Texas Instruments ha annunciato l’acquisizione di Silicon Laboratories in un’operazione da 7,5 miliardi di dollari interamente in contanti, con un corrispettivo di 231 dollari per azione. L’accordo punta a rafforzare la presenza di Texas Instruments nei chip di connettività wireless, un tassello sempre più centrale per dispositivi connessi in ambito consumer e industriale, dallo smart home all’automazione di fabbrica. Silicon Labs, dopo la cessione di attività automotive negli anni scorsi, si è concentrata su soluzioni per connettività embedded e Internet of Things, un portafoglio che Texas Instruments intende integrare con la propria leadership nei semiconduttori analogici e con una base manifatturiera ampia e verticalmente integrata. La chiusura dell’operazione è attesa nella prima metà del 2027, subordinata alle autorizzazioni regolatorie e alle consuete condizioni di closing, con finanziamento previsto tramite liquidità e debito. Texas Instruments indica un obiettivo di circa 450 milioni di dollari annui di sinergie manifatturiere e operative entro tre anni dal completamento, con l’idea di portare parte della produzione dentro la propria rete di fabbriche e di migliorare efficienza, scala e tempi di servizio ai clienti. Per dimensione, si tratta della maggiore acquisizione per Texas Instruments dai tempi dell’acquisto di National Semiconductor nel 2011, un segnale del fatto che nel settore chip la partita si gioca sempre più su ampiezza di portafoglio e capacità di consegna stabile. Sullo sfondo pesa la domanda legata all’intelligenza artificiale, che sta accelerando investimenti in data center e infrastrutture digitali e sta mettendo sotto pressione alcune filiere. In questi giorni MediaTek ha segnalato tensioni di supply chain legate alla domanda AI e la prospettiva di adeguamenti di prezzo, citando anche un mercato potenziale in crescita per chip ASIC destinati ai data center, stimato nell’ordine di 50 70 miliardi di dollari entro il 2027. In questo contesto, l’operazione Texas Instruments Silicon Labs racconta una tendenza chiara, la connettività wireless diventa componente strategica della nuova economia dei dispositivi e l’industria si riorganizza per competere su scala globale.