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MotoGP-Ducati, Marc Marquez: “La Gp 26 è un passo avanti”

Di In MotoGP
Febbraio 04, 2026

MotoGP, Marc Marquez: “La GP 26 è un passo avanti”.

Il “Cannibale”, il pilota della Rossa di Borgo Panigale ieri era in testa alla classifica a sepang nel primo giorno di test. Marquez ha preso parte solo alla sessione mattutina dei test ufficiali di preseason della classe Regina completando in tutto 30 giri, ottenendo il miglior tempo, a soli 17 millesimi da quello della pole position del Gran Premio dello scorso anno, ottenuto dal compagno di squadra Pecco Bagnaia. Con l’arrivo della pioggia nel primo pomeriggio, il Campione del Mondo 2025 ha preso le cose con molta più calma, senza dimenticare che è ancora in fase di recupero dall’infortunio alla spalla subito in ottobre.

Con il motore congelato e molte novità nelle carene, Márquez sa dove deve lavorare con la nuova GP26, fondamentale sarà l’aerodinamica, e le nuove carene, anche se ha ammesso di aver guidato molto rigido sulla moto e che continua ancora con i processi di cura fisica.  Tra i piani iniziali di Márquez, questo giovedì, ultimo giorno di test, è previsto di completare una simulazione di gara. Marc Marquez è convinto: “Trovo questa moto migliore rispetto a quella dell’anno scorso, ma bisogna procedere gradualmente. Il fatto è che, come sempre, quello che guadagni in un punto lo perdi in un altro”.

MotoGP-Ducati, Marc Marquez: “La Gp 26 è un passo avanti”

Marc Marquez in conferenza stampa, al termine dei test:

  • La pioggia del pomeriggio ci ha rallentato la giornata. Ieri mi sono dedicato soprattutto a ritrovare le sensazioni; oggi abbiamo lavorato completamente sul progetto, cercando di provare diverse cose. Nel pomeriggio avevamo dei test importanti, ma con la pioggia non siamo riusciti né a girare né a provarli, quindi toccherà farlo domani mattina e, forse, rinunciare un po’ ai tentativi sul giro secco. Ma è più importante avere una direzione chiara e precisa per la stagione. Long run? Vedremo, perché una volta che scegli la tua strada, in teoria dovrebbe essere migliore in tutti gli aspetti. Nella mia testa ce l’ho abbastanza chiaro, ma bisogna provarlo e verificarlo: è il tempo sul giro che comanda, insieme alla sensazione sulla moto. Però ho ben definita la base da seguire dal test della Malesia a quello della Thailandia. Da lì in poi, si tratta di provare, ma bisogna girare per dare dati agli ingegneri.
  • Aerodinamica? La cosa importante e fondamentale è l’aerodinamica, è l’aspetto principale, soprattutto perché a livello di motore non si può cambiare nulla. Sul motore è tutto abbastanza chiaro, e tutto ciò che riguarda la messa a punto come il forcellone, non dico che lo avremo, ma in generale ciò che riguarda il ciclo della moto lo puoi modificare durante l’anno. L’aspetto cruciale è l’aerodinamica, perché è lì che l’omologazione nella prima gara deve essere quella definitiva. Quella che ritieni possa darti di più nell’arco di 22 gare. Ci sono diverse configurazioni aerodinamiche ed è impossibile avere tutto. Non puoi avere la capacità di curvare di una e la stabilità dell’altra.
  • Dobbiamo quindi stabilire quale credo possa essere la migliore per 22 gare e decidere di conseguenza. Siamo come l’anno scorso: il fatto di avere una base molto buona ti porta a essere prudente quando provi cose nuove, ma Ducati continua a funzionare, continua a testare soluzioni e domani continueremo a provare, con le carene nere che avete visto. La cosa positiva, credo, è che non c’è paura nello scegliere tra il nuovo e il vecchio. Non è che qualcosa debba funzionare solo perché è nuovo, no. Si prova, si fa tentativi ed errori, e qualche test andrà bene. In realtà ti senti a tuo agio lavorando così, perché c’è quella fiducia da parte degli ingegneri: non tutto ciò che è nuovo deve per forza funzionare, ma ovviamente ai pezzi nuovi bisogna dare opportunità per capire quale sia il miglior equilibrio”.