27 views 10 mins 0 comments

Nasce lo scudo europeo: il vertice di Parigi apre una nuova era per la difesa comune

Di In Politica
Luglio 14, 2026
Unione europea

La guerra globale, che vede focolai disseminati in diverse aree del pianeta, continua senza sosta. In Medio Oriente prosegue l’escalation tra Stati Uniti e Iran, con attacchi incrociati molto simili alla fase del conflitto di alcune settimane fa, prima che venisse siglata la tregua.

Nelle scorse ore il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato il ripristino del blocco navale dei porti iraniani e, come riportato dall’Ansa, ha assicurato che “l’America sarà il custode dello Stretto di Hormuz”. La Repubblica islamica, invece, ha minacciato di abbandonare definitivamente l’accordo con Washington.

Per quanto riguarda l’altro grande conflitto, quello in Ucraina, nelle scorse ore a Parigi si è svolto il vertice dei “Volenterosi”. Il summit si è tenuto in un clima di grande preoccupazione. Proprio nelle stesse ore, infatti, un vasto incendio ha colpito la storica foresta di Fontainebleau, nei pressi della capitale francese, celebre perché proprio qui, nel 1685, re Luigi XIV emanò l’Editto di Fontainebleau, con il quale revocò la libertà religiosa garantita dall’Editto di Nantes del 1598, imponendo agli ugonotti la conversione al cattolicesimo.

Le fiamme, alimentate dalla forte ondata di caldo che sta investendo la Francia in questi giorni, hanno costretto le autorità a chiudere l’autostrada A6 tra Parigi e Lione, mobilitando centinaia di vigili del fuoco e l’intervento dei Canadair. La Francia è alle prese con la terza ondata di calore dell’estate: circa 26 milioni di persone sono attualmente interessate dalle allerte meteo.

All’importante vertice di Parigi, svoltosi all’Hôtel des Invalides, lo storico complesso monumentale che ospita la tomba di Napoleone Bonaparte, hanno preso parte i membri della “Coalizione dei Volenterosi”, che riunisce 37 Paesi a sostegno dell’Ucraina. Alla riunione ha partecipato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Numerosi i leader presenti nella capitale francese, tra cui il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa, il segretario generale della NATO Mark Rutte e il primo ministro britannico Keir Starmer. Assente, invece, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rappresentata dal ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani.

Il titolare della Farnesina ha preso parte ai lavori del Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea, dove i principali temi all’ordine del giorno sono stati il conflitto in Ucraina e la crisi in Medio Oriente. Nel suo intervento il vicepremier ha ribadito il sostegno italiano a Kyiv, confermando l’impegno a favore di nuove misure contro la cosiddetta “flotta ombra” russa e ricordando l’espulsione dei due funzionari russi accusati di attività di spionaggio in Italia. Sul Medio Oriente, Tajani ha rilanciato la posizione del governo italiano a sostegno del dialogo tra Stati Uniti e Iran, del pieno ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e del rafforzamento della missione europea Aspides nel Mar Rosso. Il ministro ha inoltre confermato il sostegno italiano agli aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza e al dialogo tra Israele e Libano. Al termine della riunione a Bruxelles, Tajani si è quindi trasferito a Parigi per partecipare al vertice della Coalizione contro i missili balistici e alla successiva riunione della Coalizione dei Volenterosi, dedicata al coordinamento del sostegno politico e militare all’Ucraina.

L’accusa del Cremlino: “I Volenterosi istigano alla guerra”

Durissima la reazione di Mosca al vertice di Parigi. Come riportato dall’Ansa,  il  portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha definito la Coalizione dei Volenterosi una “coalizione di istigatori della guerra”, accusando i Paesi partecipanti di voler prolungare il conflitto anziché favorire una soluzione negoziale. Secondo il portavoce del presidente Vladimir Putin, i governi riuniti nella capitale francese sarebbero convinti, a suo dire erroneamente, di poter infliggere una sconfitta strategica alla Russia. Peskov ha quindi assicurato che il Cremlino seguirà “molto attentamente” gli sviluppi del summit, confermando come il confronto tra Mosca e l’Occidente continui ormai anche sul piano diplomatico e strategico.

