Prosegue il nuovo filone investigativo sul delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia in provincia di Pavia. La Procura ha depositato nove consulenze tecniche relative ad Andrea Sempio, oggi indagato nell’ambito dell’inchiesta riaperta a quasi vent’anni dai fatti. Gli accertamenti puntano a rivalutare reperti e tracce raccolti durante le prime indagini attraverso nuove tecnologie forensi e ricostruzioni scientifiche.
Tra gli elaborati consegnati agli investigatori figura anche una ricostruzione tridimensionale della scena del crimine realizzata con un avatar virtuale del 38enne. L’obiettivo della simulazione è verificare la compatibilità tra corporatura, movimenti e posizione dell’indagato con alcune tracce repertate all’interno dell’abitazione di via Pascoli. In particolare, l’attenzione degli esperti si concentra sulla traccia palmare rinvenuta sulle scale della villetta, ritenuta dagli investigatori uno degli elementi centrali del nuovo fascicolo.
Secondo le consulenze tecniche depositate dalla Procura, le proporzioni fisiche attribuite all’avatar di Sempio risulterebbero compatibili con l’impronta repertata sulla parete. Gli approfondimenti comprendono inoltre analisi dattiloscopiche, valutazioni sulla dinamica dell’aggressione e verifiche scientifiche sui reperti raccolti all’epoca del delitto. Gli investigatori stanno riesaminando il materiale disponibile con strumenti tecnologici più avanzati rispetto a quelli utilizzati durante le indagini originarie.

Nelle carte depositate compare anche una possibile ricostruzione del movente. Secondo l’ipotesi formulata dagli inquirenti, l’omicidio potrebbe essere maturato dopo un presunto rifiuto da parte di Chiara Poggi a un approccio di Sempio, un elemento che, sempre secondo la Procura, avrebbe provocato una reazione violenta culminata nell’aggressione alla giovane. Sempio, interrogato nei giorni scorsi, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Tra gli aspetti nuovamente al vaglio degli investigatori vi è anche l’alibi dell’indagato. Al centro delle verifiche compare lo scontrino di un parcheggio di Vigevano, presentato nel 2007 come prova della presenza di Sempio fuori da Garlasco la mattina del delitto. Alcune intercettazioni contenute negli atti dell’inchiesta avrebbero però sollevato dubbi sulla conservazione del ticket.
Il caso Garlasco continua a rappresentare uno dei più discussi della cronaca giudiziaria italiana. Per l’omicidio di Chiara Poggi è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, riconosciuto colpevole dalla Cassazione nel 2015. La nuova attività investigativa della Procura di Pavia punta ora a verificare eventuali ulteriori responsabilità e a chiarire gli aspetti rimasti irrisolti dopo quasi vent’anni.