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Extraprofitti petroliferi, sei Paesi chiedono un intervento europeo

Di In Politica
Agosto 26, 2026
Italia e altri cinque Paesi chiedono un quadro europeo per tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere. La Commissione affida la scelta agli Stati, mentre il confronto proseguirà a settembre a Dublino.

Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno chiesto un confronto europeo sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere. L’iniziativa è contenuta in una lettera inviata il 21 agosto al ministro delle Finanze irlandese Simon Harris, rappresentante del Paese che detiene la presidenza semestrale del Consiglio dell’Unione europea. Per l’Italia ha aderito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. I sei governi propongono un quadro comune per far contribuire le imprese che hanno ottenuto utili straordinari durante l’attuale fase di aumento dei prezzi energetici. La richiesta è legata agli effetti del conflitto con l’Iran e alle difficoltà nei trasporti attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta centrale per il commercio mondiale di petrolio. I ministri chiedono di affrontare il tema durante la riunione informale dei responsabili economici e finanziari europei prevista a Dublino il 18 e 19 settembre. La presidenza irlandese ha mostrato disponibilità al confronto e avvierà consultazioni con gli altri governi. La lettera propone anche un esame degli utili realizzati all’estero dalle multinazionali e chiede alla Commissione europea di completare rapidamente l’analisi sui margini delle raffinerie. L’obiettivo è comprendere quanto l’aumento dei prezzi dei prodotti raffinati dipenda dalle condizioni del mercato e quanto dalla crescita dei margini industriali. Il 25 agosto la Commissione europea ha ricordato che la tassazione diretta rientra principalmente nelle competenze degli Stati membri. I governi possono quindi introdurre contributi nazionali, rispettando il diritto europeo, mentre Bruxelles può fornire assistenza e valutare gli effetti sul mercato unico. Un precedente risale al 2022, quando l’Unione introdusse un contributo temporaneo di solidarietà per i settori del petrolio, del gas, del carbone e della raffinazione. La misura prevedeva un’aliquota minima del 33 per cento sulla parte degli utili superiore alla media stabilita dal regolamento. La nuova iniziativa resta in fase politica. Aliquota, base imponibile, gettito previsto e destinazione delle risorse saranno definiti soltanto dopo un eventuale accordo europeo o attraverso interventi dei singoli governi.