Ogni giorno che passa, e’ un giorno sottratto al nostro tempo di permanenza su questa terra. Del doman non v’è certezza” è una delle citazioni più celebri della letteratura italiana, tratta dalla poesia Canzona di Bacco (o Trionfo di Bacco e Arianna) scritta da Lorenzo de’ Medici (noto anche come Lorenzo il Magnifico) intorno al 1490.
Il verso completo recita: “Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”. Il componimento è un inno alla spensieratezza e al carpe diem. Il Magnifico invita a godere appieno delle gioie del presente e della giovinezza perché il tempo fugge rapidamente e il futuro è imprevedibile. Ed ecco che in questo contesto si incastra il vero significato della nostra vita. E’ inutile fare progetti eterni perché’ nulla e’ certo e scontato a questo mondo. Anche la quotidianità dei nostri giorni, che a volte sembra soffocarci con i suoi ritmi circadiani, non e’ affatto scontata. La storia delle nostre vite e’ stata scritta tanto tempo fa come un copione, ed ognuno di noi, finche’ puo’, e’ chiamato a recitarlo come un copione, senza interruzioni o variazioni di alcun genere.
Vox populi recita che ognuno e’ padrone del proprio destino, ma forse sarebbe meglio precisare che piu’ che padroni noi siamo dei semplici affittuari o meglio depositari di un destino gia’ tracciato per ognuno di noi. Ed ecco perche’ anche la quotidianità va vissuta come un dono concessoci che anche comebil nostro drdtino, prima o poi dovrà essere restituito senza indugio.