Nel Mondo del ciclismo ci sono vittorie che sono destinate ad entrare nella leggenda, è il caso del Mondiale su strada del 1968. Il protagonista della storia è Eddy Merckx, allora ventitreenne e con una carrier ancora tutta da scrivere che alla fine lo porterà ad essere considerato uno dei migliori ciclisti nella storia.
La vigilia della gara
Merckx i giorni precedenti alla gara accusa forti dolori allo stomaco, nausea e debolezza. Nei giorni successivi emergerà l’ipotesi di un avvelenamento, notizia mai confermata ufficialmente ma confermata da molti addetti ai lavori. I medici consigliano ad Eddy di non partire ma lui non li sta sentire e prende la sua decisione: partecipare alla gara.
La gara
Il Mondiale su strada di Imola inizia e Merckx, inizialmente, date le poche energie resta coperto. L’incredibile accade a 20 km dalla fine, quando il giovane ciclista parte in solitaria e nessuno riesce a rimanere al suo passo lasciando tutto il gruppo indietro. Il ciclista belga taglia il traguardo in solitaria con oltre 5 minuti di anticipo rispetto a tutti gli altri avversari, un distacco che in un Campionato del Mondo non si è mai visto fino ad allora. Questa vittoria consacrerà Merckx che diventerà uno dei ciclisti più forti della storia e si guadagnerà l’appellativo di “Cannibale” , dato a causa della sua grande fame di vittorie e dal non voler mai lasciare nulla agli altri avversari.
Oltre la vittoria
A distanza di molti anni, questa corsa resta una delle più affascinanti per quanto riguarda il ciclismo a livello mondiale. Eddie Merckx vinse dominando, quando qualsiasi altra persona, al suo posto si sarebbe fermata ed è per questo che ancora oggi il suo nome non indica solo un grande campione ma una vera e propria epoca, un’idea di sport in cui si correva per vincere sempre contro tutti, spesso anche contro il proprio corpo.