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Tra geopolitica e industria, l’Italia costruisce nuovi assi strategici internazionali

Di In Politica
Maggio 21, 2026
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In un contesto globale sempre più segnato da guerre, tensioni geopolitiche e fragilità economiche, il governo italiano accelera sul fronte delle nuove alleanze strategiche e delle partnership commerciali internazionali. La giornata di ieri, mercoledì 20 maggio, si è rivelata particolarmente prolifica per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, impegnato nel rafforzamento dei rapporti industriali ed energetici sia con l’India sia con alcuni partner chiave dell’Unione Europea.

Al centro dell’azione diplomatica italiana c’è la volontà di costruire filiere produttive più sicure, resilienti e meno dipendenti dagli scenari di crisi internazionale che negli ultimi anni hanno messo sotto pressione mercati, approvvigionamenti energetici e catene logistiche globali.

Italia-India, asse strategico su minerali critici e infrastrutture

Uno dei dossier più rilevanti riguarda il rafforzamento dei rapporti tra Roma e Nuova Delhi. Nell’ambito del vertice intergovernativo Italia-India, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin hanno firmato un Memorandum of Understanding con il Ministero delle Miniere indiano per sviluppare una cooperazione strategica nel settore dei minerali critici, sempre più centrali nella transizione energetica e digitale.

L’intesa, sottoscritta alla presenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del primo ministro indiano Narendra Modi, punta a creare un quadro di collaborazione stabile tra i due Paesi lungo l’intera filiera dei minerali strategici: dall’esplorazione all’estrazione, fino alla lavorazione e al riciclo.

“Italia e India compiono un ulteriore salto di qualità, elevando i loro rapporti a partenariato strategico speciale”, ha dichiarato il ministro Urso, sottolineando come l’accordo rappresenti “un passo concreto verso filiere industriali più resilienti, sicure e competitive”.

Secondo il ministro Pichetto, invece, il Memorandum rappresenta “un tassello importante” per rafforzare la cooperazione tra i due Paesi in un settore decisivo per la transizione energetica e tecnologica, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza degli approvvigionamenti.

L’intesa prevede inoltre programmi congiunti di ricerca e sviluppo, investimenti condivisi e la possibile creazione di un gruppo di lavoro comune tra Roma e New Delhi.

Il ruolo dell’Italia nel corridoio IMEC

Parallelamente, il governo italiano guarda con crescente attenzione anche allo sviluppo delle infrastrutture logistiche e portuali nell’area indo-pacifica, considerata ormai strategica per gli equilibri economici mondiali.

A sottolinearlo è stato il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, intervenuto a margine del vertice Italia-India. Secondo Rixi, Italia e India “sono due grandi potenze marittime” e hanno tutto l’interesse a rafforzare la cooperazione nel settore portuale, logistico e infrastrutturale.

Nel suo intervento il viceministro ha posto l’attenzione soprattutto sul progetto IMEC, il grande corridoio economico destinato a collegare India, Medio Oriente ed Europa, in alternativa alle rotte commerciali tradizionali.

“In questo scenario il nostro Paese rappresenta il terminale naturale del corridoio IMEC”, ha spiegato Rixi, evidenziando il ruolo strategico dei porti italiani e delle direttrici ferroviarie che collegano Genova e Trieste ai principali mercati europei.

L’obiettivo dell’esecutivo è trasformare l’Italia in uno snodo logistico centrale tra Indo-Pacifico ed Europa, sfruttando la posizione geografica del Paese e la rete infrastrutturale nazionale.

L’asse con Praga su automotive, energia e spazio

Sul fronte europeo, invece, il governo Meloni continua a rafforzare l’asse industriale con la Repubblica Ceca. Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy si è svolto un incontro tra Adolfo Urso e il vicepremier ceco Karel Havlíček per discutere dei principali dossier industriali europei.

Al centro del confronto la riforma dell’ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, il meccanismo CBAM, il futuro del settore automotive e la necessità di alleggerire il peso burocratico sulle piccole e medie imprese.

“Italia e Repubblica Ceca condividono una visione comune sul futuro dell’industria europea”, ha dichiarato Urso, ribadendo la necessità di “regole più sostenibili, neutralità tecnologica e una reale semplificazione normativa”.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla crisi dell’automotive europeo, uno dei settori più colpiti dalla transizione energetica e dalle nuove normative ambientali europee. Roma e Praga condividono infatti la richiesta di accompagnare la trasformazione industriale senza penalizzare le filiere produttive tradizionali e valorizzando anche i carburanti sostenibili.

Nel corso dell’incontro si è discusso inoltre di cooperazione spaziale, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia strategica europea nelle tecnologie satellitari e nell’accesso allo spazio.

La linea dell’esecutivo italiano appare sempre più chiara: costruire una rete di alleanze industriali ed economiche capaci di rafforzare il ruolo dell’Italia in uno scenario internazionale attraversato da conflitti, tensioni commerciali e nuove sfide energetiche.