Sono trascorsi dieci anni, dieci anni d’oro di direzione artistica targata AnthonyVaccarello e lui per festeggiarli ha scelto come location la Tour Eiffeil dove ha riprodotto il Salon Impérial dell’Hôtel Inter-Continental, ovvero la sala da ballo dell’hotel in cui sfilava l’alta moda di Yves dal 1976. La sfilata primavera/estate 2027 è letteralmente tutta dorata: un colore prezioso che segna il decennale in Saint Laurent di Vaccarello. Gli ospiti sono stati invitati a presenziare tutti quanti in look total black, non ci dimentichiamo che il nero è da sempre la firma di Anthony, nonché pilastro fondamentale della griffe, in secundis perché è il colore che più azzera le distrazioni visive, permettendo di concentrare l’attenzione unicamente sugli abiti in passerella. Per la maggior parte, in questo caso, interamente dorati. Tante le celebrità che sono accorse per applaudire il designer, da Zoe Saldaña a Zoë Kravitz, da Kate Moss a Catherine Deneuve. Sfila la sua musa, la modella Anja Rubik, che lo accompagna nel défilé di chiusura mentre la sua altra grande amica, Charlotte Gainsburg, canta la canzone, You are so much Yves Saint Laurent.
Il colore oro rappresenta il valore eterno di ciò che né si ossida né svanisce nel tempo. Ne scrive, nelle note stampa, lo stesso Vaccarello: «una luce risplende ancora di più perché sappiamo che non può essere trattenuta. Ciò che passa a volte lascia più luce di ciò che rimane». Niente, del resto, irradia e riflette la luce meglio dell’oro, come era solito pensarla Monsieur Yves Saint Laurent: «adoro l’oro, è un colore magico. Quando riflette una donna, è il colore del sole».
In questa collezione abbiamo visto l’oro sfilare in tutte le sue declinazioni, dal pallido al profondo fino alle varianti bizantine e rinascimentali – è ipnotico e trasforma tutto ciò che tocca, dai tailleur agli abiti scivolati.
Vaccarello ripercorre anche i vari stili che in questi dieci anni hanno fatto la moda del brand: sfilano saharienne, trench e gonne avvolgenti, alternati dalle invenzioni dello stesso designer, come i cappotti dalle spalle forti, i blouson voluminosi e gli abiti corti e bordati. Per non parlare dei tessuti, tutti altamente lussuosi, quali lamé e organze, lattice e jacquard. A completamento dei look, i gioielli dalla lavorazione artigianale che evoca chiaramente l’alta moda. Alla fine della sfilata, dopo tanta luce emanata dal dorato, entra in scena il nero: prima con un abito di velluto con bottoni gioiello very YSL fino a un trio di abiti da sera neri che evocano le radici belghe di Vaccarello. E come sottofondo non poteva mancare la canzone migliore per la conclusione dello show: Anthony Vaccarello, You are so much Yves Saint Laurent!
Yves Saint Laurent ci lascia sempre a bocca aperta.