Sono passate poche settimane da quando elogiavo il nuovo corso intrapreso da XBOX grazie alla sua nuova leader Asha Sharma: ebbene, nonostante le premesse sono state e, per certi versi, sono ancora positive, oggi invece mi ritrovo nella situazione di dover parlare negativamente dell’operato della sussidiaria di Microsoft e della triste fine (già avvenuta o in dirittura d’arrivo) che si sta abbattendo su alcuni degli studi first party della casa verde. Ma andiamo con ordine.
Ad aver scaturito le prime preoccupazioni negli appassionati, nei consumatori e, ancor di più, negli impiegati delle varie sussidiarie che fanno capo a XBOX è stata la lettera pubblicata il 10 giugno da parte di Asha Sharma e Matt Booty: questa lettera, originariamente intesa per i dipendenti interni all’ecosistema XBOX e poi resa consultabile anche dal pubblico sullo stesso sito di XBOX, è di fatti un’ammissione dello stato assolutamente non sostenibile dell’ecosistema attuale di XBOX.
A voler essere precisi non si parla solamente di aspetti negativi, si menziona ad esempio come i principali franchise abbiano un grande seguito, del fatto che un miliardo di utenti annualmente gioca attraverso l’ecosistema XBOX (console e app PC) e dell’inversione di tendenza del Game Pass, ritornato a crescere dopo il taglio di prezzo. Ma questi sono spiccioli rispetto ai lati negativi: si parla infatti di una riduzione delle entrate di cinquecento miliardi di dollari negli ultimi 5 anni, a fronte di circa venti miliardi di investimenti sostenuti (senza contare l’acquisizione di Activision-Blizzard).
Si parla anche di come la crisi dei componenti e l’aumento di prezzo abbia sostanzialmente reso XBOX incapace di soddisfare la domanda di console da gioco da parte dell’utenza, non riuscendo a produrre un numero sufficiente di pezzi; crisi che sta impattando e impatterà anche lo sviluppo della nuova console, “Project Helix”.
Nella lettera viene inoltre asserito che XBOX si è espansa troppo rispetto alla capacità attuale di gestire il mercato e, al momento, è incapace di adoperare le sue strategie di mercato a causa della sovra estensione dell’apparato interno. Per risolvere questo problema, verranno adoperati dei tagli interni mentre si cercheranno partnership con sviluppatori di terze parti.
Infine, l’ultimo punto della lettera riporta come l’infrastruttura attuale del sistema XBOX sia troppo complicata, impedendo così la possibilità di agire rapidamente. Il focus sarà quindi semplificare il tutto, aumentando la qualità di quello che viene offerto al giocatore, ma diminuendo i tempi di attesa nel fare ciò.
Ma in soldoni, in cosa si traduce questa lettera per i dipendenti della compagnia? È presto detto: tre studi sembrerebbero rischiare la chiusura. Uno addirittura per alcuni report potrebbe essere già stato chiuso, lasciando centinaia di persone senza un lavoro da un giorno all’altro.
I tre studi in questione sono Compulsion Games, Ninja Theory e Double Fine. Se il fato di questi ultimi due sembrerebbe essere ancora in bilico, con la ricerca di investitori o la possibilità di diventare nuovamente indipendenti, Bloomberg ha riportato che Compulsion Games potrebbe essere già stata chiusa. Non si tratta di uno studio di punta: nel suo percorso infatti non hanno mai creato giochi particolarmente apprezzati da critica e pubblico, ma il più recente South of Midnight aveva ottenuto comunque diverse menzioni positive per l’accessibilità e vinto il premio “Games For Impact” ai The Game Awards 2025.
Double Fine è invece uno studio decisamente più noto: fondato dal veterano Tim Schafer, famoso per aver dato vita negli anni ’90 ad alcune delle più famose avventure grafiche di sempre, tra cui Grim Fandango e la serie di Monkey Island, ha iniziato la sua attività più di venti anni fa, ed ha conosciuto fortune alterne in queste due decadi. Sotto l’egida di XBOX, Double Fine ha prodotto uno dei giochi migliori di questa generazione, Psychonauts 2, nominato anche al Game of The Year nei TGA 2021, ma ha avuto poco successo commerciale, soprattutto con gli ultimi due progetti Keeper (2025) e Kiln (2026).
Ma il caso che fa storcere più il naso di tutti è sicuramente Ninja Theory: non tanto perché lo studio abbia trovato un particolare successo di critica o di pubblico, ma per le modalità con cui sta avvenendo la chiusura. La serie principale su cui ha lavorato Ninja Theory negli ultimi 10 anni, Hellblade, non ha riscosso particolarmente successo, e molti sono rimasti sorpresi nel vedere annunciato un terzo capitolo durante il Summer Game Fest, Senua. A quanto pare, Senua, è una sorta di cavallo di troia: un trailer fatto ad arte nella speranza di trovare investitori disposti ad acquistare lo studio prima della chiusura. Ma ha davvero senso? Chi comprerebbe uno studio conoscendo i trascorsi passati e il budget che si porta dietro i suoi progetti?
Insomma, la situazione in casa XBOX non è per niente rosa e fiori come hanno provato a vendercela durante il Summer Game Fest, e delude sapere che hanno scoperto le carte così presto dopo quello che è stato uno dei momenti più alti di XBOX da anni a questa parte. Augurando il meglio sia alle compagnia che al personale coinvolto in queste “ristrutturazioni interne”, non possiamo far altro che rimanere alla finestra a osservare.