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Elezioni amministrative, avanza il centrodestra ma il centrosinistra difende le roccaforti

Di In Politica
Maggio 28, 2026
Dac f db e d a

Le elezioni amministrative, svoltesi domenica 24 e lunedì 25 maggio, hanno registrato non poche sorprese. Nello scorso weekend i cittadini di oltre 700 comuni, tra città metropolitane e centri più piccoli, sono stati chiamati alle urne per rinnovare i consigli comunali.

In molti comuni, infatti, si sono affermate le coalizioni di centrodestra, confermando il trend delle politiche del 2022 e quanto già visto in buona parte delle elezioni regionali, mentre in città come Messina e Salerno hanno vinto i poli civici rappresentati dal sindaco uscente Federico Basile, pupillo dell’attuale primo cittadino di Taormina Cateno De Luca, e dal vulcanico Vincenzo De Luca, tornato per la sesta volta alla guida della sua città dopo essere stato governatore della Campania, con la promessa di trasformarla nella “Montecarlo italiana”.

Il centrosinistra, invece, si è confermato soprattutto in Toscana, autentica roccaforte “rossa”, dove già lo scorso ottobre il candidato dem Eugenio Giani si era affermato sullo sfidante di centrodestra Alessandro Tomasi, riuscendo a prevalere in 13  comuni su 20 come Prato e Pistoia.

Tuttavia, ancora una volta, il primo partito resta quello dell’astensione: l’affluenza definitiva alle elezioni amministrative di maggio 2026 si è fermata al 60,1%, in calo rispetto al 64,91% della precedente tornata elettorale.

Un dato che potrebbe generare un certo stupore, visto il recente esito del referendum costituzionale dello scorso marzo sulla separazione delle carriere dei magistrati, che ha visto la netta vittoria del NO con il 53,74% dei voti e una forte partecipazione, soprattutto da parte dei giovani, risultato festeggiato con entusiasmo dal centrosinistra e interpretato come un segnale di bocciatura nei confronti del governo più che della riforma stessa, la quale — pur essendo stata per anni un cavallo di battaglia del campo progressista — presentava non poche criticità, come le norme di attuazione considerate da molti “a scatola chiusa”.

Tuttavia, va ricordato che una consultazione popolare è ben diversa da un’elezione politica o amministrativa, poiché l’elettore è chiamato a esprimersi su un singolo quesito, al di là della propria appartenenza politica o del partito di riferimento. Non c’è quindi da stupirsi se l’ultimo referendum abbia scombussolato le carte, con cittadini ed esponenti politici di destra che hanno votato contro la riforma Nordio e, viceversa, elettori e figure riconducibili al fronte opposto che si sono espressi a favore.

Diverso è invece il discorso quando si tratta di recarsi alle urne per scegliere i propri rappresentanti all’interno delle istituzioni.

Il centrodestra conquista Venezia e Reggio Calabria

A Venezia il candidato del centrodestra Simone Venturini si è imposto al primo turno con il 51,03% delle preferenze, superando la concorrenza dell’esponente del campo largo Andrea Martella, dell’economista Michele Boldrin con la sua lista ORA! e di altri candidati civici, diventando così il sindaco più giovane a guidare il capoluogo veneto.

Altrettanto netto è stato il successo di Francesco Cannizzaro, già deputato di Forza Italia, che a Reggio Calabria ha battuto con il 65,68% lo sfidante dem Mimmo Battaglia e il rappresentante del Polo Civico Eduardo Lamberti Castronuovo, riportando la città dei “Boia chi Molla”tra le fila del centrodestra dopo 12 anni di amministrazione del centrosinistra guidata da Giuseppe Falcomatà.

Restando in Calabria, Vincenzo Voce, candidato indipendente sostenuto dal centrodestra, ha vinto la corsa a due con Giuseppe Trocino, diventando il nuovo sindaco di Crotone con il 62,41% delle preferenze.

I risultati nel Centro-Sud: Abruzzo, Marche e Lazio

In questo primo turno, il centrodestra ha raccolto successi anche in Abruzzo. Ad Avezzano ha vinto Giovanni Di Pangrazio, sostenuto da Lega e UDC insieme ad altre liste civiche, che ha battuto Alessio Cesareo, appoggiato invece da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati e dal candidato del centrosinistra Roberto Verdecchia.

A Pescara, invece, Carlo Masci di Forza Italia ha ottenuto la vittoria con il 55,43%, mentre il candidato del centrosinistra si è fermato al 36,62%.

A Fermo, nelle Marche, Alberto Scarfini ha superato la candidata del centrosinistra Angelica Malvatani con il 52,97%.

Nel Lazio, invece, le due coalizioni si sono divise i comuni: il centrodestra ha conquistato centri come Albano Laziale, Anguillara Sabazia, Fondi e Civita Castellana, mentre al campo largo sono andati Colleferro, Zagarolo e Santa Marinella.

Toscana roccaforte del centrosinistra

Come detto in precedenza, il centrosinistra si è imposto soprattutto in Toscana. A Prato Matteo Biffoni, già presidente della Provincia, ha totalizzato il 54,73% dei suffragi, mentre a Pistoia Giovanni Capecchi ha vinto con il 54,42% dei voti.

Bene anche in Campania, dove ad Avellino il candidato dem Nello Pizza ha ottenuto il 54,48% delle preferenze, e in Puglia, dove nel comune di Andria Giovanna Bruno è stata riconfermata alla guida della città.

I successi nel Nord Italia e il caso Salerno

Il campo largo ha riscosso risultati importanti soprattutto nel Nord Italia, in particolare in Piemonte, con la vittoria del debuttante Lorenzo Mauro a Moncalieri e la riconferma di Steven Palmieri ad Alpignano.

Vittoria netta del centrosinistra anche a Mantova, dove Andrea Murari ha battuto Raffaele Zancuoghi grazie al 69,87% delle preferenze, subentrando al sindaco uscente Mattia Palazzi, anch’egli esponente del Partito Democratico.

Lo “sceriffo” Vincenzo De Luca, invece, ha trionfato nella sua Salerno senza l’appoggio diretto del PD, confermando ancora una volta il peso delle liste civiche e delle leadership territoriali nelle dinamiche locali.

Verso i ballottaggi di giugno

Domenica 7 e lunedì 8 giugno si terranno i ballottaggi nei comuni dove non si è riusciti a eleggere il sindaco al primo turno, come Agrigento, Chieti, Lecco, Trecate e Valenza.

Nei comuni sardi di Sanluri e Tempio Pausania, invece, si svolgerà il primo turno delle elezioni amministrative. Nelle prossime settimane emergerà un quadro più chiaro da questo importante termometro politico, propedeutico e utile a comprendere gli orientamenti dell’elettorato in vista del 2027.