Turismo nei luoghi abbandonati: viaggio alla scoperta dell’Italia fantasma

Di — In Viaggi
Settembre 19, 2026
Borgo di Craco

C’è un’Italia che non compare nelle classiche guide turistiche. È fatta di borghi senza abitanti, stazioni ferroviarie dimenticate, vecchi alberghi, fabbriche dismesse e paesi che il tempo ha lentamente riconsegnato alla natura. Sono i cosiddetti luoghi fantasma, destinazioni che negli ultimi anni hanno iniziato ad attirare fotografi, appassionati di storia e viaggiatori alla ricerca di esperienze lontane dai circuiti più tradizionali. Non si tratta semplicemente di visitare un posto abbandonato. Dietro ogni edificio vuoto, ogni strada senza automobili e ogni finestra ormai priva di vetri esiste una storia: quella di comunità che hanno vissuto, lavorato e costruito la propria quotidianità prima di essere costrette ad andarsene.

Craco, il paese fermato dal tempo

Tra i luoghi più celebri c’è Craco, in Basilicata. Il borgo, arroccato su una collina, venne progressivamente abbandonato a causa di problemi legati alla stabilità del terreno.

Oggi le sue abitazioni vuote e le strade silenziose compongono uno scenario quasi cinematografico.

È proprio questa atmosfera ad aver trasformato Craco in una delle destinazioni più conosciute del turismo legato ai borghi abbandonati. Il paese è stato inoltre utilizzato come ambientazione per diverse produzioni cinematografiche.

La visita, tuttavia, deve avvenire nel rispetto delle aree accessibili e delle indicazioni locali: un luogo abbandonato non significa necessariamente che sia possibile entrarvi liberamente.

Consonno, la “Las Vegas della Brianza”

Nel Nord Italia esiste invece una storia completamente diversa. Consonno, in provincia di Lecco, nacque con l’ambizione di diventare una sorta di città del divertimento alle porte di Milano. Negli anni Sessanta vennero costruite strutture ispirate a un’immaginaria città orientale, con locali, negozi e spazi dedicati all’intrattenimento. Il progetto, però, non ebbe il successo sperato. Oggi Consonno è conosciuta soprattutto per le sue strutture abbandonate e per il contrasto tra l’ambizioso progetto originario e ciò che rimane del paese. Un esempio emblematico di come anche un sogno turistico possa trasformarsi, con il passare degli anni, in una testimonianza del passato.

Pentedattilo, il borgo ai piedi dell’Aspromonte

In Calabria, invece, il viaggio conduce a Pentedattilo, piccolo borgo arroccato sulle pendici dell’Aspromonte. Il nome deriva dalla particolare conformazione della montagna che sovrasta il paese e che ricorda una mano con cinque dita. Per decenni il borgo ha conosciuto un progressivo spopolamento, ma negli ultimi anni alcune iniziative hanno cercato di recuperare il patrimonio storico e culturale della località. Passeggiare tra le sue case in pietra significa entrare in una Calabria lontana dalle immagini delle grandi località balneari: più silenziosa, più aspra e profondamente legata alla storia del territorio.

Il fascino del turismo “fuori rotta”

Perché i luoghi abbandonati esercitano un fascino così forte? La risposta potrebbe essere nella possibilità di viaggiare attraverso il tempo. In una destinazione turistica tradizionale il visitatore cerca monumenti, ristoranti, panorami e attività. In un borgo fantasma, invece, sono spesso le tracce lasciate dalle persone a diventare il principale elemento del viaggio. Una vecchia insegna, una scuola vuota, una piazza senza abitanti o una casa ancora arredata possono raccontare più di una semplice attrazione. È una forma di turismo che mette al centro la memoria dei luoghi.

Ma attenzione all’urbex

Il fenomeno è spesso associato all’“urbex”, abbreviazione di urban exploration, cioè l’esplorazione di edifici e strutture abbandonate. La curiosità, però, deve lasciare spazio alla prudenza. Molti edifici abbandonati possono presentare problemi strutturali, amianto, pavimenti pericolanti o altri rischi. Inoltre, il fatto che una struttura sembri abbandonata non significa che sia liberamente accessibile. Per questo motivo è importante distinguere tra turismo organizzato e semplice esplorazione abusiva: visitare significa conoscere un luogo, non necessariamente entrarvi.

Una nuova idea di viaggio

Il successo dei luoghi fantasma racconta anche qualcosa di più ampio sul modo in cui sta cambiando il turismo. Sempre più viaggiatori cercano destinazioni meno conosciute, esperienze autentiche e storie da raccontare. Non necessariamente il monumento più famoso o la spiaggia più fotografata sui social. A volte il viaggio può iniziare proprio da una strada senza nessuno, da un paese apparentemente dimenticato o da una casa che porta ancora i segni di chi l’ha abitata. Perché anche i luoghi che hanno smesso di essere abitati possono continuare a raccontare la loro storia. E forse è proprio questo il loro fascino più grande: non sono davvero luoghi morti, ma luoghi che aspettano ancora qualcuno disposto ad ascoltarli.