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Garlasco, il legale di Sempio: «Crediamo che ci sarà un rinvio a giudizio»

Di — In Cronaca
Ottobre 01, 2026
Sempio garlasco madre interrogatorio

«Crediamo che ci sarà un rinvio a giudizio». Lo ha dichiarato il legale di Andrea Sempio dopo la chiusura delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. La nuova inchiesta della Procura di Pavia vede Sempio al centro degli accertamenti, mentre le nuove consulenze depositate dagli inquirenti riaprono anche alcuni interrogativi sugli elementi scientifici raccolti all’epoca dei fatti.

Uno dei punti analizzati riguarda il profilo genetico attribuito a Chiara Poggi e rintracciato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Secondo i consulenti della Procura di Pavia, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, si tratta di un dato «solido in termini di riproducibilità e attendibilità». Gli esperti ritengono inoltre che nessun consulente o perito abbia messo in discussione la qualità del profilo e la sua attribuzione alla vittima.

La relazione evidenzia però un’anomalia relativa alle analisi effettuate il 20 settembre 2007. Dopo il primo test, che aveva restituito il profilo genetico attribuito a Chiara, due ulteriori ripetizioni eseguite il giorno successivo avevano dato esito nullo. Per i consulenti della Procura il risultato iniziale rimane valido e attendibile secondo gli standard scientifici dell’epoca, ma sarebbe stato opportuno approfondire le ragioni dell’esito differente delle successive analisi.

La questione era stata sollevata dai consulenti della difesa di Stasi, Pasquale Linarello e Ugo Ricci, dopo aver ottenuto dal Ris alcuni dei dati grezzi relativi alle analisi. Secondo la loro interpretazione, la presenza del Dna di Chiara sui pedali avrebbe dovuto essere considerata non confermata e non sufficientemente affidabile per sostenere una conclusione probatoria.

I consulenti nominati dalla Procura, invece, hanno concluso che il risultato ottenuto nel 2007 fosse scientificamente valido. A loro giudizio, la qualità dei profili ottenuti nella prima analisi era tale da non rendere necessaria un’ulteriore amplificazione secondo le linee guida allora in vigore. Resta tuttavia, secondo gli esperti, la necessità di comprendere perché le successive ripetizioni avessero prodotto un risultato completamente negativo.

Nel corso dei nuovi accertamenti sono stati inoltre ascoltati alcuni ex appartenenti al Ris di Parma, tra cui il generale Luciano Garofano. Dalle testimonianze è emerso che i consulenti di parte frequentavano con una certa assiduità i laboratori durante le attività investigative e potevano seguire da vicino alcune fasi degli accertamenti.

Le nuove carte depositate contengono anche valutazioni sulla dinamica dell’aggressione a Chiara Poggi. Secondo i consulenti della Procura, l’intervallo tra le prime lesioni e la morte sarebbe stato di almeno 15-30 minuti e, più plausibilmente, compreso tra 30 e 60 minuti, anche se non è possibile stabilire scientificamente un intervallo temporale più preciso.

Un altro elemento tornato al centro dell’attenzione riguarda l’impronta della calzatura individuata sulla scena del delitto. Si tratta di un’impronta attribuita a una scarpa Frau numero 42. Nelle intercettazioni sono finite anche alcune conversazioni della madre di Andrea Sempio, che ha fatto riferimento alle misure dei piedi di Sempio e di Stasi. Per i consulenti della famiglia Poggi, il piede di Sempio non sarebbe compatibile con l’impronta individuata sulla scena, risultando più lungo e più largo.

La chiusura delle indagini rappresenta ora un nuovo passaggio dell’inchiesta. La difesa di Sempio si prepara a confrontarsi con gli elementi raccolti dalla Procura, mentre sullo sfondo resta anche il procedimento relativo ad Alberto Stasi e la richiesta di revisione della condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.