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L’UE studia nuove regole per l’allargamento e il diritto di veto

Di — In Politica
Settembre 30, 2026
L’Unione europea prepara nuove salvaguardie in vista dei prossimi allargamenti. Tra le ipotesi allo studio figurano limiti temporanei al veto dei futuri membri e strumenti più forti per tutelare lo Stato di diritto.

L’Unione europea sta valutando nuove regole per prepararsi ai prossimi allargamenti e rendere più efficace il funzionamento delle istituzioni con un numero maggiore di Stati membri. La Commissione europea sta lavorando a possibili salvaguardie da applicare ai futuri Paesi che entreranno nell’Unione, mentre proseguono i percorsi di adesione di Montenegro, Albania, Ucraina e Moldova. Tra le ipotesi allo studio figura un impegno politico temporaneo con cui i nuovi membri eviterebbero di bloccare con il veto alcune decisioni condivise dagli altri Paesi dell’Unione. La proposta rientra nel dibattito sul sistema decisionale europeo e sull’uso della maggioranza qualificata in alcuni settori. Anche il Parlamento europeo ha sostenuto un maggiore ricorso a questo sistema nelle fasi intermedie dei negoziati di adesione, mantenendo l’unanimità per la decisione finale sull’ingresso di un nuovo Stato. La Commissione sta inoltre valutando strumenti destinati a tutelare lo Stato di diritto e il funzionamento democratico dopo l’adesione. Una delle possibilità riguarda la sospensione di alcuni diritti in presenza di gravi regressioni, attraverso procedure sostenute da una maggioranza qualificata degli Stati membri. Tra le misure allo studio figurano anche periodi transitori in settori come la libera circolazione dei lavoratori e l’agricoltura. Bruxelles punta inoltre a favorire l’ingresso graduale dei Paesi candidati nei programmi europei dedicati a energia, trasporti e difesa. Il processo di allargamento resta legato al rispetto dei criteri europei e ai progressi compiuti da ciascun candidato. Le nuove salvaguardie sono ancora in fase di elaborazione e serviranno a definire come un’Unione con più Stati membri potrà continuare a prendere decisioni mantenendo un equilibrio tra interessi nazionali e obiettivi comuni.