I 50 anni di Candy Candy

Di In Anime e Fumetti
Maggio 06, 2026
Candy candy

Si è chiuso domenica 3 maggio 2026 la XXVII edizione del Napoli Comicon e anche quest’anno i numeri sono stati incredibili, arrivando al suo record di presenze pari a 183.000 persone.

Un appuntamento ormai imperdibile che catalizza l’attenzione non solo degli appassionati ma anche di chi vuole vivere quattro giorni immerso in un mondo che raccoglie colori, musica, gioia e ovviamente fumetti, animazione, grandi ospiti del mondo dei comics, cinema e tv.

E in un programma vastissimo di appuntamenti dedicati ai vari aspetti della cultura Pop, ogni anno trova spazio un momento vintage in cui vengono celebrati personaggi dell’animazione degli anni 70 e 80. Quella che ha creato la Goldrake Generation e che ancora oggi sopravvive al tempo che passa e che, in qualche modo, cerca di rivivere quelle emozioni del passato in eventi che spesso sono orientati maggiormente verso tematiche più in linea con i tempi.

Ed è proprio perché in un panorama in cui gli argomenti sono molto contemporanei, dal fumetto all’animazione, dal cinema alla tv, riuscire a conservare uno spazio per il vintage che ha fatto la storia e che ha posto le basi per tutto quello che è il fenomeno ai giorni nostri è fondamentale.

Vite da Peter Pan da anni si propone come memoria storica di quello che è stato il fenomeno televisivo di quegli anni, in cui l’offerta dei palinsesti obbligava ad orari fissi e ad una programmazione decisa dalla tv.

Come negli anni passati, anche quest’anno, Vite da Peter Pan propone un viaggio emozionale attraverso video, immagini e curiosità su titoli che hanno fatto la storia.
In questo articolo parleremo del primo dei due incontri presentati al Napoli Comicon, ovvero i 50 anni di Candy Candy e Gaiking il robot guerriero e nello specifico di Candy Candy rimandando alla prossima settimana quello su Gaiking.

Candy autrici

Candy Candy, l’orfanella dalla vita difficile.

Quando si parla di Candy Candy si tende ad associarla ad una portatrice di catastrofe. E sicuramente la sua storia non è delle più felici per quanto non è l’unico personaggio dell’animazione che di vicissitudini ne ha vissute tante. Basti pensare a Remi senza famiglia per citarne uno.

La storia scritta da Kyoko Mizuki e disegnata da Yumiko Igarashi è di per se semplice dato che racconta l’evoluzione della vita di Candy e degli altri personaggi che gravitano attorno a lei e che, attraverso gioie (poche) e dolori (tanti) matureranno e troveranno una loro collocazione nel mondo.

La storia inizia quando due bambine in fasce vengono lasciate davanti la Casa di Pony, un orfanotrofio sul lago Michigan gestito da Miss Pony e Suor Maria. Nel corso degli episodi Candy e Annie (questo il nome dell’altra bambina) diventano molto amiche e verranno poi adottate da due famiglie molto diverse. In particolare Candy finisce nella famiglia Legan e nelle grinfie di Iriza e Neal, due ricchi damerini che renderanno la vita della bionda protagonista un inferno. Ma nei 115 episodi della serie tv succedono tante cose e sicuramente è possibile individuare dei momenti fondamentali che hanno lasciato il segno non solo nei protagonisti ma anche negli spettatori.

  • Separazione

Annie e Candy si devono separare a seguito dell’adozione di Annie da parte di una ricca e nobile famiglia Brighton. Questo sarò il primo “dramma” dato che quel rapporto molto stretto dalle due bambine nato fin dal primo giorno in cui vennero abbandonate e accolte insieme nella casa di Pony, viene reciso e ovviamente viene vissuto con dolore da entrambe

  • Morte del primo amore

Quando si parla di Candy Candy non si può non ricordare la scena della morte di Anthony, il belloccio immancabile che è oggetto del desiderio non solo di Candy ma anche di Iriza. Una morte drammatica che arriva a causa di una caduta da cavallo durante una battuta di caccia. Il cavallo di Anthony infila una zampa in una trappola e in preda al dolore lo scalcia via lanciandolo a terra. Sfortunatamente nella caduta batte la testa e muore davanti agli occhi di Candy.