Il vertice di Parigi e la svolta verso la difesa comune europea

Il summit di Parigi passerà probabilmente alla storia per aver rappresentato una delle prime vere pietre angolari verso la costruzione di una difesa comune europea. Accanto al sostegno militare all’Ucraina, i leader riuniti nella capitale francese hanno infatti compiuto un ulteriore passo sul fronte dell’integrazione strategica, annunciando la nascita di una nuova coalizione antimissile composta da nove Paesi europei, tra cui anche l’Italia.

Come riportato dall’Ansa, il primo vertice, ospitato al Quai d’Orsay, ha visto la partecipazione del presidente francese Emmanuel Macron, del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dei rappresentanti dei nove Stati aderenti alla nuova iniziativa, tra cui il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Successivamente i lavori sono proseguiti con il più ampio incontro della Coalizione dei Volenterosi, che ha riunito 37 Paesi presso l’Hôtel des Invalides, il complesso monumentale che custodisce anche la tomba di Napoleone.

Tra i principali risultati del summit figura la decisione di avviare, già nei prossimi mesi, esercitazioni militari nei Paesi confinanti con l’Ucraina per preparare l’eventuale dispiegamento della forza multinazionale una volta cessate le ostilità. Parigi e Kyiv hanno inoltre definito una tabella di marcia per la fornitura all’Ucraina di 16 caccia Rafale, che dovrebbero entrare in servizio tra il 2028 e il 2029, oltre a un primo lotto di batterie antiaeree Samp/T di nuova generazione destinate a rafforzare la difesa dello spazio aereo ucraino.

Il rafforzamento della cooperazione europea sul piano della difesa arriva mentre il Cremlino continua ad alzare i toni dello scontro. Il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, ha definito la Coalizione dei Volenterosi una “coalizione che istiga alla guerra”, mentre il leader del Cremlino Vladimir Putin, dopo i recenti bombardamenti su Kiev, è tornato a minacciare un’ulteriore escalation del conflitto.

Macron: “Pronti a difendere la libertà anche al costo del sangue”

A chiudere una giornata dal forte valore simbolico sono state le parole del presidente francese Emmanuel Macron che, nel tradizionale discorso alle Forze armate alla vigilia della Festa nazionale del 14 luglio, ha rilanciato il tema della difesa europea. Il capo dell’Eliseo ha sostenuto che “l’Europa sta diventando una potenza”, ribadendo come Francia e alleati siano pronti a difendere “la libertà e il diritto” anche “al costo del sangue se serve”. Un messaggio rivolto tanto agli avversari strategici quanto ai partner occidentali, con cui Parigi intende riaffermare il ruolo dell’Europa come attore sempre più autonomo sul piano della sicurezza e della difesa.

La missione di Zuppi: il Vaticano mantiene il canale umanitario tra Mosca e Kyiv

Nel complesso scenario diplomatico legato alla guerra in Ucraina si inserisce anche la nuova missione del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della Conferenza episcopale italiana e rappresentante speciale della Santa Sede. Come riportato dall’Ansa, il porporato è arrivato nuovamente in Ucraina per una missione dal forte valore umanitario, dove dovrebbe visitare anche alcuni campi di prigionia che ospitano militari russi.

Zuppi, indicato da papa Francesco come inviato speciale per una missione di pace e di dialogo tra Russia e Ucraina, ha mantenuto l’incarico anche con il pontificato di Leone. Il cardinale negli ultimi anni ha svolto un’intensa attività diplomatica, recandosi prima a Kiev nel giugno 2023, poi a Washington e successivamente a Mosca nell’ottobre 2024. Il suo lavoro si è concentrato soprattutto sul ritorno dei bambini ucraini deportati e sul delicato dossier degli scambi di prigionieri, mantenendo aperto un raro canale di comunicazione umanitaria tra le parti in conflitto.

Ucraina, il conflitto che non trova ancora una via d’uscita

La guerra in Ucraina prosegue ormai dal 24 febbraio 2022, giorno in cui la Russia avviò quella che Mosca definì una “operazione militare speciale”, dando inizio al più grave conflitto sul suolo europeo dalla fine della Seconda guerra mondiale. Mentre sul campo continuano gli scontri e sul piano internazionale cresce il confronto tra blocchi contrapposti, resta aperta la ricerca di una soluzione diplomatica capace di mettere fine alle ostilità e restituire pace e sicurezza al popolo ucraino, che da oltre quattro anni affronta sacrifici, sofferenze e un enorme sforzo collettivo per difendere la propria sovranità e immaginare un futuro di ricostruzione.