Le elezioni amministrative, svoltesi domenica 24 e lunedì 25 maggio, hanno registrato non poche sorprese. Nello scorso weekend i cittadini di oltre 700 comuni, tra città metropolitane e centri più piccoli, sono stati chiamati alle urne per rinnovare i consigli comunali.
In molti comuni, infatti, si sono affermate le coalizioni di centrodestra, confermando il trend delle politiche del 2022 e quanto già visto in buona parte delle elezioni regionali, mentre in città come Messina e Salerno hanno vinto i poli civici rappresentati dal sindaco uscente Federico Basile, pupillo dell’attuale primo cittadino di Taormina Cateno De Luca, e dal vulcanico Vincenzo De Luca, tornato per la sesta volta alla guida della sua città dopo essere stato governatore della Campania, con la promessa di trasformarla nella “Montecarlo italiana”.
Il centrosinistra, invece, si è confermato soprattutto in Toscana, autentica roccaforte “rossa”, dove già lo scorso ottobre il candidato dem Eugenio Giani si era affermato sullo sfidante di centrodestra Alessandro Tomasi, riuscendo a prevalere in 13 comuni su 20 come Prato e Pistoia.
Tuttavia, ancora una volta, il primo partito resta quello dell’astensione: l’affluenza definitiva alle elezioni amministrative di maggio 2026 si è fermata al 60,1%, in calo rispetto al 64,91% della precedente tornata elettorale.
Un dato che potrebbe generare un certo stupore, visto il recente esito del referendum costituzionale dello scorso marzo sulla separazione delle carriere dei magistrati, che ha visto la netta vittoria del NO con il 53,74% dei voti e una forte partecipazione, soprattutto da parte dei giovani, risultato festeggiato con entusiasmo dal centrosinistra e interpretato come un segnale di bocciatura nei confronti del governo più che della riforma stessa, la quale — pur essendo stata per anni un cavallo di battaglia del campo progressista — presentava non poche criticità, come le norme di attuazione considerate da molti “a scatola chiusa”.
Tuttavia, va ricordato che una consultazione popolare è ben diversa da un’elezione politica o amministrativa, poiché l’elettore è chiamato a esprimersi su un singolo quesito, al di là della propria appartenenza politica o del partito di riferimento. Non c’è quindi da stupirsi se l’ultimo referendum abbia scombussolato le carte, con cittadini ed esponenti politici di destra che hanno votato contro la riforma Nordio e, viceversa, elettori e figure riconducibili al fronte opposto che si sono espressi a favore.
Diverso è invece il discorso quando si tratta di recarsi alle urne per scegliere i propri rappresentanti all’interno delle istituzioni.
Come detto in precedenza, il centrosinistra si è imposto soprattutto in Toscana. A Prato Matteo Biffoni, già presidente della Provincia, ha totalizzato il 54,73% dei suffragi, mentre a Pistoia Giovanni Capecchi ha vinto con il 54,42% dei voti.
Bene anche in Campania, dove ad Avellino il candidato dem Nello Pizza ha ottenuto il 54,48% delle preferenze, e in Puglia, dove nel comune di Andria Giovanna Bruno è stata riconfermata alla guida della città.
I successi nel Nord Italia e il caso Salerno
Il campo largo ha riscosso risultati importanti soprattutto nel Nord Italia, in particolare in Piemonte, con la vittoria del debuttante Lorenzo Mauro a Moncalieri e la riconferma di Steven Palmieri ad Alpignano.
Vittoria netta del centrosinistra anche a Mantova, dove Andrea Murari ha battuto Raffaele Zancuoghi grazie al 69,87% delle preferenze, subentrando al sindaco uscente Mattia Palazzi, anch’egli esponente del Partito Democratico.
Lo “sceriffo” Vincenzo De Luca, invece, ha trionfato nella sua Salerno senza l’appoggio diretto del PD, confermando ancora una volta il peso delle liste civiche e delle leadership territoriali nelle dinamiche locali.
Verso i ballottaggi di giugno
Domenica 7 e lunedì 8 giugno si terranno i ballottaggi nei comuni dove non si è riusciti a eleggere il sindaco al primo turno, come Agrigento, Chieti, Lecco, Trecate e Valenza.
Nei comuni sardi di Sanluri e Tempio Pausania, invece, si svolgerà il primo turno delle elezioni amministrative. Nelle prossime settimane emergerà un quadro più chiaro da questo importante termometro politico, propedeutico e utile a comprendere gli orientamenti dell’elettorato in vista del 2027.