NAPOLI – Nella suggestiva Sala Pignatiello di Palazzo San Giacomo si è svolta l’edizione 2026 del Premio Per Sempre Arte, l’onorificenza ideata per valorizzare l’arte come forma di comunicazione, strumento di crescita umana e autentico nutrimento dell’anima.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sottolineare quanto l’arte sia fondamentale nella vita delle persone e quanto sia necessario continuare a riconoscerne il ruolo centrale nella società contemporanea.
Nel corso della cerimonia sono stati premiati Emiliano Cavallini, Louis Siciliano, Giuseppe Farese, Mariano Barba, Bruno Lanza, Paolo De Santi, Ferdinando Maddaloni e La Cantina dei Quinti, rappresentata da Luciana e Giovanni Rago.
Particolarmente toccante il riconoscimento speciale consegnato a Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista conosciuto da tutti come GioGio, la cui memoria continua a vivere attraverso la sua arte e la sua musica.
Le istituzioni presenti
Alla manifestazione hanno preso parte anche l’Assessore al Turismo del Comune di Napoli Teresa Armato e il Consigliere Comunale Luigi Carbone, in rappresentanza del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Durante la consegna dell’opera realizzata dallo scultore Domenico Sepe a Emiliano Cavallini, l’Assessore Teresa Armato ha dichiarato:
“Per Sempre Arte sottolinea come accanto al patrimonio culturale della nostra città c’è anche un patrimonio immateriale dell’arte che sono le persone, la loro relazione umana.”
Alle sue parole si sono aggiunte quelle del Consigliere Comunale Luigi Carbone:
“Per Sempre Arte forse significa che l’antidoto per allargare la vita non solo per allungare, come dice Eduardo De Crescenzo”.
Emiliano Cavallini: l’arte che diventa solidarietà
Tra i primi premiati della serata, Emiliano Cavallini ha raccontato l’esperienza del suo “compleanno solidale”, iniziativa nata per trasformare i regali ricevuti dai propri allievi in un aiuto concreto per chi ne ha bisogno. “Essere se stessi è la chiave per trasmettere l’arte della danza al pubblico. Come nasce il mio impegno sociale? Dal mio compleanno. I miei allievi mi facevano sempre il regalo di compleanno, che ho voluto cedere, perché già avevo tanto, quindi ho creato il compleanno solidale. I bambini sottoposti alle cure di chemioterapia e le loro famiglie ne hanno più bisogno, lo faccio per offrirgli cure, è partito tutto da qui. E’ un onore per me condividere questo premio con i grandi artisti che sono qui presenti oggi.”
Louis Siciliano e il valore delle relazioni umane
Premiato anche Louis Siciliano, tra le figure più eclettiche della scena musicale italiana, che ha posto l’accento sul ruolo della musica come linguaggio universale capace di unire culture e persone. “La musica nella città della musica e ha mescolato tante culture. Oggi il mondo ha bisogno di questo. Vediamo nel mondo una carenza di valori umani e credo che bisogna partire dalle relazioni, proprio ciò che crea la musica: il contatto umano. Bisogna incontrarsi, condividere la musica, parlare, l’amicizia tra popoli. C’è bisogno di apertura del cuore, relazione, l’amicizia e la gioia. Questo è il senso di tutto.”
Giuseppe Farese e il valore della lentezza
Nel suo intervento, Giuseppe Farese ha riflettuto sul cambiamento dei tempi e sulla necessità di recuperare il valore delle relazioni.“Credo che la differenza tra gli anni di cui scrivo e oggi sia la lentezza: oggi cerchiamo spasmodicamente l’immediatezza, mentre all’epoca tutto scorreva più lento, le ore, giornate. Si parla della relazione di cui ci dovremmo riappropriare.”
Daniela Di Maggio: l’arte come antidoto al male
Uno dei momenti più intensi della cerimonia è stato il riconoscimento alla memoria di Giovanbattista Cutolo. Visibilmente emozionata, Daniela Di Maggio ha ricordato il figlio e il valore salvifico dell’arte. “Devo dare senso a un’enorme insensatezza. Un sasso che frantuma un brillante senza motivo. Quando mi chiedono cos’è la musica o l’arte, io rispondo che sono un farmaco salvavita, è l’unico antidoto al male, ti rende migliore. Io ringrazio che oggi attraverso questo meraviglioso premio la vittima viene ricordata con rispetto e con amore, perché una società che protegge i carnefici è colpevole, una società che protegge le vittime è una società giusta.”
