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Elio De Angelis, il gentiluomo perduto della Formula 1

Di In Formula1
Maggio 15, 2026
De angelis

Per molti Elio De Angelis era l’ultimo gentiluomo della Formula 1 grazie al suo stile perfetto e al suo modo di comportarsi in pista e nel paddock.

Il suo debutto è stato nel 1979 con la Shadow chiudendo al quarto posto negli USA come miglior risultato. Le sue prestazioni però sono andate al di sopra delle aspettative, tanto che la Lotus lo ha voluto con sè nel 1980. Qui il pilota romano è diventato un pilota costante, predefinito e soprattutto concreto. Con la Lotus 81 ha conquistato un secondo posto in Brasile chiudendo settimo nella classifica generale (mondiale vinto da Alan Jones). La stagione 1981 poteva essere migliore di quella passata, ma alla fine i punti conquistati sono stati 1 punto in più: questo perché Elio De Angelis è giunto in quarta posizione (miglior piazzamento in Italia) e quinto. Un vero smacco visto le potenzialità che aveva e la solidità della Lotus.

La grande soddisfazione per il pilota italiano è avvenuta nel 1982: nel Gp d’Austria ha tenuto una condotta di gara pazzesca mantenendo saldi i nervi nelle ultime battute conquistando la gara. In classifica mondiale ha concluso in nona posizione e si pensava che questo sarebbe stato il suo inizio, ma purtroppo è stato solo una stagione sporadica. La Lotus 91, 93T e 94T del 1983 è stata devastante sotto ogni punto di vista negativo: 2 volte ha visto la bandiera a scacchi (nono in Belgio e quinto in Italia) e tutti ritiri. Come però nelle migliori favole, dopo una stagione negativa come quella del 1983, il 1984 è avvenuta la rinascita della Lotus e soprattutto di Elio De Angelis. 4 sono stati i podi di cui 3 volte in terza posizione e terzo posto nella classifica piloti dietro a Niki Lauda e Alain Prost. Una stagione concreta, ben guidata grazie alla sua assolutezza e determinazione in pista. Un grande sussulto questo per il romano che lo ha elevato a pilota quasi definito. L’ultimo anno in Lotus ha regalato l’ultima vittoria del pilota in carriera (a San Marino) e soprattutto un compagno di squadra per nulla comodo: Ayrton Senna. Oltre alla conquista a Imola, Elio De Angelis è salito sul podio altre 2 volte: Brasile e Monaco entrambe occasioni in terza piazza.

Il 1986 è stato fatale, in tutti i sensi. Il passaggio alla Brabham, seppur con progetto innovativo, è stato un vero e proprio disastro. La vettura è stata al di sotto delle aspettative e nelle prime 4 gare l’unico traguardo visto è stato alla prima gara in Brasile con uno scialbo ottavo posto. Come detto il 1986 è stato fatale per l’incidente avvenuto al Paul Ricard. Durante i test la sua vettura ha avuto la rottura dell’ala posteriore e di conseguenza la perdita della stabilità a causa anche dell’alta velocità. La sua vettura si è ribaltata prendendo fuoco. Elio De Angelis è morto a causa di asfissia da fumo all’interno dell’abitacolo. Una morte che ha addolorato il mondo della Formula 1 visto che il romano era un pilota mai al di sopra delle righe, mai provocatore e soprattutto sempre attento a non prendere rischi. La sua fine ha messo la croce sulle strutture di sicurezza obsolete: troppi erano i rischi e la direzione gara, dopo la morte del pilota, ha istaurato svariate soluzioni per evitare altre tragiche morti (cosa che però non è stato possibile cancellare).

Palmares Elio De Angelis in Formula 1

Gran Premi disputati: 108

Vittorie: 2 Austria 1982 e San Marino 1985

Podi: 9

Pole position: 3

Giri veloci: 0

Miglior risultato in campionato:🥉 3° posto nel 1984

Formula 3 Campione italiano Formula 3: 1977

 

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Amante del ciclismo e della Formula 1. Conoscitore dell'ambiente motoristico che non disdegna le sfide anche di altri sport!