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Ma come finanziamo lo sport in Italia?

Di In Sport
Luglio 04, 2026
Sport

In Italia il contesto sportivo e dei suoi finanziamenti rappresenta da sempre un argomento delicato. A partire dalla sussistenza di molteplici organi istituzionali, governativi e privati che possono intervenire nella materia, ma anche per il carattere trasversale dello sport, che va dall’economia fino alla salute.

Rivoluzione nello sport italiano

In particolare, partire dal 2018, a seguito della legge n.145 del dicembre 2018, la società funzionale al CONI, la Coni e servizi S.p.A., viene trasformata in Sport e Salute S.p.A., società di controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, cambiando in maniera sostanziale gli equilibri dello sport italiano.

Se fino al 2018 il CONI, cioè il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, svolgeva il ruolo di Ministero dello Sport nella sostanza, con poteri sia di controllo, di sorveglianza e di finanziamento delle Federazioni e degli altri operatori dello sport, a seguito della riforma si trova con il compito principale di preparare gli azzurri ai Giochi Olimpici.

Come detto, in Italia diversi attori possono intervenire: CONI, Sport e Salute, il Ministero per lo Sport e i Giovani (ministero senza portafoglio, inglobato all’interno della Presidenza del Consiglio e non sempre presente nei governi) e il Dipartimento per lo Sport, il quale ha ruolo amministrativo e operativo, con compiti di attuazione, monitoraggio e supporto tecnico, con coinvolgimento stabile nell’attuazione delle politiche sportive statali.

La ripartizione dei fondi

Dal Rapporto Sport 2025, documento pubblicato annualmente da Sport e Salute, in collaborazione con l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, si può ricavare la somma totale erogata agli organismi sportivi: 334,4 milioni di euro. La somma viene suddivisa, secondo uno specifico modello (il MaC) elaborato da Sport e Salute, tra le 58 Federazioni, le DSA (Discipline sportive Associate), gli EPS (enti di promozione Sportiva) e le AB (Associazioni Benemerite).

Il meccanismo, denominato di autofinanziamento dello sport, prevede un rapporto circolare tra gli organismi: il governo finanzia Sport e Salute e gli organismi sportivi, i quali investono nel sistema sportivo per ASD/SSD, tesserati e cittadini, alimentando il gettito fiscale dello sport. Il 32% di questo gettito fiscale viene rediretto all’ammontare di finanziamenti allo sport per il periodo successivo, aumentando ogni anno le risorse.

Il MaC ha 3 pilastri: la promozione della crescita del movimento sportivo (30%); premiare il merito sportivo (50%); ottimizzare l’uso delle risorse pubbliche e sostenibilità (20%). La combinazione di questi tre indicatori permette di ottenere un coefficiente, necessario per definire l’allocazione per ogni FSN, DSA, EPS e AB.

Il governo, con il tramite di Sport e Salute, si occupa anche di allocare risorse per i grandi eventi sportivi, come le recenti Olimpiadi Invernali MICO2026 e i prossimi Giochi del Mediterraneo che si svolgeranno a Taranto.

Il Dipartimento per lo Sport, invece, lavora maggiormente su bandi, come per esempio Sport e periferie o Bonus Sport. Questi finanziamenti sono mirati maggiormente alle amministrazioni locali, con focus su impiantistica e fonde del PNRR dedicati allo sport, ma anche a ASD/SSD, con contributi a fondo perduto.

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Giovane professionista di comunicazione sportiva. Mi occupo del lato economico e politico dello sport.

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