Mariano Barba e una vita dedicata alla musica
Grande emozione anche nelle parole di Mariano Barba, che ha ripercorso il proprio percorso artistico e umano.“Rifarei tutto altre mille volte. Per me dedicare la mia vita alla musica non è stato un sacrificio, per me è la vita. Sono contento oggi di avere questa riconoscenza da voi, perché vuol dire che nel mio piccolo ho vinto. Io devo tutto a mio padre che mi ha insegnato tutto quello che so.”
Bruno Lanza: quando l’emozione diventa scrittura
Bruno Lanza ha ricordato il valore del lavoro creativo e il ruolo spesso invisibile degli autori. “Nessuno di noi si sveglia la mattina dicendosi che facciamo quello che facciamo finché un giorno arriva qualcuno che sceglie di premiarci. Per scrivere mi deve scattare l’emozione, deve succedere qualcosa, altrimenti non succede niente. Magari ci sono artisti che con le tue canzoni fanno milioni, ma sono distratti e dimenticano che quella canzone l’hai scritta tu, ma menomale che c’è qualcuno che pensa che noi abbiamo fatto qualcosa. Per cui grazie mille per questo premio, veramente.”
La Cantina dei Quinti: quando il vino diventa arte
Tra i premiati anche La Cantina dei Quinti, simbolo di una tradizione familiare che continua a raccontare il territorio attraverso il vino.
Giovanni e Luciana Rago hanno dichiarato: “Il vino è arte in quanto trasmette a chi lo beve l’ambiente dove viene prodotto. Noi raccontiamo la nostra dedizione.”
A consegnare il riconoscimento è stato Umberto Chiariello, che ha sottolineato il valore della tradizione tramandata da generazioni: “Cantina dei quinti perché sono i quinti Rago che continuano a valorizzare le nostre terre. Giovanni è quello che va a cogliere l’uva e la pesta. Questo è un prodotto totalmente autoctono. Giovanni è coltivatore prima che produttore.”
Presente anche Francesco Barbato, direttore commerciale dell’azienda, che ha evidenziato il legame tra passione, tecnologia e qualità: “La vigna e il buon adottamento dei vini sono l’essenziale, sfruttando anche ciò che la tecnologia buona ci offre e ci aiuta ad ottenere prodotti di qualità, che non significa artefare un prodotto, ma condurlo nel processo lavorativo durante un processo ottimale per ottenere un buon vino. La passione coniugata all’impegno diventa arte, e quindi il vino è arte.”
Paolo De Santi e il ritorno all’infanzia
L’artista Paolo De Santi ha raccontato il significato profondo delle sue opere.“Molti dei miei soggetti sono veramente dei sogni che poi porto sul cavalletto. Il messaggio più interno è proprio ricordare il nostro essere bambini, cosa che un po’ dimentichiamo. Dedico questo premio a mia madre, che è napoletana e venire qui mi ha emozionato e ricordato lei.”
Ferdinando Maddaloni: l’arte dalla parte giusta
A chiudere la cerimonia è stato Ferdinando Maddaloni, che ha dedicato parole profonde alla sua città e al valore sociale dell’arte. “E’ bellissimo vincere nella propria città. Questo è il secondo premio che vinco in Campania. Ne ho vinti in tutto il mondo, ma dopo la premiazione me ne stavo da solo, invece qui so con chi condividere la gioia di questo premio: mia moglie, i miei amici, mia sorella. Non ha prezzo. Per me questo 2026 è meraviglioso perché arriva il premio Per Sempre Arte, un’onorificenza dedicata a chi ogni giorno sceglie di stare dalla parte giusta perché io non ho mai conosciuto un artista favorevole alle guerre, quindi se ci fossero più artisti questo sarebbe un mondo migliore. Ringrazio tutta la redazione di Per Sempre News perché ogni volta che mi contattano mi portano fortuna per la mia carriera.”
Il Premio Per Sempre Arte si conferma così un appuntamento capace di mettere al centro il valore umano dell’arte, celebrando artisti, professionisti e personalità che, attraverso il proprio lavoro, continuano a trasmettere bellezza, emozione e speranza.








