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L’Iran alza il livello dello scontro: Meloni nella “lista della vendetta”, Trump minaccia Teheran

Di In Politica
Luglio 12, 2026
Meloni salvini tajani image photo

Prosegue la guerra in Medio Oriente che vede contrapposti l’asse Stati Uniti-Israele e l’Iran, insieme ai suoi alleati regionali, tra cui il Libano. Nelle ultime settimane è accaduto davvero di tutto: dai colloqui bilaterali tra le delegazioni di Washington e Teheran, che hanno portato a fragili tregue, come quella del 17 giugno, fino ai funerali dell’ex Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ucciso nel raid del 28 febbraio che ha dato il via a un conflitto destinato a tenere con il fiato sospeso il mondo intero. Al centro dello scontro resta anche lo strategico Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa il 20% del commercio mondiale di petrolio e gas naturale liquefatto, divenuto uno dei principali punti di pressione tra le due potenze protagoniste della guerra.

Il dopo Khamenei e la nuova linea della Repubblica islamica

Le esequie della Guida Suprema, che ha guidato l’Iran per 37 anni e sono iniziate il 4 luglio, rappresentano una vera cesura nella storia della Repubblica islamica. Dallo scontro con gli Stati Uniti e Israele è emersa una nuova fase del regime: più rigida, più assertiva e determinata a rafforzare il proprio ruolo nello scenario regionale.

L’apice è stato raggiunto sabato 11 luglio, quando Mojtaba Khamenei, figlio ed erede dell’ex Ayatollah, si è rivolto alla nazione con un discorso dai toni durissimi, invocando vendetta contro i nemici dell’Iran.

“La vendetta è il volere della nazione”: questo il messaggio lanciato dalla nuova Guida Suprema, che ha puntato il dito innanzitutto contro Stati Uniti e Israele, estendendo poi le accuse ai principali leader occidentali.

La “lista nera” del quotidiano Hamshahri: nel mirino anche Giorgia Meloni

Poche ore dopo il discorso di Mojtaba Khamenei, il quotidiano iraniano Hamshahri, tra i più diffusi del Paese e di proprietà del Comune di Teheran, ha pubblicato online una sorta di “lista della vendetta”, con i nomi e i volti dei leader che, secondo il giornale, dovranno “attendere la vendetta della nazione iraniana”.

Tra le immagini compare anche quella della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La grafica pubblicata dal quotidiano mostra diversi leader mondiali con indosso una tuta arancione da detenuto. In primo piano figurano il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, entrambi raffigurati con un mirino sulla testa. L’immagine è accompagnata da riferimenti alle parole pronunciate dalla nuova Guida Suprema sulla necessità di vendicare il padre e sul “volere della nazione”.

Tajani: “Massima solidarietà a Giorgia Meloni”

La pubblicazione ha suscitato l’immediata reazione del governo italiano.

Come riportato da Adnkronos, il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha espresso “massima solidarietà a Giorgia Meloni, che certamente non si fa intimidire”, commentando la presenza della premier italiana nella lista pubblicata dal quotidiano iraniano.

Alla solidarietà si sono uniti anche altri esponenti della maggioranza, tra cui il vicepremier Matteo Salvini, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente della Camera Lorenzo Fontana.

Trump: “Se l’Iran mi uccide, colpiremo con una forza mai vista”

Nel frattempo resta alta anche la tensione tra Washington e Teheran.

Nei giorni scorsi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato le informazioni di intelligence israeliane secondo cui l’Iran starebbe pianificando un attentato nei suoi confronti.

Se l’Iran mi uccide, ho lasciato istruzioni affinché venga colpito con una forza mai vista“, ha dichiarato il presidente americano, come riportato da Sky TG24.

A Roma i colloqui tra Israele e Libano

Sul piano diplomatico, mercoledì 15 e giovedì 16 luglio Roma ospiterà un nuovo ciclo di colloqui tra le delegazioni di Israele e Libano.

Una fonte ufficiale libanese ha confermato ad Al Jazeera che Beirut ha informato Washington della propria partecipazione ai negoziati, precisando che la delegazione sarà composta esclusivamente da rappresentanti diplomatici e non includerà esponenti militari.

Secondo la stessa fonte, l’esercito libanese avrebbe già comunicato alla delegazione militare americana la disponibilità a schierarsi in tutte le aree dalle quali Israele dovesse ritirarsi.

Oman e Iran trattano sullo Stretto di Hormuz

Parallelamente proseguono anche i contatti tra Oman e Iran per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.

L’agenzia di stampa statale omanita ha riferito che le due parti hanno deciso di continuare i colloqui tecnici e politici per raggiungere un’intesa nel rispetto del diritto internazionale.

Secondo quanto riportato dalla CNN, che cita una fonte a conoscenza del dossier, Mascate avrebbe elaborato una proposta basata su due corridoi marittimi distinti.

Il corridoio meridionale, nelle acque territoriali omanite, garantirebbe la libera navigazione secondo le condizioni precedenti al conflitto. Il corridoio settentrionale, invece, attraverserebbe le acque territoriali iraniane e richiederebbe l’autorizzazione preventiva di Teheran, pur senza prevedere il pagamento di pedaggi.

Nella giornata di oggi il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato a Mascate il suo omologo omanita Sayyid Badr Albusaidi. Al centro del colloquio, riferisce ancora la CNN, i meccanismi necessari per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz e ridurre il rischio di nuove tensioni in uno dei punti più strategici del commercio mondiale.