  • L’amore impossibile

Terence è stato per tutte il simbolo del maschio alfa, bello e dannato, senza peli sulla lingua, con la sigaretta in bocca, spregiudicato. E ovviamente, tra vari “scontri” verbali, tra lui e Candy nasce un’attrazione che cresce fino ad arrivare ad un amore forte che però non avrà fortuna. Durante le prove di uno spettacolo teatrale, Terence viene salvato da Susanna Marlowe, sua collega e spasimante che si lancia su di lui per proteggerlo dalla caduta della trave con i fari di scena. Purtroppo il suo gesto le costerà la gamba e a seguito dell’amputazione Terence decide di restare accanto a lei per riconoscenza e quindi rinunciando a Candy  (e viceversa)

  • Morte di Stear

La prima guerra mondiale entra prepotentemente nella vita dei personaggi della serie e si fa largo in maniera violenta con la morte di Stear in un conflitto aereo lasciando nel dolore non solo Candy e Annie ma anche Patti (la sua fidanzata). Stear era il cugino di Anthony e fratello di Archie (fidanzato di Annie).

La serie regala anche tante altre situazioni dolorose ma anche alcuni momenti più allegri.
Ma tra una lacrima e un sorriso, la serie procede fino al suo termine in cui il principe della collina, personaggio che viene citato in più occasioni nella serie altri non è che Albert, altro personaggio importante e che, ancora di più, si rivela essere lo zio William, ovvero il benefattore che l’ha sempre aiutata senza mai mostrarsi. Una sorta di Papà Gambalunga, film con Fred Astaire e Leslie Caron del 1955 a cui le autrici si sono ispirate.
Candy riesce quindi a superare tutte le brutture che la vita le presenta, i dolori, i soprusi di chi cerca di metterla sempre in difficoltà, fino a diventare infermiera e poi tornare alla Casa di Pony come educatrice.

Una storia dura che ci fa capire fin da subito che la vita non è facile, che non fa sconti a nessuno e solo attraverso gli affetti più cari e la determinazione è possibile superare tutto e arrivare alla propria realizzazione.

 

Perché Candy Candy non è più stato trasmesso e non è mai stato stampato il manga.

Purtroppo la storia è complicata e gira attorno al mancato accordo sullo sfruttamento del personaggio da parte delle due autrici che nel 1995 acquisiscono i diritti che erano in mano a Kodansha.

Ma purtroppo nel 1997 la Igarashi vende dei diritti senza consenso per un manga ad Hong Kong oltre a vendere dei diritti in Giappone per le Purikura, (macchinette per foto instantanee con foto di Candy). E come se non bastasse, la Igarashi fa girare abusivamente dvd senza licenza in Canada, Messico, Francia, Germania. Insomma. Tutte cose che fanno innervosire la Mizuki che si impunta al punto tale da bloccare qualsiasi sfruttamento internazionale, forte del suo 50% di proprietà.

In Italia abbiamo avuto la fortuna di leggere il manga grazie alla Fabbri che lo pubblicò integralmente negli anni ’80 seppur con le tavole ribaltate all’occidentale.

 

Finale di Candy Candy

Quando si parla del finale della storia della “signorina tutte lentigini”, ci sono ricordi sfocati da molti.

  • Finale dell’anime: Candy legge che Terence ha lasciato Susanna e spera di rivederlo ma intanto torna alla casa di Pony come infermiera/educatrice e una voce fuori campo fa intendere che la sua vita sarà scandita dall’amore di Terence.
  • Finale alternativo italiano: in Italia qualcuno decide di dare un finale diverso e viene realizzato un film di montaggio che unisce alcune scene dell’anime facendo credere che i due si siano rincontrati.
  • Finale del manga: Candy e Albert si sposano. Nulla fa pensare al fatto che Terence possa tornare in scena.

Candy manga

La sigla di Candy Candy

Sicuramente una tra le sigle più amate e iconiche del panorama musicale dedicato al genere, la sigla di Candy Candy è famosa per quell’errore nel testo legato al procione che accompagna la protagonista in tutta la serie.
Ma partiamo dalla genesi: Olimpio Petrossi, manager della sezione Original Cast della RCA dedicata alle sigle e colonne sonore, contatta Douglas Meakin per la sigla di Lassie che fu l’unica che piacque tra i vari provini arrivati in RCA. Il ritornello cantava “Lassie oh Lassie…” ma per alcuni motivi poi la sigla non fu più usata e fu riciclata su Candy diventando “Candy oh Candy…”

Ai testi fu chiamato Lucio Macchiarella, che vide delle immagini e si appuntò la parola gatto sul taccuino e quando tornò a casa scrisse la frase “…e a spasso col suo gatto se ne va” mentre ovviamente sappiamo tutti che non era un gatto ma un procione.

Un errore che in realtà nessuno notò e la sigla fu registrata così com’era contribuendo in parte al suo successo.
Ma come disse Olimpio Petrossi in un’intervista, “a spasso con il procione se ne va” non si poteva sentire… oltre a non funzionare metricamente come giustamente ha fatto notare anche Douglas Meakin in un video in cui ne parla.