Il mese di giugno è arrivato, e con esso, stanno per arrivare i Campionati mondiali di calcio, che si terranno dall’11 giugno al 19 luglio, giorno della finalissima, Mondiali che noi italiani seguiremo per l’ennesima volta da semplici spettatori visto che, nemmeno questa volta, la nostra Nazionale, bene ricordarlo, quattro volte campione, non è riuscita a qualificarsi. I Mondiali si terranno in tre Paesi, e cioè, Stati Uniti d’America, Canada e Messico e in ben 16 città e ovviamente, le partite, che saranno tutte trasmesse dalle reti televisive, fagociteranno gli ascolti e le visioni relegando gli altri programmi TV a cenerentole dedicate ai pochi xche non sono appassionati di calcio. Di solito i Mondiali di calcio sono anche occasione di visioni comuni, ci si riunisce per vederle insieme, per organizzare cenette tra amici con la scusa del pallone e paradossalmente, noi italiani li potremo guardare con più serenità visto che, purtroppo, non potremo gioire e/o soffrire per i nostri azzurri. Allora, ognuno di noi si sceglierà la squadra su cui puntare, per cui fare il tifo, magari sceglieremo la Nazionale che più ci è storicamente simpatica, o quella nella quale giocheranno più calciatori delle squadre di club italiane delle quali noi facciamo il tifo, oppure per una simpatia storica. Ad esempio, chi scrive ha particolari simpatie per la Spagna e la Francia, squadre di Paesi che schierano giocatori fortissimi e sopratutto giovani, e sottolineo sopratutto giovani proprio perchè hanno il coraggio e le saggezza di schierare ragazzini appena maggiorenni perchè per loro, il talento non ha età, loro non guartdano la carta di identità, guardano chi sa giocare, chi ha talento, perchè nel calcio, come nello sport in generale, conta chi è bravo, chi può spostare gli equilibri ed è per questo che si vince. Paesi che curano i ragazzi, l’immenso bacino di giovani che si dedicano a questo sport, e per fare un esempio, un esempio di cui abbiamo già parlato in precedenza, da noi, un Lamine Yamal, il fenomeno del Barcellona, molto probabilmente, sarebbe ancora nelle fila delle giovanili o, al massimo, a peregrinare in prestito nelle squadre di provincia, per farsi le cosiddette “ossa”, ovvero, esperienza. Sarebbe troppo lungo ripercorrere questa storia, fatto sta che noi, dopo l’ultima partecipazione alla fase finale di un Mondiale, nel 2014, non vi abbiamo più partecipato ed è una cosa senza senso, sia per la nostra storia, sia perchè il calcio da noi è lo sport più seguito da sempre. Ora si spera che, con il cambio al vertice federale, ci si faccia un esame di coscienza e che si capisca davvero qual è il vero problema del nostro calcio, problema di cui abbiamo parlato in precedenti articoli, e speriamo che questo ennesimo fallimento, sia foriero di un vero ripensamento di tutta l’organizzazione del nostro sistema calcistico. Intanto, per il momento, prepariamoci a guardare il Mondiale con occhi speranzosi, tifiamo per la squadra che giocherà meglio, e guardiamoci Spagna, Francia, Brasile, Germania, Inghilterra e che alla fine, che vinca la migliore, quella che meriterà di più per il gioco che riuscirà a mostrare.