Giuseppe Cipriani, imprenditore della ristorazione di lusso e compagno di Nicole Minetti, intervenendo dalla sua residenza in Uruguay in un’intervista al Corriere della Sera, respinge le ricostruzioni diffuse dalla stampa nelle ultime settimane.
L’imprenditore veneziano esclude qualsiasi coinvolgimento societario con Epstein, rivendica la correttezza della procedura adottiva seguita e annuncia di voler avviare una nuova adozione. Sullo sfondo, resta aperto il nodo politico legato alla grazia concessa dal Quirinale.
“Ci abbiamo messo quasi quattro anni, per rispettare la procedura: giudici, assistenti sociali e psicologi. L’Uruguay non è un Paese delle banane, è un posto serio dove vengono fatte le cose seriamente”, dichiara l’imprenditore durante l’intervista riferendosi all’adozione.
Al centro delle polemiche vi è proprio l’adozione del minore, avvenuta in Uruguay e riconosciuta in Italia nel 2024 dal Tribunale per i minorenni di Venezia. Secondo gli atti ufficiali, il bambino sarebbe stato in stato di abbandono e legalmente adottabile. Tuttavia, successive inchieste giornalistiche hanno sollevato dubbi su questa ricostruzione, ipotizzando incongruenze nella documentazione presentata a sostegno della richiesta di grazia. In particolare, si indaga sulla reale situazione familiare del minore e sulla correttezza dell’intero iter adottivo.
Secondo Cipriani, le presunte irregolarità sarebbero state subito ridimensionate consultando la documentazione depositata presso il ministero della Giustizia uruguaiano e la presidenza della Repubblica. “Sarebbe bastato esaminare gli atti per capire che si è trattato soltanto di un gesto d’amore”, afferma.
I presunti legami con Epstein
Tra le ricostruzioni che più infastidiscono Cipriani ci sono quelle sui presunti legami con Jeffrey Epstein. L’imprenditore riconosce che Epstein fosse stato cliente dei suoi ristoranti : “serviamo sette milioni di persone, tra delinquenti e capi di Stato”. Inoltre ammette di un contatto esplorativo, risalente a circa vent’anni fa, per un possibile investimento in un locale a Londra, mai andato in porto. Respinge però con decisione ogni ipotesi di rapporto societario: “Non mi ha mai finanziato, non è mai stato mio socio”. A sostegno cita anche i cosiddetti “Epstein files”, nei quali comparirebbe soltanto uno scambio tra legali rimasto senza seguito.
Smentite altrettanto nette arrivano sul ministro della Giustizia Carlo Nordio, indicato da alcuni come vicino alla famiglia Cipriani e ospite del ranch uruguaiano: “Non è vero, e non è mai stato a casa mia”, replica. Cipriani ricorda che Nordio ha vissuto a lungo a Venezia e che “potrà essere passato all’Harry’s Bar come milioni di clienti negli anni”, ma considera “inaccettabile” trasformare questo elemento in una prova di amicizia.