Resident Evil sta per tornare al cinema con una veste completamente nuova. Abbiamo avuto la possibilità, grazie a Sony, di assistere in anteprima ai primi venti minuti del nuovo film diretto da Zach Cregger, regista che negli ultimi anni si è imposto nel panorama horror grazie a Barbarian e Weapons. E se queste prime immagini rappresentano davvero il tono che accompagnerà l’intera pellicola, il nuovo adattamento della saga Capcom potrebbe avere finalmente trovato una propria identità.
Cregger non ha mai nascosto di essere un grande appassionato dei videogiochi di Resident Evil e, soprattutto, di non voler semplicemente riproporre quanto fatto dalle precedenti trasposizioni cinematografiche. La sua intenzione sembra piuttosto quella di prendere l’universo creato da Capcom, rispettarne atmosfera e immaginario e utilizzarlo per raccontare una storia profondamente legata alla propria sensibilità autoriale.
Ed è proprio questa la sensazione restituita dai primi venti minuti: Resident Evil è un film di Zach Cregger prima ancora di essere l’ennesimo adattamento cinematografico del videogioco.
L’horror di Resident Evil incontrerà il black humor di Cregger
Chi ha visto Barbarian e Weapons conosce perfettamente la capacità di Zach Cregger di passare dalla tensione alla comicità più assurda senza necessariamente spezzare l’atmosfera. Anche Resident Evil sembra destinato a seguire questa strada.
Nei primi venti minuti il regista introduce infatti diverse situazioni capaci di alternare inquietudine, assurdità e momenti volutamente grotteschi. Il risultato è qualcosa di profondamente diverso dal tono utilizzato nelle precedenti trasposizioni cinematografiche del franchise. Non significa naturalmente che Resident Evil diventerà una commedia horror.
Al contrario, l’impressione è che il black humor venga utilizzato proprio per aumentare il senso di imprevedibilità. Lo spettatore può sorridere davanti a una situazione per poi rendersi conto, pochi secondi dopo, di trovarsi nuovamente all’interno di un incubo. È una delle caratteristiche più riconoscibili della regia di Cregger e potrebbe diventare uno dei punti di forza della pellicola.
Resident Evil: il protagonista è finalmente “uno di noi”
La differenza forse più interessante di questa nuova interpretazione di Resident Evil riguarda però il protagonista. Non ci troviamo davanti all’eroe d’azione apparentemente preparato ad affrontare qualsiasi minaccia. Non abbiamo qualcuno capace di entrare a Raccoon City sapendo esattamente cosa fare.
Abbiamo invece un ragazzo spaventato, disorientato e completamente fuori posto. Ed è proprio qui che il film sembra trovare una delle idee più interessanti. Durante questi primi minuti è estremamente facile immedesimarsi nel protagonista perché le sue reazioni sembrano essere esattamente quelle che avrebbe una persona normale trovandosi improvvisamente all’interno di una situazione impossibile da comprendere.
Ha paura. Non conosce ciò che lo circonda. Non possiede immediatamente le risposte e soprattutto non sembra avere il controllo della situazione. In altre parole, è forse il protagonista meno “protagonista” che Resident Evil abbia avuto al cinema.
Una caratteristica apparentemente semplice, ma fondamentale per il funzionamento dell’horror. Se il personaggio davanti allo spettatore è vulnerabile, qualsiasi minaccia diventa automaticamente più pericolosa. Se invece il protagonista appare praticamente invincibile, anche zombie e creature finiscono inevitabilmente per perdere parte della loro capacità di spaventare. Cregger sembra averlo capito perfettamente.
Dai videogiochi arriveranno easter egg e riferimenti per i fan
Naturalmente rimane un’altra domanda fondamentale: quanto sarà realmente Resident Evil? Cregger ha già anticipato che gli appassionati della saga videoludica potranno aspettarsi numerosi riferimenti ed easter egg. Alcuni sono già comparsi nei materiali promozionali.
Uno degli elementi più evidenti è la macchina da scrivere, oggetto immediatamente riconoscibile per chiunque abbia trascorso ore all’interno dei videogiochi della serie. Nei capitoli classici, infatti, la macchina da scrivere è indissolubilmente legata ai salvataggi e rappresenta quasi un simbolo della breve sensazione di sicurezza concessa al giocatore prima di tornare ad affrontare l’incubo.
Nel trailer sono comparsi inoltre i cani zombie, altra presenza storica dell’universo Resident Evil e inevitabile richiamo a una delle creature più iconiche dei primi videogiochi. La sensazione, però, è che il film non voglia trasformarsi semplicemente in un catalogo di riferimenti destinati ai fan. Ed è probabilmente la scelta giusta.
Cosa aspettarsi dal nuovo Resident Evil di Zach Cregger
Dopo aver visto questi primi venti minuti, l’elemento più promettente è proprio la volontà di non copiare semplicemente i videogiochi, ma di provare a riprodurre le sensazioni che hanno reso Resident Evil un fenomeno mondiale.
Paura dell’ignoto, ambienti ostili, personaggi vulnerabili, creature imprevedibili e quella costante sensazione che dietro ogni angolo possa esserci qualcosa che non dovrebbe essere lì. Cregger sembra voler utilizzare tutto questo costruendoci sopra il proprio cinema. Ed è probabilmente ciò di cui la saga cinematografica aveva bisogno.
Le precedenti incarnazioni sul grande schermo hanno seguito strade molto diverse. Alcune hanno progressivamente spinto il franchise verso l’action, mentre altre hanno provato ad avvicinarsi maggiormente ai videogiochi senza riuscire sempre a catturarne realmente l’atmosfera.
Questa volta l’obiettivo sembra differente: realizzare un horror ambientato realmente nel mondo di Resident Evil invece di limitarsi a trasformare Resident Evil in un film d’azione con zombie e riferimenti videoludici. Naturalmente venti minuti non possono stabilire la qualità dell’intera pellicola. Possono però raccontarci quale direzione abbia deciso di intraprendere il regista. E quella mostrata da Zach Cregger è decisamente interessante.
Resident Evil potrebbe essere finalmente il film che i fan aspettavano?
La sfida più difficile sarà mantenere questo equilibrio per tutta la durata del film. Da una parte Cregger dovrà raccontare qualcosa capace di funzionare anche per chi non ha mai impugnato un controller davanti a un capitolo della saga Capcom. Dall’altra dovrà convincere un pubblico estremamente affezionato a personaggi, ambientazioni, creature e meccaniche che fanno parte dell’immaginario di Resident Evil ormai da decenni.
Questi primi venti minuti, però, ci hanno lasciato sensazioni decisamente positive. La personalità del regista è evidente, il protagonista rappresenta una scelta diversa rispetto al passato, l’atmosfera di Raccoon City funziona e i riferimenti al videogioco sembrano esserci senza diventare necessariamente il centro dell’intera operazione.
Dopo diverse trasposizioni cinematografiche che hanno diviso il pubblico, il nuovo Resident Evil potrebbe quindi aver trovato nella visione di Zach Cregger la strada giusta per ripartire. Bisognerà naturalmente vedere il film completo prima di poter dare un giudizio definitivo. Per il momento possiamo limitarci a una prima impressione: questi venti minuti ci hanno fatto venire voglia di vedere immediatamente tutto il resto.
Resident Evil arriverà nelle sale il 17 settembre.