Il tanto atteso nuovo film di Resident Evil diretto da Zach Cregger è ora al cinema e sta facendo faville. La pellicola ha già diviso la community dei fan della saga e per questo c’è da aspettarsi che la pellicola attiri ancora più fan al cinema. Cregger, lo sappiamo, è un autore, non solo un regista di film di intrattenimento e questo ha fatto si che lasciasse la sua impronta sulla saga,
Prepariamoci, dunque, il mondo del cinema e del gaming potrebbe aver finalmente trovato uno dei suoi punti d’incontro migliori. Resident Evil è tornato sul grande schermo con un capitolo che promette di rilanciare da zero l’amatissimo franchise videoludico.
Più che un omaggio a Resident Evil
Zach Cregger prende le redini di questa nuova avventura targata Columbia Pictures, affidandosi a un protagonista sempre più promettente: Austin Abrams. Dopo aver lavorato insieme in Weapons, Abrams dimostra qui di saper reggere l’intero peso del film con la sua drammaticità , muovendosi con naturalezza tra toni tragici, umani ma soprattutto comici. Il tutto supportato da una regia dinamica ed esperta.
Questo Resident Evil è un sincero omaggio ai fan della saga: riesce a trasmettere quell’ansia e quella claustrofobia tipiche del videogioco senza mai risultare forzato. Il punto di forza risiede nella direzione della fotografia, dove Cregger gioca con le ombre, le luci cupe e i movimenti di macchina con straordinaria originalità. I primi piani sulle armi impugnate dal protagonista, con molte scene riprese in prima persona, hanno fatto in modo che si potesse entrare direttamente in contatto con il protagonista e partecipare alla sua paura insieme.
La mano di Zach Cregger su Resident Evil
Il cambio di direzione ed il distacco dagli altri film della saga, che troppo spesso prendono a piene mani dai videogiochi è stata una delle scelte più azzeccate di Cregger. Come dichiarato dal regista, infatti, tutti i mostri del film sono liberamente inventati dal regista, o modificati ad hoc per centrare a dovere nel segno. Per questo, una delle critiche più accanite dei fan è stata proprio per la scelta di cambiare completamente l’azione del VIRUS T, e le trasformazioni che ne derivano.
Nonostante questo la visione non viene a mancare, ed anzi da a Resident Evil quel tocco autoriale che forse è mancato troppo spesso agli altri film realizzato seguendo di pari passo i giochi. Ormai realizzare un film con infetti o zombie è diventato sempre più difficile e riuscire a farlo senza cadere nel monotono e nel già visto non è semplice. Cregger è riuscito a fare questo con la sua visione del film, inserendo anche a più riprese la sua poetica.
La grande forza di Resident Evil sta anche nella realizzazione degli effetti visivi. Cregger ha preferito usar meno la CG, ma più gli effetti speciali tangibili per dare quel senso di credibilità, sgomento e paura nello spettatore che la Computer Grafica non può regalare. Nel complesso è un forte sì. Nonostante il finale d’impatto, lo sviluppo che porta alla conclusione si perde leggermente con delle scelte poco condivisibili. Tuttavia, il consiglio resta lo stesso: che siate appassionati del gioco o semplici spettatori, correte in sala!