C’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui il calcio d’agosto profumava di resina e polenta più che di jet lag. Un tempo in cui per vedere da vicino il proprio idolo non serviva comprare un biglietto per Miami o Tokyo, ma bastava salire in macchina, imboccare una statale di montagna e piazzarsi fuori da un piccolo albergo di Madonna di Campiglio o di Pinzolo, con la speranza di intercettare un autografo prima di cena. Il ritiro precampionato, oggi ridotto quasi a un appuntamento logistico tra un’amichevole sponsorizzata e l’altra, è stato per decenni uno dei riti più identitari…
Ops… proprio sul più bello!
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Promettiamo che ne vale la pena. 😉