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Eboli, il delitto di Luca Esposito

Di In Cronaca
Luglio 23, 2026
Luca Esposito sorride durante un selfie scattato su una spiaggia, con la scogliera sullo sfondo.

Era una voce nota tra i tifosi della Salernitana e di tutta la Serie C. Luca Esposito, 53 anni, all’anagrafe Luigi, direttore di TuttoSalernitana.com ed editorialista per TuttoC.com, è stato trovato morto lunedì in una zona periferica di Eboli. Un corpo dato alle fiamme, un’auto lasciata lì vicino, e una serie di domande che ancora non hanno risposta.

A riconoscerlo sono stati gli inquirenti grazie alla sua automobile. Le chiavi erano ancora nella tasca dei pantaloni. Un dettaglio piccolo ma che per la Procura di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, vale tanto: fa pensare a un appuntamento. Qualcuno che Esposito conosceva, o che almeno pensava di conoscere.

Secondo le prime ricostruzioni il giornalista sarebbe stato aggredito con estrema violenza. Avrebbe riportato numerose fratture. Poi i colpi di pistola e, infine, il tentativo di far sparire tutto dando fuoco al corpo.

La doppia vita raccontata sui social
Classe 1973 e iscritto all’Ordine dei giornalisti della Campania dal 2012, Esposito sui social era seguitissimo: circa 15mila follower. Parlava di calciomercato, risultati, trattative. Una presenza quotidiana per chi segue le squadre minori. Nelle ultime settimane però si parlava di lui anche per altro. Con colleghi e conoscenti diceva di lavorare per l’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, e di fare ispezioni ogni mattina. “A noi Esposito ha sempre detto così”, ha raccontato ai microfoni del TgLa7 Pierluigi Melillo, direttore di OttoChannel.

Peccato che dall’Arpac sia arrivata una smentita secca: nessun rapporto di lavoro. E dagli accertamenti è emerso che Esposito non risultava nemmeno dipendente della Regione né iscritto all’Ordine dei Biologi. Una parte della sua vita professionale che resta tutta da chiarire.Gli investigatori al momento escludono che l’omicidio sia legato al suo lavoro di cronista sportivo. Stanno battendo la pista personale e privata. I Carabinieri sono tornati sul luogo del ritrovamento con i sommozzatori e stanno valutando anche il dragaggio del piccolo corso d’acqua che attraversa la zona, nella speranza di recuperare l’arma o altri indizi.

L’autopsia lascia aperto il caso
Martedì 21 luglio è stata eseguita l’autopsia sul corpo di Luca Esposito. È durata quasi cinque ore. Ma non è bastata a chiudere il quadro.

La salma resta sotto sequestro. Nei prossimi giorni i consulenti dovranno effettuare esami di istologia, tossicologia e genetica. Solo quei risultati potranno dire con esattezza le cause del decesso e confermare la dinamica dell’aggressione. Fino ad allora il giallo resta aperto. Resta da capire chi ha incontrato Esposito a Eboli, perché si trovasse lì, e cosa ci fosse dietro alle attività che raccontava di svolgere. Nel frattempo dal mondo dello sport campano arrivano i primi messaggi di cordoglio per un giornalista che, tra cronache e commenti, aveva costruito la sua reputazione parlando di pallone.