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MICO2026: esempio di nuovo modello di olimpiadi celebrato dal CIO

Di In Sport
Luglio 11, 2026
Milano cortina

Sono passati poco più di 3 mesi dalla chiusura dei XIV Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, più di 4 dalla Cerimonia di chiusura dei XXV Giochi Olimpici Invernali e forse molti di noi hanno già dimenticato le regole del Curling, del Biathlon o del calcolo dei punti del Freestyle. Altri, invece, hanno ancora per la testa alcuni numeri riguardanti i miliardi di euro investiti per la realizzazione dei Giochi “a costo zero”, delle infrastrutture necessarie per migliorare la viabilità durante la manifestazione ma con data di inizio lavori molto successiva al termine dei giochi stessi. Oppure di una pista da bob costruita per le poche decine di praticanti in Italia, con relativa spesa pubblica e danni ambientali incommensurabili.

Si prevedono diversi milioni di euro di disavanzo che dovranno essere, inevitabilmente, coperti con l’intervento dello Stato, come da accordi con il CIO (Comitato Internazionale Olimpico), con strascichi e polemiche che torneranno ciclicamente a farci visita.

Fuori, invece, ci celebrano (forse perché non si dovranno occupare di tappare i buchi). A Losanna, infatti, lo scorso 25 Giugno, al termine della 146esima sessione del CIO, è stato pubblicato il Report finale su Milano Cortina 2026, con gli elogi da parte della “International Olympic Committee (IOC)’s Coordination Commission Chair for these Games”, Kristin Kloster: MICO26 ha dimostrato che un modello diffuso, suddiviso tra diverse regioni, venue e località, non è solo fattibile, ma può funzionare come modello di successo per la realizzazione delle Olimpiadi Invernali”.

Con l’85% delle sedi di gara già esistenti o temporanee, riducendo oltre all’impatto economico anche quello ambientale, questi ultimi Giochi Invernali svolti nello Stivale, hanno l’ambizione di diventare il punto di riferimento internazionale.

La legacy dei mega eventi

Un punto su cui sia Fondazione Milano Cortina 2026, sia il CIO, hanno spinto in maniera importante è il concetto di Legacy. Dal punto di vista puramente economico si stima che l’evento abbia portato più di 36 mila nuovi lavori, di aver generato più di 5 miliardi di euro netti di entrate per l’Italia e di aver favorito l’acceleramento nella costruzione di quasi 100 infrastrutture direttamente collegate ai giochi, per un valore di 3 milioni di euro.

Il Comitato parla di Legacy anche culturale, con più di 100 Istituti e Università coinvolte in quasi 320 iniziative con i temi di salute, inclusione e sviluppo locale, per un totale di 2 milioni di ragazzi e ragazze coinvolti. Il tutto coordinato dal progetto Gen26 education programme.

All’interno del report viene, inoltre, valorizzato in maniera importante il concetto di sostenibilità ambientale. Partendo dal presupposto che qualsiasi mega evento, come le Olimpiadi, per loro natura, non possono essere ad emissioni zero, impronta zero o qualsiasi di queste definizioni; possiamo notare che lo sforzo, sulla striscia positiva dei Giochi di Parigi 2024, ha portato notevoli miglioramenti, con il 100% dell’energia utilizzata proveniente da fonti rinnovabili e, come detto, per la già presenza sul territorio della maggior parte dei luoghi di gara.

Starà ora ai francesi, prossimi padroni di casa dei Giochi Invernali, già nel 2030, ripetere e chissà, forse migliorare, lo spettacolo avvenuto nelle nostre montagne, con un’edizione denominata Alpes 2030, che spazierà lungo tutto l’arco alpino francese. Forti dell’esperienza di Parigi 2024, anch’essa una edizione che ha battuto diversi record positivi in termini di impatto economico ed ambientale, ma con incognite maggiori, viste le necessità delle edizioni invernali: banalmente, la neve che cerca di sopravvivere a questo apocalittico cambiamento climatico.

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Giovane professionista di comunicazione sportiva. Mi occupo del lato economico e politico dello sport.

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