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Il voto in Sassonia-Anhalt spacca la politica italiana

Di In Politica
Settembre 07, 2026
Afd alle elezioni Sassonia Anhalt

Domenica 6 settembre, nell’ex Germania Est, l’affluenza ha sfiorato l’80%, la più alta dalla riunificazione. Alle urne, gli elettori della Sassonia-Anhalt hanno consegnato ad Alternative für Deutschland un risultato che il partito di estrema destra non aveva mai ottenuto in nessun Land: il 43,8% dei voti secondo i dati provvisori, più del doppio rispetto al 20,8% raccolto nel 2021. La CDU di Friedrich Merz è crollata di oltre venti punti, fermandosi intorno al 18%, mentre il BSW di Sahra Wagenknecht, con il 5,1%, potrebbe risultare decisivo per la formazione del prossimo governo regionale.

Il risultato non ha avuto bisogno di molte ore per attraversare le Alpi. A Roma, il terremoto tedesco è arrivato immediatamente e ha spaccato la maggioranza di governo, mentre le opposizioni si sono trovate, almeno per una sera, compatte nel denunciare i rischi per la tenuta democratica.

La destra italiana si divide

Il primo a muoversi è stato Matteo Salvini, che non ha aspettato nemmeno i risultati definitivi per congratularsi con Alice Weidel. Dopo la diffusione dei numeri, il leader della Lega ha parlato apertamente di “successo clamoroso”, rivendicando che il voto dimostra come “un’altra Europa sia possibile” e respingendo chi vede nell’ascesa di AfD un pericolo, con una parola sola, scritta in maiuscolo: “Democrazia”.

Di segno opposto la reazione di Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri e vicepremier ha definito l’affermazione di AfD “una pessima notizia”, perché riguarda una forza politica che considera antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali in cui si riconosce Forza Italia.

In mezzo, il silenzio. Giorgia Meloni non si è esposta nelle ore immediatamente successive al voto, lasciando che fosse Fratelli d’Italia a interpretare, con cautela, un risultato che mette in difficoltà gli equilibri della maggioranza. L’unico esponente del partito a commentare è stato il deputato Emanuele Loperfido, membro della delegazione parlamentare italiana all’OSCE, che si è limitato a osservare come la maggioranza dei residenti della Sassonia-Anhalt chieda “un cambio di passo”, senza spingersi oltre.

Ancora più netto l’entusiasmo di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, il partito italiano politicamente più vicino ad AfD. Sui social ha scritto che “l’Europa cambia”, prendendo di mira il cancelliere tedesco (“Merz ha l’ulcera”) e chiudendo con un perentorio “Nessun dorma”.

Le opposizioni: “Ha vinto la paura”

Sul fronte opposto, il Partito Democratico ha usato il risultato tedesco anche per attaccare il governo italiano. Elly Schlein, intervenendo alla festa dell’Unità pugliese a Martina Franca, ha collegato il malcontento sociale che alimenta l’estrema destra alle difficoltà economiche italiane, elencando crescita a zero, calo della produzione industriale e salari tra i più bassi d’Europa, per poi chiudere: “Quante promesse tradite, ormai non vi crede più nessuno”.

Il senatore dem Filippo Sensi ha commentato con parole più dirette il voto tedesco: “Ha vinto la paura”, ha detto, sottolineando l’ampia partecipazione al voto e gli errori della CDU e della SPD, quest’ultima definita da “numeri da vergogna”.

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha collegato la crescita di AfD alle politiche di riarmo, sostenendo che la logica bellica alimenta paura e insicurezza invece di rispondere ai bisogni reali delle persone. Sulla stessa linea si è mosso il mondo di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha invitato a non ignorare il disagio sociale nei quartieri popolari, proprio quelli in cui AfD ha raccolto più consenso.

Ancora più allarmato il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, secondo cui “una nube nera si addensa sull’Europa” dopo la vittoria di AfD in un Land con un’agenda apertamente ostile all’Unione Europea.

Un risultato che pesa su Berlino e su Roma

Al di là delle reazioni immediate, il voto in Sassonia-Anhalt riapre in Italia un dibattito più ampio, che riguarda tre nodi difficili per la maggioranza di governo: i rapporti con la Germania di Merz e con l’Unione Europea, il futuro dell’alleanza tra la destra italiana e Vannacci, e persino il calendario elettorale interno. Per ora, AfD non ha i numeri per governare da sola il Land e serve un accordo, complicato, con altre forze politiche. Ma il segnale politico, secondo diversi osservatori, va ben oltre i confini della piccola regione della Germania orientale, ed è già arrivato a scuotere gli equilibri della politica italiana.