzione dal bollo per una determinata platea di veicoli e contribuenti.


Il Governo ha dichiarato che intende renderla strutturale.
Ma la disciplina già approvata riguarda per ora il 2027 e la prosecuzione negli anni successivi dovrà essere accompagnata dagli ulteriori interventi e dalle coperture annunciate.


Per questo davanti a un post che dice semplicemente:
“ABOLITO IL BOLLO AUTO” io aggiungerei soltanto Eh no. Non è proprio così.

Non perché la misura non esista.
Non perché non rappresenti un risparmio.
E nemmeno perché sappiamo già che non diventerà permanente.
Ma perché tra “esenzione nel 2027 per determinati veicoli” e “bollo auto abolito definitivamente” esiste una differenza.


E raccontarla non significa essere contro qualcuno.
Significa semplicemente leggere fino in fondo.
È una deformazione professionale che conosco bene.

Nel mio lavoro capita spesso di trovare una parola molto rassicurante sulla prima pagina di una polizza.
Poi apriamo il contratto e scopriamo condizioni, limiti ed esclusioni.

La politica è un altro mestiere.
Ma una buona abitudine possiamo conservarla.


Prima leggiamo. Poi festeggiamo.
E magari, mentre discutiamo del bollo, continuiamo anche a chiederci quanto ci costa ogni giorno accendere quell’auto e partire.


Luca Chiaravalle
Un Assicuratore Amico