L’ultimo imperatore: omaggio a Valentino

Di In Moda
Febbraio 03, 2026
Mary borozdina e kr vzy a unsplash

Il novello Bernini, il nuovo Giulio Cesare, l’ultimo imperatore, veniva denominato così Valentino Clemente Ludovico Garavani in arte semplicemente Valentino, l’unico nome con cui voleva essere chiamato, lui che le etichette non le ha mai amate.

Nel 1967, Eugenia Sheppard dell’International Herald Tribune diceva di lui: “È la Rolls Royce della moda. La grande notizia è che Valentino fa concorrenza a Parigi. Il suo stile ha le stesse qualità dei grandi come Dior, Jacques Fath e Balenciaga. È impalpabile, come la bellezza o il sex appeal, ma fa venire a tutte le donne la voglia di comprare”.

Quirino Conti lo “stilista occulto” delle collezioni uomo di Valentino e poi lo scenografo della sua alta moda in un’intervista raccontò: è arrivato alla moda non con uno scopo eversivo ma consolatorio. Con il desiderio di sedurre”. Di fascinare, di conquistare; coltivando con immarcescibile passione un’ideale di eleganza, di sfacciata eppure semplicissima opulenza che è stata e rimarrà una precisa alchimia di forme, proporzioni e colori a rendere le donne semidee.

La moda e il mondo intero non piangono un semplice stilista, sarto o un couturier ma un vero e proprio Artista che ha fatto della moda una poesia che ha vestito donne e uomini di tutto il mondo, facendo sognare con il suo stile infinite star.

Ha sempre dichiarato: “Amo la bellezza, non è colpa mia”, un mantra che ha seguito la sua esistenza e la sua carriera. Per lui fondamentale l’equilibrio tra proporzioni, emozioni e sorpresa.

Sono tutti qui i segni di quel gusto votato all’eternità; la magistrale tecnica sartoriale debito di una formazione da couturier, le pieghe impareggiabili, i plissé intarsiati o i raffinati temi animalier, a vestire first lady e principesse, muse e amiche, altezze reali e dive di Hollywood.

C’è tanto da raccontare sulla vita di uno dei più grandi uomini della moda e probabilmente non basterebbe un’enciclopedia ma non possiamo non raccontare della nascita del “rosso Valentino”.

E’vita, è passione, è amore. E’il rosso Valentino”.

Un preciso mix di 100% magenta, 100% giallo e 10% nero che si colloca a metà tra il carminio, il porpora e il cadmio. “Cominciai ad amare questo colore a Barcellona durante una serata all’Opera – raccontò il couturier –. C’erano solo costumi rossi in scena, le donne nei palchi avevano per lo più abiti rossi e si sporgevano come gerani dalle balconate, e le poltrone e i tendaggi erano rossi. Capii che non c’era colore più bello dopo il nero e dopo il bianco”. Fu il culmine di una carriera.

Valentino. Uno stile e un colore. L’arte aveva il suo blu Klein e la moda il suo rosso Valentino; pigmento chic e brillante a delineare un’eleganza vitale che resiste a epoche e voghe senza fare un plissé. “È il mio portafortuna. Una donna vestita di rosso non sbaglia mai: è un colore che dona, sta bene a tutte. Il rosso è vita, passione, amore, è il rimedio contro la tristezza”. Dal Fiesta Dress della Primavera Estate del ‘59, a quello movimentato da ruches e pois cristallizzato su Leslie Winer dall’obiettivo leggendario di Helmut Newton per Vogue Italia nel 1983. Dal magnetico Delphos di un’eterea Claudia Schiffer sulla pedana della passerella Under The Rome’s Sky: The Stars of Fashion, a quello licenzioso schedulato dalla femme fatale Monica Bellucci davanti alla camera di Peter Lindbergh. Tutti rossi, tutti sontuosi.

Le donne che hanno indossato Valentino, saranno eternamente raffinate, chic e lussuose.Eternamente bellissime.

Grazie Valentino, per la tua Arte, la tua eleganza, il lusso mai esagerato e tantomeno esasperato.

Grazie per la tua poesia che sarà eterna come il tuo “rosso Valentino”.