Caso Basciano – Codegoni, tra accuse di stalking e nuovi dubbi sulla residenza: cosa sta emergendo

Di In Gossip
Aprile 03, 2026
Codegoni basciano image photo

Negli ultimi anni, il caso che coinvolge Alessandro Basciano e Sophie Codegoni si è trasformato da storia sentimentale nata sotto i riflettori a complessa vicenda giudiziaria. I due, conosciutisi nel 2021 durante il Grande Fratello Vip, hanno avuto una relazione da cui è nata anche una figlia, ma la rottura nel 2023 ha segnato l’inizio di un lungo scontro legale.
La Codegoni ha denunciato l’ex compagno per stalking, raccontando agli inquirenti episodi di minacce, molestie e comportamenti persecutori durati oltre un anno. Secondo quanto emerso dalle indagini, Basciano avrebbe tenuto “condotte reiterate” tali da generare nella ex compagna “un grave stato di ansia e paura” e costringerla a modificare le proprie abitudini di vita . La stessa influencer ha parlato anche di minacce di morte e di un clima di forte timore personale.
Nel novembre 2024 il deejay è stato arrestato, ma, come da prassi nel nostro sistema giudiziario, è stato scarcerato dopo meno di 48 ore. Successivamente, la magistratura ha comunque disposto misure cautelari: il divieto di avvicinamento e l’obbligo del braccialetto elettronico, confermati anche dalla Cassazione nel 2025 . Parallelamente, la Procura ha chiuso le indagini chiedendo il rinvio a giudizio, mentre la difesa di Basciano ha sempre respinto le accuse, sostenendo l’assenza di atti persecutori,nonostante le prove della controparte.
Negli ultimi mesi, il caso si è giocato anche sul piano mediatico, con dichiarazioni pubbliche, soprattutto da parte della difesa del deejay, rappresentata dall’avvocato Leonardo D’Erasmo, e un atteggiamento molto più prudente da parte di Codegoni, che ha preferito il silenzio.

Gli ultimi sviluppi

Di recente, è emersa la notizia secondo cui il giudice dell’udienza preliminare di Milano avrebbe accolto l’istanza di revoca del braccialetto elettronico per Basciano. Tra le motivazioni riportate dalla difesa, ci sarebbe anche il trasferimento di Codegoni in un’abitazione ritenuta molto vicina a quella dell’ex compagno, interpretato come elemento incompatibile con uno stato di paura.
Tuttavia, proprio su questo punto si inserisce la nuova versione proveniente dalla difesa della Codegoni, che mette in discussione la ricostruzione della controparte.

Secondo quanto riportato da ambienti vicini alla difesa di Sophie, emergerebbero elementi che riguardano le dichiarazioni passate di Basciano sulla sua residenza:

“In tutte le comunicazioni ufficiali si diceva che già dallo scorso agosto Basciano non si poteva permettere più quell’abitazione e quindi il dj stava per lasciare la casa (dove avevano convissuto i due ex) perché aveva ricevuto lo sfratto. E sempre lo scorso agosto, Basciano non si era presentato al commissariato di polizia di Milano per indossare il braccialetto elettronico e aveva fatto sapere di non risiedere più in Italia, ma alle Isole Canarie poiché ormai i suoi interessi lavorativi erano lì e nulla più lo legava all’Italia”.

Questa ricostruzione solleva dubbi importanti: se Basciano dichiarava di vivere all’estero, come si concilia questo con l’idea di una residenza milanese così vicina a quella della Codegoni?

A ciò si aggiunge un ulteriore dettaglio relativo alla distanza tra le abitazioni:

“A quanto pare Codegoni ha traslocato in un’altra casa, ma non aveva la minima idea che Basciano fosse ancora in quella vecchia abitazione, troppo onerosa per lui. Non a caso ci sono anche problemi con il mantenimento. E per essere precisi le due case non sono a 300 metri di distanza ma a 450”.

La situazione, quindi, resta complesso e ancora aperta. Da un lato le dichiarazioni della difesa di Basciano, dall’altro i nuovi elementi che emergono dalla parte di Codegoni. In mezzo, il lavoro della magistratura, chiamata a chiarire incongruenze e responsabilità.
Per ora, l’unica certezza è che sarà il tribunale a stabilire la verità giudiziaria definitiva in un caso che continua a far discutere, non solo per la notorietà dei protagonisti ma anche per la delicatezza delle accuse.

Giustizia e tutela delle vittime

Al di là del singolo caso, questa vicenda riporta al centro un tema più ampio e delicato: quello della tutela delle donne che denunciano situazioni di violenza o stalking. Spesso, infatti, i procedimenti giudiziari si muovono tra tempi lunghi, interpretazioni contrastanti e difficoltà nel dimostrare condotte che, per loro natura, si sviluppano nella quotidianità e lontano da testimoni.

In molti casi, le vittime si trovano esposte non solo al peso della denuncia, ma anche al giudizio pubblico e mediatico, con il rischio di vedere messa in discussione la propria credibilità. Elementi come la distanza tra abitazioni, le abitudini di vita o le scelte personali possono essere letti in modi opposti, finendo per ribaltare la percezione della paura dichiarata.

Questo solleva interrogativi importanti: quanto è realmente efficace il sistema nel proteggere chi denuncia? E quanto, invece, le complessità burocratiche e probatorie rischiano di indebolire le tutele?

Il caso tra Alessandro Basciano e Sophie Codegoni resta quindi non solo una vicenda giudiziaria da chiarire, ma anche uno specchio delle difficoltà che ancora oggi emergono quando si parla di giustizia e violenza di genere.