Milano, resta in carcere il 27enne accusato di aver sfregiato una ragazza di 23 anni alla fermata Duomo

Di In Cultura e Società
Luglio 12, 2026
Violenza

Rimane in carcere Mohammed Saidi, il cittadino algerino di 27 anni arrestato dopo aver aggredito e sfregiato al volto una giovane di 23 anni alla fermata Duomo della metropolitana di Milano lo scorso 9 luglio. Il giudice per le indagini preliminari Cristian Mariani ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere con l’accusa di sfregio permanente al viso, aggravata dai futili motivi e dalla ritenuta elevata pericolosità sociale dell’indagato.

Secondo quanto emerge dall’ordinanza, il giudice ha evidenziato come il 27enne abbia agito con estrema violenza e senza alcun controllo, prendendo di mira una donna indifesa per un presunto sguardo ritenuto provocatorio. Un comportamento che, secondo il gip, dimostrerebbe una marcata incapacità di autocontrollo e una concreta pericolosità.

La vittima, subito dopo l’aggressione, ha raccontato di aver temuto per la propria vita. La profonda ferita al volto le avrebbe provocato una forte emorragia, tanto da impedirle di vedere chiaramente e di respirare con facilità.

Le indagini hanno inoltre fatto emergere un altro episodio che potrebbe coinvolgere Saidi. Una giovane di 24 anni ha infatti dichiarato di averlo riconosciuto come l’autore di una rapina subita nel centro di Milano il 19 febbraio scorso. La ragazza ha spiegato di aver identificato il presunto aggressore dopo aver visto la sua fotografia sui giornali, riferendo di essere stata colta da una crisi di panico.

Durante l’interrogatorio di convalida nel carcere di San Vittore, assistito dalla propria legale, il 27enne ha respinto ogni accusa, fornendo una ricostruzione dei fatti che il giudice ha definito poco credibile. L’uomo ha dichiarato di essere arrivato in Italia dalla Francia soltanto un mese fa, di aver lavorato come idraulico e di voler essere rimpatriato in Algeria.

Nella sua versione, Saidi ha sostenuto di essere stato lui la vittima dell’episodio, affermando che la giovane lo avrebbe insultato e guardato con ostilità. Ha inoltre negato di aver impugnato un coltello, sostenendo che la ragazza si sarebbe ferita accidentalmente con la fibbia metallica della propria borsa durante una colluttazione. Secondo il suo racconto, il sangue trovato sul luogo dell’aggressione sarebbe stato il suo e, per dimostrarlo, avrebbe mostrato una ferita a un dito. Una ricostruzione che il gip ha giudicato incompatibile con gli elementi raccolti dagli investigatori e quindi inverosimile.

L’inchiesta prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda e verificare l’eventuale coinvolgimento dell’indagato in altri episodi di violenza avvenuti nei mesi scorsi.