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Conte doppia Schlein nei sondaggi, Vannacci può pesare sulla maggioranza: gli scenari verso il 2027

Di In Politica
Luglio 30, 2026
Giuseppe Conte durante un intervento pubblico a una manifestazione politica

È un periodo di grande fermento quello che sta vivendo la politica italiana a poche settimane dalla chiusura dei lavori parlamentari. Nella giornata di ieri, mercoledì 29 luglio, la Camera dei deputati ha approvato il disegno di legge sulla detenzione domiciliare per i detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero.

Il provvedimento, già approvato dal Senato, ha ottenuto 153 voti favorevoli, 42 contrari e 82 astensioni. La maggioranza ha votato compatta a favore, mentre gran parte delle opposizioni si è astenuta, condividendo il principio della legge ma evidenziandone diverse criticità.

Cresce invece l’attesa per l’altra grande sfida del governo Meloni: la riforma della legge elettorale, denominata Melonellum o Stabilicum, che, dopo aver ottenuto il via libera a Montecitorio non senza polemiche, si appresta ora ad approdare in Senato.

Manca ancora un anno alle prossime elezioni politiche, eppure l’attesa sta facendo salire le temperature di questa torrida estate 2026 a livelli altissimi. I partiti hanno già cominciato a scaldare i motori e a guardarsi attorno in vista delle future alleanze. Se nel centrodestra tiene banco il fenomeno Vannacci e resta il dubbio se il Premier Giorgia Meloni aprirà le porte della coalizione a Futuro Nazionale, rendendo così il voto di protesta anche un voto potenzialmente utile, nel centrosinistra è invece già partito il toto-primarie.

Chi guiderà il centrosinistra nel 2027?

Da mesi ormai ci si chiede chi guiderà il centrosinistra alle elezioni politiche del 2027: se sarà l’attuale segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, oppure una figura emergente come la giovane sindaca di Genova, Silvia Salis.

Secondo il sondaggio Lab21, pubblicato il 23 luglio, alla domanda su chi dovrebbe guidare la coalizione progressista il 50,2% degli intervistati sceglie il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Un risultato che vale più del doppio rispetto a quello ottenuto dalla segretaria del Pd, ferma al 20,4%.

Il ritorno di Conte al centro del campo largo

Il leader pentastellato, come ricorderete, è già stato presidente del Consiglio in due diverse occasioni. La prima tra il 2018 e il 2019, alla guida del governo gialloverde sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega, quando fece il suo ingresso sulla scena politica al termine delle consultazioni più lunghe della storia repubblicana. Successivamente guidò il governo giallorosso, sostenuto da Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, tra il 2019 e il 2021, durante la drammatica parentesi della pandemia di Covid-19 e del lockdown.

In un’eventuale primaria del campo progressista il favorito sarebbe dunque Conte, ma nel sondaggio non sono mancate le sorprese.

La sorpresa Onorato e gli altri sfidanti

Tra i dati più interessanti spicca la crescita di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, che raccoglie l’11,9% delle preferenze. Seguono l’ex presidente del Consiglio e leader di Italia Viva, Matteo Renzi, con il 10,2%, e il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni, fermo al 4,2%.

Il dato fotografa non solo la forza personale di Conte, ma anche una gerarchia interna al centrosinistra molto diversa da quella che emerge dal peso elettorale dei singoli partiti.

La leadership resta il nodo del centrosinistra

Il sondaggio arriva in un momento in cui Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra stanno lavorando alla costruzione di una coalizione comune in vista delle prossime elezioni politiche. Le iniziative congiunte si sono moltiplicate negli ultimi mesi, ma restano ancora da sciogliere diversi nodi: dalla scelta della leadership alla definizione del programma, fino ai rapporti con le forze centriste e con Matteo Renzi.

Il segnale, però, appare piuttosto chiaro: in una sfida aperta Giuseppe Conte raccoglie oggi consensi ben oltre il perimetro del Movimento 5 Stelle e si candida a essere il nome più competitivo per guidare il campo largo.

Il rebus Vannacci e gli equilibri del centrodestra

Per quanto riguarda il centrodestra, invece, prosegue, come detto in precedenza, il dilemma su Roberto Vannacci: dentro o fuori la coalizione? Una scelta che potrebbe rivelarsi determinante negli equilibri parlamentari della prossima legislatura. Stando agli ultimi sondaggi riportati da Sky TG24, se si votasse oggi con l’attuale legge elettorale, il Rosatellum, il centrodestra, includendo Futuro Nazionale, il partito fondato dal generale, otterrebbe una maggioranza molto risicata alla Camera, con 204 seggi, appena tre in più dei 201 necessari per controllare l’Aula.

Lo scenario cambierebbe sensibilmente con lo Stabilicum, la nuova legge elettorale attualmente all’esame del Parlamento: con Vannacci nella coalizione, il centrodestra salirebbe infatti a 222 deputati, mentre il campo largo si fermerebbe a 160 seggi. A Palazzo Madama, invece, il quadro appare ancora più significativo. Con il Rosatellum il centrodestra, sempre insieme a Futuro Nazionale, si fermerebbe a 98 senatori, tre in meno della soglia dei 101 necessari per ottenere la maggioranza assoluta, lasciando quindi il Senato senza un vincitore certo. Con lo Stabilicum, al contrario, la coalizione guidata da Giorgia Meloni conquisterebbe una maggioranza decisamente più ampia, arrivando a 113 seggi contro i 77 del campo largo. Numeri che spiegano meglio di qualsiasi dichiarazione politica perché, all’interno del centrodestra, il dossier Vannacci continui a essere uno dei temi più delicati in vista delle elezioni del 2027.