Il Pontefice è stato operato ieri pomeriggio al Gemelli di Roma. L’operazione per la rimozione dell’ademocalcinoma polmonare è durata 90 minuti. Questa mattina la Sala stampa vaticana ha fatto sapere che Papa Leone XIV ha passato una notte tranquilla e ulteriori informazioni saranno fornite nel corso della giornata. Ieri sera il Vaticano aveva fatto sapere che “si è concluso positivamente”. Il tessuto canceroso rimosso totalmente, i medici non hanno parlato di chemio. È quanto riferiscono fonti vaticane, al termine dell’intervento chirurgico. L’equipe aveva inoltre fatto sapere che “per rendere l’intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita. Dopo l’intervento il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato dopo un breve periodo di osservazione nella sua stanza al decimo piano”.
Intanto nella notte italiana sono arrivate le reazioni internazionali all’intervento: la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha espresso l’augurio di una pronta e completa guarigione a Papa Leone XIV. Il presidente del Cile, José Antonio Kast, ha fatto sapere che “il nostro Paese accompagna con particolare affetto il Sommo Pontefice in questi momenti e tutti i fedeli che professano la religione cattolica”. In Messico la Conferenza episcopale locale ha invitato parrocchie, famiglie, sacerdoti e fedeli a pregare per la salute di Leone XIV, mentre l’arcidiocesi di Lima si è detta “costernata” per la diagnosi di adenocarcinoma polmonare. Infine il cardinale Daniel Sturla, arcivescovo di Montevideo, non ha escluso che il Pontefice possa rinviare la visita in Uruguay prevista dal 6 all’8 novembre. Anche l’Unione Buddhista Italiana ha espresso la propria vicinanza a Papa Leone XIV e gli ha augurato “una pronta e piena guarigione” dopo l’intervento.
L’adenocarcinoma polmonare è il sottotipo più frequente di tumore del polmone non a piccole cellule. Si tratta di una neoplasia che può svilupparsi anche in persone che non hanno mai fumato e che, soprattutto nelle fasi iniziali, può non provocare sintomi evidenti. Secondo quanto riportato dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), è il più frequente e rappresenta circa il 60% dei casi di questa categoria. Si sviluppa generalmente nelle zone più periferiche del polmone, in corrispondenza dei bronchi di diametro minore. L’origine dell’adenocarcinoma è legata a un processo di crescita incontrollata delle cellule, dovuto a una mutazione genetica del Dna. Queste alterazioni provocano una proliferazione anomala delle cellule epiteliali nei tessuti polmonari, dando origine alla formazione tumorale, che generalmente si sviluppa negli alveoli e nei bronchi. Le esatte cause che portano alla comparsa di questa anomalia non sono ancora del tutto chiare. Tra i principali fattori di rischio figurano il fumo di sigaretta e l’esposizione all’amianto o ad altri agenti pesanti quali l’arsenico, il radon o il nichel. L’adenocarcinoma, tuttavia, può svilupparsi anche in persone che non hanno mai fumato.