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Trattative USA – Iran in Svizzera: Trump si dichiara fiducioso

Di In Politica
Giugno 23, 2026
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I governi di Stati Uniti e Iran hanno concordato una tabella di marcia ufficiale per raggiungere un accordo di pace definitivo entro 60 giorni, ponendo le basi per la fine del conflitto iniziato a febbraio. Il primo ciclo di negoziati ad alto livello, svoltosi nella località svizzera di Bürgenstock con la mediazione di Qatar e Pakistan, si è concluso con importanti passi avanti sul fronte delle sanzioni economiche e della sicurezza marittima.

La svolta diplomatica guidata dal Vicepresidente americano JD Vance e dal capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf poggia su un cruciale scambio bilaterale. Gli Stati Uniti hanno formalizzato lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati e una deroga di 60 giorni sulle sanzioni per l’esportazione di greggio e prodotti petrolchimici.

In cambio, Teheran ha acconsentito al ritorno degli ispettori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) sul proprio territorio già nel corso della settimana. Sebbene il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, abbia precisato che non sono stati ancora presi impegni definitivi sul dossier nucleare, la mossa della Guida Suprema ha riaperto un canale fondamentale.

Per prevenire incidenti nello strategico Stretto di Hormuz, le delegazioni hanno istituito una linea telefonica militare per evitare “errori di calcolo” durante il transito delle navi commerciali.

La vera incognita rimane tuttavia il ruolo di Israele, rimasto formalmente escluso dai tavoli svizzeri. Per garantire la tenuta della tregua in Libano meridionale tra le forze israeliane e i miliziani filoiraniani di Hezbollah, i mediatori di Pakistan e Qatar hanno annunciato la nascita di una “cellula di de-conflitto”. Si tratta del primo vero banco di prova per verificare la capacità degli Stati Uniti di vincolare i propri alleati sul campo.

Da Washington, il Presidente Donald Trump ha espresso ottimismo, sottolineando via social che l’Iran “accetterà le condizioni sui controlli delle armi”. Di parere opposto la narrativa dei media di Stato a Teheran, secondo cui la delegazione iraniana ha “costretto gli Stati Uniti alla ritirata” ottenendo l’alleggerimento delle sanzioni senza cedere la sovranità nazionale.

Mentre i mercati petroliferi globali respirano, registrando un calo del 3% del prezzo del greggio subito dopo l’annuncio, i team tecnici dei due Paesi si preparano a due mesi di serrate trattative per trasformare la tregua temporanea in una pace duratura.