Con una mossa che sta gelando le cancellerie europee e ridisegnando gli equilibri geopolitici mondiali, il Presidente USA Donald Trump ha confermato l’intenzione di ridurre drasticamente la presenza militare statunitense nel Vecchio Continente.
La decisione, ufficializzata dal Pentagono nei primi giorni di maggio, prevede inizialmente il ritiro di circa 5.000 soldati dalla Germania, ma il Commander-in-Chief ha già avvertito che questo è solo l’inizio: “Taglieremo molto di più,” ha dichiarato Trump ai giornalisti sabato scorso, sottolineando che gli USA sono pronti a disimpegnarsi anche da Italia e Spagna.
Alla base della decisione non ci sono solo ragioni di bilancio, ma una profonda frattura diplomatica legata al nuovo conflitto in Medio Oriente. Trump ha accusato apertamente gli alleati europei di non aver fornito il supporto necessario nelle tensioni con l’Iran.
Il Presidente è stato categorico: “L’Italia non ci è stata di alcun aiuto e la Spagna è stata orribile, assolutamente orribile. Perché dovrei tenere lì le nostre truppe?”.
Il rapporto con il Cancelliere Friedrich Merz è ai minimi storici dopo che quest’ultimo ha criticato la strategia americana, definendo gli USA “umiliati” dalla leadership iraniana.
Trump ,inoltre, continua a ribadire che l’Europa non sta facendo abbastanza per un conflitto che si combatte “nel proprio cortile di casa”, mentre gli Stati Uniti sono separati da un oceano.
La risposta europea oscilla tra lo sgomento e la rassegnazione. Se da un lato il governo tedesco liquida le parole di Trump come “politica di minacce grossolane” che finirebbe per danneggiare gli stessi interessi americani, dall’altro cresce la consapevolezza che l’era dell’ombrello protettivo USA sia giunta al termine.
L’Alto Rappresentante dell’UE, Kaja Kallas, ha sottolineato come questo sia un “segnale chiaro”: l’Europa deve finalmente prendersi cura della propria sicurezza in modo autonomo. Tuttavia, i critici avvertono che un vuoto di potere improvviso potrebbe lasciare il continente vulnerabile alle ambizioni del Cremlino, proprio mentre la guerra in Ucraina rimane in una fase di stallo critico.
Il ritiro, che il Pentagono stima di completare in un arco di 6-12 mesi per il primo contingente, solleva dubbi esistenziali sulla tenuta dell’Alleanza Atlantica. Con Trump che minaccia di imporre anche dazi del 25% sul settore auto europeo, la pressione su Bruxelles è massima. Per l’Europa, la sfida non è più solo diplomatica, ma di sopravvivenza strategica.