WhatsApp introduce il parental control: più tutele per gli adolescenti

Di — In Tecnologie
Ottobre 04, 2026
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WhatsApp amplia gli strument dedicati alla protezione dei più giovani introducendo un sistema di parental control per gli account degli adolescenti. La novità, distribuita progressivamente a livello internazionale, Italia compresa, permette alle famiglie di intervenire su alcune funzioni dell’app senza consentire agli adulti di accedere al contenuto delle conversazioni.

Il servizio è pensato per i ragazzi tra i 13 e i 17 anni e la sua attivazione non avviene automaticamente. Per collegare i due account è infatti necessario l’accordo sia dell’adolescente sia del genitore o tutore, che deve essere maggiorenne.

Un codice protegge le impostazioni

Una volta completato il collegamento, l’adulto crea un PIN composto da sei cifre. Il codice serve per entrare nell’area dedicata alla supervisione e autorizzare eventuali modifiche che rendano meno restrittive alcune impostazioni di privacy.

In questo modo il ragazzo continua a utilizzare normalmente il proprio profilo, mentre il genitore può intervenire su determinati aspetti della sua esperienza sull’app. Tra questi rientrano, ad esempio, la visibilità della foto del profilo e le possibilità di essere aggiunti alle chat di gruppo.

Il sistema permette inoltre all’adulto di ricevere degli avvisi legati ai gruppi frequentati dal figlio. Le notifiche possono segnalare l’ingresso o l’uscita dell’adolescente da una conversazione collettiva, oltre a evidenziare un consistente aumento dei partecipanti di un gruppo di cui fa già parte.

Dai Canali agli Stati, fino a Meta AI

Le possibilità di supervisione non si fermano alle impostazioni più tradizionali di WhatsApp. I genitori possono stabilire anche il livello di accesso ai Canali e decidere se consentire al ragazzo di crearne di propri. Sono previste inoltre opzioni dedicate agli Stati, attraverso le quali è possibile regolare sia il pubblico degli aggiornamenti pubblicati dall’adolescente sia quelli che può visualizzare.

Un’altra area interessata riguarda Meta AI. Per gli utenti più giovani l’assistente utilizza normalmente un’impostazione adeguata alla fascia dai 13 anni in su. Il genitore può però scegliere una configurazione più severa, denominata “Contenuti limitati”, attraverso la quale vengono ulteriormente ridotti gli argomenti disponibili nelle interazioni con l’intelligenza artificiale.

I genitori non possono leggere le conversazioni

L’introduzione della supervisione non trasforma però WhatsApp in uno strumento attraverso il quale controllare direttamente le conversazioni dei figli. L’azienda precisa infatti che messaggi e chiamate personali continuano a essere protetti dalla crittografia end-to-end.

Questo significa che il parental control non offre al genitore la possibilità di aprire e leggere le chat private dell’adolescente o di ascoltare le sue chiamate. La supervisione riguarda quindi determinate impostazioni e modalità di utilizzo della piattaforma, senza eliminare la riservatezza delle comunicazioni personali.

La funzione rimane inoltre facoltativa: ogni famiglia può decidere se attivarla e successivamente modificarne il livello di intervento o disabilitarla. WhatsApp ha annunciato che gli strumenti destinati alle famiglie continueranno a essere sviluppati nel tempo, anche sulla base delle indicazioni ricevute dagli utenti.

L’arrivo del parental control si inserisce in una fase di crescente attenzione verso il rapporto tra minori e piattaforme digitali. Il tema della sicurezza online degli adolescenti è ormai al centro del confronto che coinvolge aziende tecnologiche e istituzioni, mentre anche altri servizi del gruppo Meta hanno già introdotto sistemi specificamente pensati per gli utenti più giovani.